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In base ai dati forniti da Terna nel mese di aprile 2012l’energia elettrica richiesta in Italia (24,5 miliardi di kWh) ha fatto registrare una flessione del 6,2% rispetto ai volumi di aprile dell’anno scorso (la variazione rettificata in base a temperatura mensile e giorni lavorativi diventa -5,8%).
A livello territoriale, la variazione tendenziale di aprile 2012 è risultata ovunque negativa: -6,7% al Nord, -4,8% al Centro e -6,1% al Sud. Il calo maggiore nel Triveneto (-9,4%)
Nei primi quattro mesi del 2012 la richiesta netta di elettricità (107.567 GWh) è stata del -2,9% sui valori del corrispondente periodo dell’anno precedente, ma in termini ‘decalendarizzati’ la variazione è pari a -3,8%.
Vediamo ora alcuni dati interessanti per il sistema elettrico registrati nel mese di aprile 2012. Iniziamo con la composizione per fonte nella copertura del fabbisogno in potenza del giorno di punta del mese, confrontato con lo stesso giorno dell’anno precedente. Come si può vedere dal grafico, elaborato da Terna, la potenza massima erogata ad aprile 2012 è stata richiesta alle ore 12 dell’11 aprile per un valore di 46.847 MW. Il 14% di questa domanda è stato coperto da fonte geotermoelettrica, eolica e soprattutto fotovoltaica. Nel picco di aprile 2011, leggermente inferiore a quello del 2012, questa quota era del 7,9%.

Fonte http://www.qualenergia.it/articoli/20120516-fotovoltaico-il-74-della-produzione-elettrica-di-aprile
Per pagare l’IMU con modello F24 online, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il 10 maggio le modifiche al modulo di quietanza dei versamenti eseguiti con modalità telematiche, dopo aver aggiornato anche il modello cartaceo.
Dunque, dal momento che l’IMU si paga con modello F24, oltre che recarsi in banca per effettuare il pagamento con il modulo cartaceo, per il versamento della prima rata IMUsarà possibile usare i modelli F24 telematici aggiornati e disponibili sul sito dell’Agenzia.
Le modifiche apportate al modello di quietanza dei versamenti eseguiti online con modello F24, previsto dall’allegato n. 1 al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 12 marzo 2012, hanno effetto a decorrere dal 15 maggio 2012.
Più in dettaglio, sono state apportate le seguenti modifiche che riguardano ledizioni di alcuni campi:
Oltre al nuovo modello F24 (aggiornato con l’IMU), sarà per ora possibile utilizzare ilvecchio modello F24 cartaceo – reperibile in banca, in Posta o presso gli agenti della riscossione, ma solo fino al 31 maggio 2013. Dopo di che, il modello aggiornato (sostituendo la dicitura “ICI” con “IMU”) diventerà obbligatorio.
Ricordiamo poi che l’Agenzia, con la risoluzione 35/E datata 12 aprile, aveva reso noti icodici tributo da inserire nel modello F24 per il pagamento della prima rata IMU, ovvero per l’acconto del 18 giugno.
Il saldo si pagherà poi il 16 dicembre 2012 a meno che, solo per la prima casa e solo per il 2012, si decida di pagare l’IMU in tre rate, versando il 33% dell’imposta entro il 18 giugno e poi le rimanenti 2 quote rispettivamente entro il 17 settembre e quindi entro il 16 dicembre, il cui valore dovrà essere determinato nei prossimi mesi secondo le aliquote stabilite da Governo e Comuni.
In ogni caso il saldo finale, unicamente per quest’anno potrà essere versato, anche utilizzando un normale bollettino di c/c postale.
Fonte: Agenzia delle Entrate: Modello F24 online e provvedimento

Fabio Tognetti, Centro nazionale per le energie rinnovabili di Legambiente (in esclusiva per greenreport.it)
Il ministro dell'ambiente Corrado Clini (Nella foto), durante gli Stati generali per le rinnovabili e l'efficienza energetica del 10 maggio, ha confermato la volontà del Governo di rendere stabile il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica, prolungandolo fino al 2020. «I segnali dell'interesse mostrato dalle imprese e dalle famiglie e la voglia di investire in questi settori sono fortissimi, come conferma il numero di domande arrivate al fondo per Kyoto che abbiamo avviato a metà marzo insieme con la Cassa depositi e prestiti - ha detto il ministro Clini -. Nel caso della detrazione del 55%, che abbiamo prorogato per tutto il 2012 e che vogliamo portare fino al 2020, abbiamo visto anche un beneficio per le casse dello stato, visto che in un paio di anni il minore gettito fiscale viene compensato da entrate tre volte superiori grazie all'iva che viene messa in movimento, ai maggiori incassi di fornitori e installatori, grazie all'emersione del nero. Gli strumenti come il credito agevolato oppure il credito d'imposta sono tra i più efficaci per consentire alla domanda potente di ambiente ed efficienza di esprimersi».
Una dichiarazione che sembra confermare la volontà, recentemente già espressa dal ministro in altri contesti istituzionali, di voler rendere realmente stabile un sistema di incentivazione ritenuto strategico per più motivi. Del resto i risultati che sono stati presentati lo scorso mese dall'Enea, durante la presentazione del rapporto Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente 2010 (vedi), parlano chiaro. Nel 2010 Enea ha valutato ben 405.600 pratiche totali, per un valore degli investimenti complessivi pari ad oltre 4,6 miliardi di euro. Gli importi portati in detrazione sono stati 2,5 miliardi. Il risparmio energetico complessivo in energia primaria è quantificabile in oltre 2.000 GWh/anno, pari a un risparmio in termini di CO2 non emessa in atmosfera di circa 430 kt/anno. Considerando anche le 106.000 pratiche del 2007, le 245.000 del 2008 e le 236.100 del 2009, nei primi 4 anni di esistenza, le detrazioni del 55% hanno riguardato quasi un milione di interventi.
Sono numeri impressionanti, che evidenziano quanto sia virtuoso in termini ambientali il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali, in grado di permettere il conseguimento di grandi riduzioni di emissioni climalteranti in atmosfera, attraverso l'efficienza e il risparmio energetico conseguiti tramite centinaia di migliaia di interventi, anche di piccole e piccolissime dimensioni: come la sostituzione di serramenti e infissi, l'installazione di caldaie a condensazione, di caldaie a biomassa, di pannelli solari e pompe di calore o la coibentazione pareti e coperture. Un sistema di incentivazione che ha svolto e svolgerà un ruolo chiave nel conseguimento degli obiettivi del 20-20-20 al 2020.
Ma virtuoso anche da un punto di vista economico, in quanto in grado di far emergere una economia troppo spesso sommersa e quindi portando benefici significativi anche alle casse erariali. Va inoltre ricordato che questi numeri sono stati conseguiti nonostante il clima di profonda incertezza che ha sempre caratterizzato le norme che regolavano il 55% (introdotto per la prima volta dalla Finanziaria 2007), spesso prorogate proprio in prossimità della scadenza dell'incentivo (l'ultima delle proroghe è stata attuata proprio dal Governo Monti, che ha consentito il prolungamento delle detrazioni per tutto il 2012). Quindi numeri significativi, ottenuti nonostante un meccanismo fatto funzionare a singhiozzo. Per questo, la volontà di stabilizzare le detrazioni in un'ottica di medio termine, confermandole sino al 2020, sarebbe un indubbio passo in avanti.
In questo senso, nel Piano per la riduzione delle emissioni al 2020 (vedi), presentato da Clini al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) lo scorso 17 aprile, tra le misure individuate per conseguire gli obiettivi, vi è anche «l'ulteriore riduzione del consumo di energia negli edifici e la promozione delle fonti rinnovabili di energia nell'edilizia attraverso la detrazione fiscale» da ottenersi tramite «il prolungamento al 2020 e la modifica detrazione 55%». Resta però da vedere se, per "modifica" della detrazione del 55%, si intende anche una sua possibile riduzione. Ma soprattutto è indispensabile che la norma che regolerà le nuove detrazioni fiscali per gli anni a venire sia completata al più presto e non, come d'abitudine, con l'approssimarsi della data di scadenza delle attuali detrazioni (il 31 dicembre 2012), al fine di dare a tutto il comparto produttivo legato all'efficienza energetica la stabilità e la tranquillità che merita e di cui ha bisogno per consolidarsi e divenire realmente un settore trainante dell'economia del nostro Paese.
Fonte http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15827
Nel mese di aprile è scattato l'allarme emergenza idrica, poi sono arrivate le piogge ma non sufficienti. Il 2012 è l'anno più siccitoso nella storia recente della nostra regione
La Provincia di Firenze, invita tutta la cittadinanza a seguire 12 consigli per risparmiare l'acqua:
Fonte http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2012/089-12/089-12-emergenza-idrica
Ecco come dal 1 Maggio 2012 si potranno differenziare i piatti e i bicchieri in plastica. Eco dalle città. AMSA.
Come annunciato più volte, a partire dal 1° maggio 2012 i piatti e i bicchieri di plastica entreranno a far parte dei prodotti che è possibile inserire nella raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e conferire quindi al Consorzio Corepla. Attenzione: la novità interessa esclusivamente i piatti e i bicchieri, considerati imballaggi anche dalla Direttiva 2004/12/CE del Parlamento Europeo, e non le posate, che bisognerà invece continuare a gettare nell’indifferenziata.
I "nuovi arrivati" nel cassonetto della plastica dovranno però essere accuratamente ripuliti, proprio per non danneggiare la qualità della raccolta, come ricordava il responsabile comunicazione di Corepla Gianluca Bertazzoli in una nostra intervista di qualche mese fa: "La nostra grande paura è che la raccolta di piatti e bicchieri si trascini dietro del rifiuto organico. Anche da parte di Anci e Federambiente c'è questa preoccupazione. Su questo aspetto ci sarà bisogno di informazione e comunicazione. Bisognerà lavorare molto sulla sensibilizzazione, facendo capire alla gente che dovrà fare un piccolo sforzo: non si tratta di lavare piatti e bicchieri ma di certo, come tutti gli imballaggi, vanno svuotati senza lasciare avanzi di cibo".
Quaranta giorni di tempo per far capire la novità ai cittadini non sono molti, ma è anche vero che buona parte di questi stanno già conferendo nella plastica questi prodotti, senza sospettare di essere in errore. Buon viso a cattivo gioco, insomma. Ma una volta che saranno raccolti assieme alla plastica, cosa succederà a piatti e bicchieri? L’abbiamo chiesto all’assessore all’Ambiente della Provincia di Torino, Roberto Ronco:
“Innanzitutto, teniamo presente che, come evidenziato dal nostro ultimo rapporto annuale sui rifiuti, il 33% del materiale di plastica raccolto con la differenziata non viene portato al riciclo ma all'incenerimento, perché inadatto alle attuali filiere di recupero – ci spiega l’assessore.
“E questo perché si tratta dei cosiddetti imballaggi misti, materiali molto diversi tra loro. Le filiere che funzionano meglio sono quelle relative alle bottiglie, ai flaconi, ai film, ai sacchetti e alle cassette ( sempre di plastica) dell'ortofrutta. I piatti monouso di plastica sono fatti con tipi di plastica diversi (alcuni polistirolo, altri polietilene, altri pla) ma allo stato attuale nessuno di questi tipi andrebbe a un effettivo riciclo. Ci sono due opzioni: potrebbero essere messi subito assieme agli imballaggi misti e destinati all'incenerimento, oppure assieme ai flaconi e scartati successivamente come materiale incongruo. E quindi, di nuovo, finirebbero o in discarica o inceneriti. A questo punto dobbiamo auspicare che effettivamente - come accennato da Corepla – venga attivata una nuova filiera, per rendere effettivamente utile l'inserimento di piatti e bicchieri monouso nella raccolta differenziata della plastica”.
Astensione e affermazione del Movimento 5 stelle: sono queste le due principali caratteristiche delle elezioni amministrative 2012 in Toscana, che confermano la tendenza già registrata in tutta Italia.
Nella nostra regione l’affluenza alle urne ha subito un calo di circa 10%, passando dal 70,58% dell’ultima tornata al 60,8% del 6 e 7 maggio.
Il calo si ritrova in tutti e 30 i comuni chiamati al voto: in particolare, nei comuni sopra i 15.000 abitanti, a Lucca la percentuale di votanti è scesa dal 67,39% al 55,85%; a Pistoia dal 68,91% al 57,46% ; a Carrara dal 69,88% al 61,60%; a Camaiore dal 72,14% al 63%
Per quanto riguarda i risultati, a Pistoia c’è stata l’affermazione al primo turno del centrosinistra con l’alleanza Pd-Idv-Sel-Rifondazione e liste civiche che porta al successo Samuele Bertinelli, successore del sindaco Renzo Berti; a Carrara vittoria per Andrea Angelo Zubbani (Pd-Psi-Rifodnazione-Sel-Unione di Centro); ballottaggio invece a Lucca tra Alessandro Tambellini (Pd-Sel-Rifondazione_Idv) e Pietro Fazzi (Lista civica-Unione di Centro), e a Camaiore dove a sfidarsi saranno Alessandro Del Dotto (Pd-Sel-Idv-Rifondazione-Liste civiche) eAlberto Matteucci (Pdl-Unione di Centro-La Destra-Liste civiche).
Ecco l’elenco dei neosindaci negli altri comuni suddivisi per provincia:
Arezzo. Castiglion Fiorentino: Luigi Bittoni (Lista Civica – Rinnovamento per Castiglion Fiorentino); Monte San Savino: Gilda Margherita Scarpellini (Lista Civica per Monte San Savino); Montemignaio: Alessandro Mugnaini (Lista civica per Montemignaio)
Lucca. Bagni di Lucca: Adriano Massimo Betti (Lista civica – Progetto Rinascimento); Forte dei Marmi: Umberto Buratti (Lista civica – Buratti sindaco); Porcari: Alberto Baccini (Lista civica – Progetto per porcari)
Pisa. Bietina: Corrado Guidi (Lista Civica – Uniti per Bientina); Crespina: Thomas D’Addona (Centrosinistra – Liste civiche per Crespina)
Grosseto. Pitigliano: Pier Luigi Camilli (Lista civica – Tutti uniti per pitigliano); Campagnatico: Luca Riccardi (Lista civica – Lavoriamo insieme); Manciano: Marco Galli (Lista civica – Manciano insieme); Campagnatico: Luca Riccardi (Lista civica – Lavoriamo insieme)
Livorno. Marciana Marina: Andrea Ciumei (Lista civica per il futuro); Portoazzurro: Luca Simoni (lista civiva – La vela); Sassetta: Luciano Cecioni (Lista civica – Sassetta democratica)
Carrara. Licciana Nardi: Enzo Manenti (Lista civica – impegno – onestà – trasparenza)
Pistoia. Marliana: Marco Traversari (Lista civica – Marliana alla luce del sole)
Siena. Montalcino: Silvio Franceschelli(Centrosinistra – Pd – Sel – Psi); Monticiano: Sandra Becucci (PD); Sarteano: Francesco Landi (Centrosinistra)
Massa Carrara. Mulazzo: Claudio Novoa (Lista civica – Insieme per il nostro futuro); Zeri: Enrico Egidio Pedrini (Lista Civica – Zeri Unita)
Pistoia. Quarrata: Marco Mazzanti (Pd – Lista civica – Idv- Sel- Rifondazione e comunisti italiani); San Marcello Pistoiese: Maria Silvia Cormio (Pd); Serravalle pistoiese: Patrizio Eugenio Mungai (Cen-Sin Liste civiche per serravalle)
Firenze. Reggello: Cristiano Benucci (Cen-Sin-Sel- Idv-Pd-Psi); Rignano sull’arno: Daniele Lorenzini (Pd)
La sorpresa però è l’affermazione del Movimento 5 Stelle che a Carrara ha visto il suo candidato Matteo Martinelli ottenere oltre il 14,08% delle preferenze, a Lucca Daniela Rossellini ha ottentuto il 7,68%; mentre a Pistoia Giacomo del Bino ha ottenuto il 10,20% delle preferenze.
Una curiosità: su 30 candidati, solo due donne sono state elette, a San Marcello Pistoiese e a Monte San Savino, entrambe nelle liste del Pd.
Ma il weekend appena trascorso è stato anche quello del referendum per il comune unico del Casentino: 13 i comuni chiamati a decidere se unirsi in un’unica struttura e la vittoria è andata ai “no” con il 56,43% dei voti, mentre i “sì” si sono fermati al 43,57%.
Anche qui l’astensionismo si è fatto sentire: la percentuale dei votanti si è fermata al 41,46%. Secondo i dati diffusi dalla Regione Toscana sui 38.290 cittadini che avevano diritto a esprimere il proprio parere ben 22.484 hanno scelto di non decidere.
Fonte http://www.obiettivotre.com/2012/05/elezioni-2012-toscana-vincono-astensionismo-e-movimento5stelle/
Fabio Tognetti, Centro nazionale per le energie rinnovabili di Legambiente (in esclusiva per greenreport.it)

L'aumento della bolletta elettrica del 4,3% a partire dal 1° maggio, così come il varo dei due Decreti del Governo che introdurranno un nuovo meccanismo di incentivazione per il fotovoltaico e per le altre rinnovabili elettriche, ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica il dibattito sull'impatto in bolletta delle fonti alternative e, più in generale, sui vantaggi e gli svantaggi che esse hanno sull'economia del nostro paese. Ma a ben guardare questo dibattito, da oltre un anno, non si è mai spento. Sulla questione infatti si cominciò a discutere già agli inizi del 2011, quando l'allora governo Berlusconi si apprestava a pubblicare il Decreto Romani sulle rinnovabili e il conseguente Quarto conto energia. Il confronto continuò durante il periodo che precedette i referendum del giugno 2011, perché il dibattito sul nucleare verteva anche sulla questione del costo del kWh elettrico.
Quindi, un dibattito sostanzialmente "vecchio" ma sempre acceso, che nelle modalità ha visto contrapporsi più o meno le stesse argomentazioni, supportate però da nuovi studi e da dati di volta in volta aggiornati. Da un lato i sostenitori della green economy (associazioni di categoria, operatori del settore, le principali associazioni ambientaliste), dall'altro settori importanti dell'economia, preoccupati a vario titolo dal crescente peso delle energie verdi.
In particolare, i detrattori delle energie rinnovabili puntano il dito sulla innegabile e crescente incidenza che gli incentivi hanno sulle bollette elettriche. Incidenza ormai prossima ai 10 miliardi di euro, secondo l'Autorità per l'energia, e tale da causare il previsto rincaro del prezzo dell'elettricità (vedi). L'AEEG ha infatti approvato l'adeguamento della componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili ed assimilate (la cosiddetta componente A3 degli oneri generali di sistema) per tutte le categorie di utenti. Questo si traduce, per una famiglia tipo in regime di maggior tutela, in un aumento del 4,3%, per il periodo 1° maggio - 30 giugno 2012, tale da comportare, ipotizzando un consumo annuo di 2700 kWh, 21,44 € in più all'anno (quindi 1,79 € in più al mese). Sempre secondo l'AEEG, dal 1° Maggio, il prezzo di riferimento dell'energia elettrica sarà di 19,09 c€/ kWh, tasse incluse. La spesa media annua della famiglia tipo salirà così a 515 euro, di cui 294 € per i servizi di vendita (57,1% della spesa complessiva), 69 € per i servizi di rete (13,4%), 84 € per gli oneri di sistema (16,2%) e 68 € per le imposte (13,3%).
Ripartizione dei costi in bolletta, fonte AEEG (vedi foto 3 in photogallery)
La componente A3 costituisce la parte predominante degli oneri generali di sistema (circa il 92,55%), pari ad una spesa di circa 77 euro all'anno. Di questi, 67,3 € (il 86,9%) sono attribuibili alle fonti rinnovabili e il resto (il 13,1%) alle fonti "assimilate". In sostanza, dei 515 euro che spenderà la famiglia tipo, 67,3 (poco più del 13%) andranno a finanziare gli incentivi sulle rinnovabili (Conto energia, Certificati verdi e Tariffa onnicomprensiva).
Ripartizione degli oneri generali di sistema e della componente A3, fonte AEEG (foto 2 in photogallery)
Anche sulla base di questi dati, il Ministro Passera ha presentato i decreti sul fotovoltaico e sulle rinnovabili elettriche, affermando nella presentazione ai decreti stessi che ?l'approccio finora seguito non è stato ottimale, soprattutto in termini di costi per il Paese" (vedi).
Il prezzo del kWh in Borsa ha toccato lo zero per diverse ore diurne, è successo sul mercato del giorno prima per la zona Sud il 2 e il 3 maggio. Merito della sovracapacità e del massiccio contributo a costo zero delle rinnovabili, fotovoltaico in testa. Un sintomo dello sconvolgimento che le energie pulite stanno portando nel mercato elettrico.
In questi giorni c'è stata un'altra scossa del terremoto che le rinnovabili stanno portando sul mercato elettrico. Gli operatori l'hanno sentita molto forte nella zona Sud del mercato: per la prima volta in 2 giorni lavorativi, il 2 e il 3 maggio, l'energia alla Borsa elettrica sul mercato del giorno prima per quella zona ha toccato gli zero euro per megawattora e li ha mantenuti per diverse ore, quelle centrali in cui il fotovoltaico butta sulla bilancia tutto il suo peso (vedi immagine). La conseguenza di quanto accaduto in quella zona nei 2 giorni, energia a costo zero per diverse ore, ovviamente si è riflessa sul prezzo medio nazionale, abbassandolo.

Cosa sta succedendo? Semplificando si può dire che (assieme ad altri impianti convenzionali che producono a prezzi non fissati in Borsa) le rinnovabili come solare ed eolico, che producono a costo zero, dato che non serve combustibile per produrre un kWh in più, hanno prodotto più energia di quella richiesta. In pratica in quella zona tutti gli impianti termoelettrici che vendono la propria energia sulla Borsa (esclusi dunque alcuni con contratti diversi) sono stati spinti fuori mercato e si sono dovuti spegnere.
Diversi gli ingredienti che hanno portato alla situazione del 2 e 3 maggio. Il Sud del nostro Paese ha una sovracapacità strutturale: molti impianti convenzionali pianificati e realizzati negli anni passati e che ora sono di troppo; la domanda elettrica è in flessione per la crisi; le rinnovabili, FV in testa, nell'ultimo anno sono esplose, con molta della nuova potenza localizzata proprio in quell'area. A questo va aggiunta una concausa temporalmente circoscritta ai giorni scorsi: una limitazione tecnica nelle linee di trasmissione che ha ridotto di circa 1.500 MW rispetto al normale le interconnessioni tra la zona Sud e le altre, restringendo così ulteriormente la domanda.
Insomma, quella verificatasi nella zona Sud in questi due giorni è una situazione particolare. Un'altra circostanza significativa si è verificata lo scorso lunedì di Pasquetta (9 aprile 2012), quando tra le ore 13 e le 14 il 64% dell’elettricità prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. Nello stesso momento in Sicilia le rinnovabili hanno fornito il 94% dell’energia elettrica richiesta (in Sicilia la media giornaliera, sera e notte comprese, è stata del 60%).
Situazioni che alcuni potranno definire “limite” (il lunedì di Pasquetta è comunque un festivo e a quanto accaduto in zona Sud il 2 e il 3 maggio ha contribuito una limitazione della rete) ma che comunque mostrano bene quel che sta avvenendo nel nostro sistema elettrico: durante il giorno il contributo del solare e delle altre rinnovabili sta contenendo fortemente il prezzo dell'elettricità, in alcuni casi spingendolo appunto fino allo zero. La stima di Irex è che nel 2011 il FV abbia fatto risparmiare 400 milioni di euro in bolletta con questo effetto, detto di peak shaving. Quanto ci farà risparmiare in questo 2012, iniziato con oltre 9 GW di fotovoltaico in più?
Articolo completo : http://www.qualenergia.it/articoli/20120503-boom-rinnovabili-e-il-prezzo-del-kwh-tocca-lo-zero