Biomassa: impianti a rischio approvvigionamento
A causa del costante aumento dell’utilizzo di biomasse il Regno Unito teme che ci possano essere in futuro problemi di approvvigionamento. La soluzione propone l’importanzione di materia prima solo dalle foreste sostenibili.
Nel Regno Unito la rapida espansione del settore della biomassa potrebbe venir danneggiato qualora le aziende si trovassero in difficoltà nel reperire la materia prima necessaria al loro funzionamento.
L’avvertimento è stato lanciato dal report stilato dalla Verdantix, che prevede l’espansione a larga scala degli impianti alimentati a biomasse con il conseguente aumento della dipendenza dai fornitori esteri vista la necessità di acquistare oltremanica cippato, pellet derivato dalla lavorazione degli olivi e noccioli dei frutti della palma.
“La domanda è destinata a salire nei prossimi anni, specialmente la creazione di nuovi impianti a biomasse progettati dal Drax e dalla MGT Power, che dovrebbero prendere forma – ha comunicato il relatore del documento James Pinney – e che consumeranno tra 1,5 e 2 milioni di tonnellate di combustibile all’anno, mettendo a dura prova le riserve del Regno Unito”.
Secondo le stime della Commissione forestale le importazioni di legname aumenteranno del 150% passando dagli attuali 20 milioni di tonnellate ai 50 milioni entro il 2015.
Drax e MGT Power, come altri leader del settore della biomassa, hanno dichiarato il loro impegno a favore dell’importazione di materie prime provenienti esclusivamente da foreste sostenibili dell’America, della Scandinavia e della Russia.
Tuttavia Pinney ha avvertito che la domanda e l’offerta di legname dovrà essere regolamentata in modo da garantire affidabilità e costi stabiliti dal mercato evitando speculazioni
Il rapporto ha anche evidenziato che l’aumento della domanda di combustibile da biomassa potrebbe creare opportunità per un certo numero di imprese, compresi gli importatori biomasse, le aziende forestali, le società di logistica e le imprese di trasformazione.
Pinney ha sottolineato che la sfida di importare biomassa potrebbe anche cambiare l’approccio dello sviluppo di impianti a biomassa concentrandosi sugli impianti più piccoli, con una capacità compresa tra 5 e 10 MW, che possono contare su materie prime fornite da fornitori locali.
La Toscana è la regione più riciclona del centro Italia? No, è quella più raccogliona!
«La Toscana è la regione più "riciclona" del Centro Italia, con il 36,58% dei rifiuti raccolti in forma differenziata e con 29 comuni che nel 2008 hanno superato quota 45%, che rappresenta la soglia posta dalla normativa nazionale».
Niente da fare! Ancora una volta la confusione tra 'raccolta' e riciclo' viene avvalorata dagli enti istituzionali, in questo caso la Regione Toscana che esordisce così nel suo comunicato stampa, e perfino dalle associazioni ambientaliste come Legambiente, che appunto ha stilato la classifica dei comuni ricicloni, che invece - siamo veramente stanchi di ripeterlo ogni volta - sono in realtà comuni "raccoglioni". Visto che le percentuali a cui ci si riferisce sono quelle della raccolta differenziata e non del riciclo: senza impianti di trattamento e riciclo infatti, e senza una domanda che sostenga il mercato dei prodotti riciclati, la raccolta differenziata resta solo un primo passo.
In ogni caso i comuni chiamiamoli "virtuosi" sono stati premiati oggi pomeriggio alla Fortezza da Basso di Firenze nell'ultima giornata di ‘Green Days', la tre giorni della Regione dedicata alla sostenibilità ambientale, dall'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini, Piero Baronti di Legambiente Toscana e Stefano Bruzzesi dell'Agenzia regionale recupero risorse.
Montespertoli, in provincia di Firenze, è il comune toscano più raccoglione, con l'86,52%, seguito da tre comuni lucchesi, Capannori (69,18%) Porcari (62,90%) e Villa Basilica (59,57%). Gli altri sono Tavarnelle Val di Pesa (57,54%), San Quirico d'Orcia (56,2%), Buonconvento (56,12%), Colle Val d'Elsa (56,01%), Casole d'Elsa (53,33%), Sovicille (52,68%), Rufina (51,58%), Monteriggioni (51,47%), Vaiano (50,62%), Poggibonsi (50,82%), San Gimignano (50,56%), Castagneto Carducci (50,44%), Sansepolcro (49,92%), Monteroni d'Arbia (49,69%), Sesto Fiorentino (48,68%), Capraia e Limite (48,38%), Lucca (47,79%), Pergine Valdarno (47,66%), San Vincenzo (47,64%), Asciano (47,47%), Monteverdi Marittimo (47,20%), Massa e Cozzile (47,06%), Calenzano (46,4%), Montalcino (45,92%), Siena (45,84%).
I compensi di giunta e consiglio regionale
FIRENZE - In un anno la Regione Toscana spende circa 6 milioni e mezzo per i compensi dei 65 consiglieri e circa 1 milione e 600.000 euro per quelli della giunta guidata da Claudio Martini.
Nel dettaglio, la giunta e' composta, oltre che dal presidente Martini, dal vicepresidente Federico Gelli e da 12 assessori. Di questi i lucchesi sono tre: Giuseppe Bertolucci, con delega al bilancio, Eugenio Baronti, delegato all'universita', alla ricerca e alla casa, Massimo Toschi, che si occupa di cooperazione internazionale. L'indennita' mensile lorda del presidente Martini e' di 10.533 euro. Gli assessori invece riscuotono al mese 9.362 euro lordi ciascuno. Ogni anno la Regione Toscana spende complessivamente per i compensi del presidente e della giunta circa 1.600.000 euro.Veniamo al consiglio regionale, composto da 65 membri. Il presidente Riccardo Nencini riscuote al mese 10.533 euro lordi. All'interno del consiglio, i lucchesi sono Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti del Pd, Giuliana Baudone e Maurizio Dinelli del Pdl, Giuseppe Del Carlo dell'Udc, Marco Montemagni della Sinistra. Ogni consigliere ha un'indennita' di base di 7.606 euro lordi al mese, a cui di aggiungono vari rimborsi spese per le missioni, i chilometri e le presenze che possono far aumentare questa cifra anche di 2000 euro ogni mese. Ulteriori compensi, variabili da 500 a 1000 euro al mese, sono previsti per i consiglieri che hanno incarichi nell'ufficio di presidenza o all'interno delle commissioni.Complessivamente ammonta a 6.400.000 euro la spesa annuale della Regione Toscana per i consiglieri regionali.
Gallicano c'e' informa - Anno I Speciale Biomasse
"Il maggior numero di informazioni possibili al maggior numero di persone possibili", questo è il nostro motto, e così abbiamo deciso di puntare i riflettori sull'impianto a Biomasse di prossima realizzazione a Gallicano in Località Zinepri (vicino all'impianto della Verdeazzurro "Bricchettaggio").
Perchè questo speciale? E’ da mesi che ci stiamo ponendo delle domande e che stiamo facendo domande, ed adesso è arrivato il momento di fare il punto. Cosa sono gli impianti a Biomasse? Perchè si costruiscono? Perchè improvvisamente è partita la corsa alle biomasse e nelle nostra zona si contano almeno una decina di progetti di impianti? Sono scelte sensate? Danno vantaggi ai cittadini? Inquinano?
Risposta all'interrogazione di "Gallicano c'è" sul progetto Pantarei-Biomasse
Interrogazione sul progetto Pantarei/Biomasse
In rosso le domanda, in nero le risposte.
1) Con la realizzazione dell'impianto a biomasse l'impianto a metano della Pantarei verrà spento totalmente, parzialmente o per niente?
La società Pantarei non ha interesse a spengere l'impianto a metano in quanto continuerà a produrre energia elettrica, i fumi che produce continuerà a venderli alla società Verdeazzurro, l'acqua calda di raffreddamento continuerà ad alimentare la rete esistente con le utenze presenti oggi.
2) Se l'impianto a metano della Pantarei verrà spento totalmente quali fumi utilizzerà VerdeAzzurro per "essiccare" i rifiuti?
Assorbita dalla risposta precedente
3) Se l'impianto a metano della Pantarei verrà spento parzialmente, lo spegnimento avverrà solo quando l'impianto di bricchettaggio non sarà funzionante? Se no quando ed in base a quali criteri?
Assorbita dalla risposta precedente
4) Il comune acquisirà energia termica dall'impianto a biomasse tramite Pantarei e la rivenderà alle utenze allacciate al teleriscaldamento?
Il progetto che Pantarei sta predisponendo, oggi prodotto per la parte preliminare inoltrato con la richiesta delle autorizzazioni, prevede l'implementazione della rete di teleriscaldamento con l'utilizzo di energia termica derivante dall'impianto a biomasse e la stessa società gestirà la rete in questione, acquistando e poi rivendendo energia termica ai privati allacciati.
5) A quale prezzo sarà rivenduta l'energia termica alle utenze private?
La quantificazione del prezzo di vandita della energia termica da teleriscaldamento può essere fatta solo dopo aver prodotto il progetto esecutive dell'intervento, elemento necessario per la definizione finale della fattibilità economica e finanziaria del progetto. Si può ragionevolmente ipotizzare un risparmio, per i cittadini che saranno serviti dalla nuova rete di teleriscaldamento, che si aggira intorno al 30-40% rispetto all'utilizzo del gas metano.
6) Quale margine di guadagno prevede di avere il comune sulla rivendita di energia?
Per quanto detto sopra al momento non è possibile sapere quale potrebbe essere il guadagno o, per meglio dire, gli utili di Pantarei da questa operazione non essendo ancora pronta una progettazione che comprenda un quadro economico definitivo.
7) Nell'allegato A della Delibera numero 38 del 28/11/2008 si legge che il comune di Gallicano riceverà un "canone a titolo di ristoro per il posizionamento dell'impianto" dalla società costruttrice dell'impianto, per tutta la durata della convenzione. Di che importo stiamo parlando?
Il canone a titolo di ristoro per il posizionamento dell'impianto non è ancora definito e fa parte della trattativa in corso con la società "Feu de Bois".
8) Sul progetto presentato dalla società "FEU DE BOIS SOCIETA’ ENERGETICA S.R.L" si parla di un fornitore unico della Biomassa (cooperativa Terra Uomini Ambiente) che ha la maggior parte delle commesse di manutenzione boschiva in Provincia di Pisa e Livorno. Confermate che nell'impianto di Gallicano verrà bruciato solo cippato di legna vergine proveniente dalla pulizia dei boschi della Garfagnana? Come verificherete che si tratta di cippato di legna vergine proveniente dalla pulizia dei boschi della Garfagnana?
La società "Terra uomini Ambiente" è parte integrante della società costruttrice dell'impianto ed ha, oltre alle commesse per manutenzione boschiva in provincia di Pisa e Livorno, anche la gestione di circa 12000/15000 ettari di boschi nella Valle del Serchio. Pur non escludendo l'utilizzo di legna vergine proveniente da Pisa e Livorno ci parrebbe più saggio e più economico l'utilizzo di legna vergine dei nostri boschi. Evidenziamo altresì che il legname proveniente dalle provincie suddette è classificabile di "filiera corta". I criteri per la rintracciabilità della filiera saranno definiti da un apposito decreto attuativo.
9) Le 14000-18000 tonnellate di legna previste per l'impianto di Gallicano a che percentuale corrispondono della legna proveniente dalla Garfagnana utilizzabile da tutte le centrali a biomasse presenti o in progetto in Garfagnana?
La Garfagnana ha questa situazione:
38.000 ha boscati di cui:
- 27% castagno
- 24 % faggio
- 15% latifoglie
- 33% misto e conifere
Si calcola che ad ogni ciclo di ricrescita, 15 anni, dalla coltivazione del bosco è possibile ottenere 30 tonnellate di residui forestali per ettaro, senza contare la parte più nobile da ardere o da lavoro.
Quindi da questi 38.000 ha avremo:
38.000 x 30 = 1.140.000 tonnellate in 15 anni e quindi 76.000 tonnellate annue
Tutto questo in modo cautelativo, a cui si va ad aggiungere la produzione della Media Valle che non è inferiore a 30.000 tonnellate/anno.
La percentuale richiesta, quindi, calcolata considerando i soli residui forestali, è pari al 13-17%.
E' interessante al riguardo aggiungere anche questa informazione: la cooperativa TUA, oggi, invia 1 nave al mese alla centrale del Sulcis in Sardegna, ogni nave carica 3.000 tonn. e 2 bilici al giorno alla centrale di Scarlino, ogni bilico carica 30 tonn.
10) Esiste un coordinamento a livello Garfagnana/Media Valle/Provincia per lo studio sulla presenza/nascita di centrali a biomassa?
A questa domanda non sappiamo rispondere. Si può però dire che ogni progetto presentato deve dire dove e come si reperirà il combustibile necessario all'impianto stesso. La Provincia, in quanto organo competente per le necessarie autorizzazioni, sta preparando un quadro riassuntivo in merito.
David Saisi al Consiglio comunale del 27 Novembre 09
In attesa di avere il tempo di inserire il consiglio comunale per quasi tutta la sua durata (purtroppo 5 ore sono troppe per la nostra telecamera, quindi dopo circa 4 ore le riprese si sono interrotte) inseriamo il video dove David Saisi riporta al Cosiglio Comunale il pensiero della Lista Civica Apartitica Gallicano C'è
Il 7 dicembre la 30ª Fiaccolata di Natale
Cresce l’attesa per l’edizione numero trenta della Fiaccolata di Natale. La manifestazione di solidarietà, che coinvolge l’intera Valle del Serchio, è in programma per lunedì 7 dicembre. L’evento umanitario per questo suo trentennale, oltre a mantenere i tradizionali obiettivi di lotta al cancro e alla fame nel mondo, fa parte anche di un progetto molto più ampio, rappresentato dalla marcia mondiale per la pace e la non violenza. Marcia che è partita da Wellington in Nuova Zelanda e finirà il 2 gennaio 2010 in Argentina a Punta De Vacas. Il programma della giornata avrà inizio alle 13 con i Writers for Peace che faranno murales per le vie del paese, alle 15 prenderanno il via nelle piazze i concerti musicali con band di giovani, saranno aperti gli stand gastronomici e i mercatini. Alle 20,30, con l’illuminazione del paese spenta, inizierà la marcia rischiarata dalle luci delle fiaccole. Al gruppo sportivo che parteciperà con il maggior numero di rappresentanti sarà consegnato il premio Fiaccolata.
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Comuni e Comunita' Montane contro il Decreto Calderoli
FIRENZE - L'Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunita' Montane della Toscana, presieduta da Oreste Giurlani, ha annunciato battaglia contro la soppressione di tutte le comunita' montane e della giunta comunale negli enti con meno di 1.000 abitanti.
In provincia di Lucca sono rischio la comunita' montana della Mediavalle del Serchio e della Garfagnana, oltre all'Unione dei Comuni dell'Alta Versilia. Gia' nel 2008 la riforma varata dalla Regione Toscana aveva ridotto le Comunita' Montane da 20 a 14. In quell'occasione la comunita' Area Lucchese fu accorpata a quella della Mediavalle e la Comunita' dell'Alta Versilia venne sciolta e trasformata in Unione dei Comuni a Statuto Speciale.
Fonte: NOITV