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Low Table: il Tavolo che Respira

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Low Table: il Tavolo che Respira

Low Table: il tavolo che respira come una pianta e purifica la casa

Questo tavolino da solotto assorbe il biossido di carbonio presente nell’aria e produce ossigeno, rinfrescando l’ambiente. Tutto questo grazie a un particolarissimo organismo vegetale.

Il designer Devon Mingling Wang si è rivelato un vero “genio del verde” e ha progettato un innovativo tavolino capace di “respirare” e purificare l’aria domestica.
E’ un tavolino da salotto, che si presenta in stile moderno e si distingue per una caratteristica particolarissima: la superficie superiore è ricoperta da una pianta del tutto autonoma, l’Air Plants.

Tillandsias, conosciuta anche con il nome di Air Plants, è un organismo vegetale che cresce senza la necessità di un substrato terroso in cui posizionare le radici. Non ha bisogno di molte cure e neanche di irrigazione perché assorbe l’umidità della casa rendendo l’ambiente più asciutto.
Per questo motivo l’unico impegno che richiede il Low Table si presenta nel caso in cui dovesse trovarsi in un ambiente particolarmente secco. In queste circostanze, infatti, almeno una volta al mese occorre spruzzarci dell’acqua.

Ma se l’Air Plants non ha radici interrate, come si alimenta? La Tillandsias si nutre di polvere e micro-particelle organiche: in questo modo purifica – come conseguenza – l’aria.
Non richiede neppure esposizione diretta ai raggi solari, quindi si adatta senza alcun problema al contesto domestico. L’importante è che l’ambiente non raggiunga temperature superiori ai 40 °C.

Questo tavolino in pratica, grazie all’Air Plants, assorbe il biossido di carbonio presente nell’aria e produce ossigeno rendendo l’ambiente “fresco”.
Con il Low Table, poi, non occorre più tenere vasi sparsi per la casa, perché il verde e la natura sono compresi direttamente nell’arredo.

La strategia utilizzata per il Low Table può trovare applicazioni più ampie: se la Tillandsias fosse abbastanza resistente, si potrebbe immaginare di progettare una moquette al 100% biologica – che certamente sarebbe apprezzata dagli amanti del green style, dai patiti delle innovazioni e dai salutisti.

Speciale Rifiuti

SPECIALE RIFIUTI (PARTE I)
In questa prima parte dello speciale sui rifiuti riassumeremo il ruolo che hanno nella nostra società.

Cosa sono i rifiuti?

"Si chiama rifiuto qualsiasi sostanza o oggetto derivante da attività umane o da cicli naturali, abbandonato o destinato all’abbandono" (DPR 915 del 10/9/82).

La natura non abbandona quello che non serve più, bensì lo ricicla, infatti in natura i rifiuti non esistono.

Ogni essere vegetale o animale morto, ogni sostanza di scarto, viene utilizzata da altri esseri viventi come fonte alimentare, fino ad diventare un insieme di semplici molecole nel terreno , dove verrà nuovamente utilizzata dai vegetali. Così riprende la catena alimentare.
Per esempio: il tronco di un albero morto viene utilizzato da larve di insetti e funghi come fonte di sostanze nutritive; verrà prodotto humus ed infine trasformato in sostanze minerali ed anidride carbonica che serviranno ad un nuovo albero per crescere.

Quindi i rifiuti sono una conseguenza dell’uomo.

Quanti rifiuti produciamo ?

Sempre di più, circa 1 kg al giorno a testa. Vuol dire che una famiglia di tre o quattro persone ne produce in un anno più di una tonnellata.
Più cresce il "benessere", più aumenta la produzione di rifiuti. Finora la principale soluzione al problema dello smaltimento di queste "montagne" di immondizia è stato quello della discarica (vi si smaltisce in Italia l’80% del totale dei rifiuti solidi urbani, il resto va per lo più negli inceneritori), cioè delle colline di rifiuti parzialmente interrate e ricoperte di terra. Discariche che nessuno vuole sotto casa e vorrebbe in un paese lontano. Quando una discarica è piena se ne fa un’altra ...

Lo smaltimento dei rifiuti : un problema per il nostro ambiente (e per i nostri soldi).

  • si occupa del terreno che non sarà più disponibile per altre attività ;
  • si inquinano i terreni e le falde idriche se vi sono dei percolati ;
  • è difficile trovare nuovi siti una volta che la discarica è piena ; le popolazioni si oppongono e i terreni disponibili sono pochi ;
  • anche gli inceneritori non risolvono il problema perché si inquina l’aria e si hanno comunque dei residui da smaltire.

Nella migliore delle ipotesi, trovando sempre nuove aree per fare discariche, i costi

Una soluzione possibile:  Riduzione dei rifiuti, Raccolta differenziata, Riciclaggio.

Speciale Rifiuti (Parte II)

SPECIALE RIFIUTI (PARTE II)

Nella prima parte abbiamo visto il ruolo dei rifiuti. In questa seconda e ultima parte affrontiamo il tema del compostaggio, quale miglior metodo di smaltimento per i rifiuti organici.

Ma cos’è il compostaggio ? 

Il compostaggio consiste in una serie di tecniche atte a favorire lo sviluppo di alcuni microrganismi che demoliscono le complesse molecole organiche in molecole più semplici, le quali costituiscono fattori di crescita per le piante se utilizzate come fertilizzante.

Troviamo nel compost batteri, muffe ed anche insetti e vermi che utilizzando la sostanza organica come cibo e la trasformano.

Alcuni fattori assicurano condizioni ottimali per lo sviluppo di questi organismi:

- presenza di carboidrati e proteine nel giusto rapporto (tecnicamente definito rapporto C/N): dipende da quali rifiuti vengono utilizzati.

- presenza di ossigeno: il processo di trasformazione della sostanza organica avviene in ambiente aerobico (ricco di ossigeno) la cui presenza favorisce lo sviluppo di microrganismi utili e contrasta le putrefazioni (attuate da microrganismi anaerobi). Dipende dalla sofficità della massa e dai rivoltamenti effettuati.

- la temperatura è un indicatore dell'attività dei microrganismi utili ; deve salire a 30-40 C° nelle prime fasi della fermentazione, a 55-60 C° dopo 15-20 giorni per poi diminuire successivamente. Queste temperature sono necessarie per selezionare la flora microbica adatta ed igienizzare la massa da batteri patogeni e a rendere inattivi i semi di erbe infestanti.

- presenza di umidità (40-60%): è necessaria per la vita dei microrganismi ma in quantità eccessiva crea condizioni di anaerobiosi (mancanza di ossigeno).

Si può fare il compost nel proprio giardino? Naturalmente!

IL COMPOSTAGGIO FAMILIARE

E' possibile attuare la pratica del compostaggio a patto di avere a disposizione pochi metri quadri di giardino, di organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti a livello domestico, di dedicare un minimo di tempo alla conduzione del cumulo per l'esecuzione di alcune semplici operazioni. Il compostaggio domestico è il miglior modo di risolvere il problema dei rifiuti organici in quanto piccoli cumuli non provocano alcun tipo di inquinamento.

Costituzione del cumulo

·        Bisogna destinare un contenitore in cucina ai soli rifiuti organici e svuotarlo regolarmente.

·        Non tutto quello che è sostanza organica può essere avviato al compostaggio, in quanto alcuni rifiuti non si compostano bene e non consentono la corretta gestione del cumulo. In fondo all'articolo troverete la lista di tutte le tipologie di rifiuto che è possibile o meno riciclare.

·        Il cumulo di compostaggio deve essere fatto in un luogo non soggetto a ristagni idrici, non troppo soleggiato d'estate, maglio se non in totale ombra in inverno .

·        Il cumulo può essere fatto stratificando semplicemente i rifiuti su terreno o essere contenuto da reti metalliche o assi in legno, evitando in qualsiasi caso il soffocamento della massa fermentante. Sono in vendita anche composter in plastica riciclata da utilizzare nel caso di spazi ristretti. Purtroppo però non tutti questi composter funzionano bene e il loro prezzo non è dei migliori.

·        Per consentire il raggiungimento delle temperature ideali il cumulo teoricamente dovrebbe avare le dimensione di 1 m di larghezza per 1 m di altezza e lunghezza variabile in funzione della quantità di rifiuti.

Conduzione del cumulo

·        L'intervento più importante da effettuare è quello del rivoltamemto del cumulo, che deve essere effettuato regolarmente: la prima volta dopo 20 giorni in estate e 25-30 giorni in inverno, poi circa 1 al mese per un totale di 3-5 rivoltamenti in funzione del prodotto che vogliamo ottenere: compost fresco in 3 mesi o compost maturo (migliore qualitativamente e più affidabile), in 6 mesi e oltre.

·        L’intervento ha lo scopo di arieggiare la massa per far ripartire l'attività dei microrganismi e di rendere omogeneo il cumulo per quanto riguarda umidità, temperatura e stadio del processo fermentativo. Il cumulo deve essere protetto dal dilavamento nei periodi piovosi, da materiale che in qualsiasi caso permetta l'arieggiamento, come frasche e lastre ondulate.

·        Alla fine il compost si ottiene setacciando il materiale con il metodo usato dai muratori per la sabbia, cioè mediante l'utilizzo di una rete a maglie di alcuni cm, al fine di allontanare pietre, inquinanti come plastica e vetro, pezzi più grossolani non ancora fermentati. Il compost si presenta di colore bruno scuro, umido, con gradevole odore di terriccio di bosco.

Gallicano: a rischio Palio e Pro Loco

A rischio Palio e Pro Loco

Fonte: il Tirreno

  GALLICANO. Rischia di estinguersi, per mancato rinnovo del consiglio direttivo, la Pro Loco. E con questa potrebbe saltare il palio di San Jacopo che la Pro Loco organizza.  Alle elezioni per il rinnovo del direttivo dell’associazione per triennio 2009-2012 non si è presentata alcuna lista con numero minimo di candidati. L’attuale direttivo ha comunicato al sindaco Maria Stella Adami la conclusione del mandato triennale. I membri del consiglio uscente hanno garantito le funzioni gestionali, ma non programmeranno né organizzeranno manifestazioni.  In particolare sono a rischio il Palio di San Jacopo di luglio 2010 e il calendario del luglio gallicanese. E.S.

Efficienza energetica o sufficienza energetica?

RisparmioEfficienza energetica: ovvero come consumare meno per fare la stessa cosa. E' la parola d'ordine, in tema di uso dell'energia, che risuona più di frequente. Aumentare l'efficienza significa usare meno energia: ma solo relativamente, non in assoluto. Una grossa automobile di cilindrata elevata, per quanto dotata di un motore efficientissimo, consumerà infatti sempre più di una piccola utilitaria, più leggera e con una cilindrata ridotta.

E' una conclusione apparentemente banale, ma è necessario riflettere sul fatto che se l'obiettivo è diminuire i consumi energetici, questo non può coniugarsi con un continuo aumento delle dimensioni e della quantità di oggetti e servizi che utilizziamo, per quanto li si renda efficienti. Deve prevalere una logica diversa: quella della sufficienza. Ovvero, scegliere il mezzo più idoneo e commisurato alle reali necessità. Evitare il gigantismo inutile. Evitare quegli oggetti che divorano molta energia per restituire un servizio facilmente ottenibile con altri mezzi meno energivori. Un esempio? Lasciate perdere l'asciugabiancheria: consuma quattro volte l'energia del ciclo di lavaggio ed è facilmente sostituibile con un po' di ventilazione; evitate di prendere l'automobile per fare poche centinaia di metri.

 

Questi alcuni esempi che attengono ai comportamenti individuali. Ma la sufficienza energetica si declina in molti modi, e potrebbe presto manifestarsi sotto forma di nuove forme di etichettatura e certificazione energetica, e in nuovi approcci a vecchi problemi.

Campi elettromagnetici e salute

Campi elettromagneticiFonte Arpat
Nella nostra vita quotidiana sono sempre di più le fonti di campi elettromagnetici: dai telefoni cellulari, agli strumenti elettronici sempre più sofisticati presenti nelle nostre case, fino al moltiplicarsi delle linee elettriche.
In risposta alle preoccupazioni derivate dall’aumento dell'esposizione quotidiana dei cittadini europei, il Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (SCENIHR) della Commissione europea, DG Salute e tutela dei consumatori, ha disposto l’aggiornamento del precedente parere del 2007: "Possibili effetti dei campi elettromagnetici (CEM) sulla salute umana”.
L’aggiornamento è ora disponibile sul sito della Commissione Europea. Oltre a fornire informazioni generali sui campi elettromagnetici prodotti dalle varie tecnologie, il rapporto affronta il tema della valutazione dei rischi sulla base dei lavori scientifici sul tema pubblicati tra gennaio 2007 e dicembre 2008.
In sintesi, lo studio classifica e valuta i campi elettromagnetici secondo gli intervalli di frequenza:
  • frequenze radio, come quelle utilizzate nella telefonia mobile le
  • frequenze intermedie, come quelle emesse dagli schermi di computer e dai dispositivi anti-furto
  • frequenze estremamente basse, come quelle provenienti da linee elettriche ed elettrodomestici
Sono inoltre valutati i campi magnetici statici, come quelli utilizzati nella diagnostica per immagini.
I possibili effetti sulla salute derivati dall'uso delle diverse tecnologie, vengono considerati per ciascun intervallo di frequenza.
Per quanto riguarda le frequenze radio, la sintomatologia riferita dagli utenti - essenzialmente mal di testa e stanchezza - non sembra da ricondurre all’esposizione a campi di radiofrequenza, ma piuttosto alle aspettative degli individui che percepiscono tale esposizione come nociva.
In merito agli effetti sulla salute dell’uso di telefoni cellulari, non ci sono evidenze
riguardo all’aumento nel rischio di cancro per un utilizzo fino a dieci anni, mentre non ci sono dati sufficienti per stimarne l’effetto in seguito ad un uso per più di dieci anni.
Per quanto agli effetti a lungo termine sulla salute prodotti dai campi di frequenza intermedia, come quelli emessi dagli schermi dei computer e dai dispositivi anti-furto, la letteratura è risultata particolarmente scarsa e non significativa per l’aggiornamento dei dati. Le nuove tecnologie inducono tuttavia un significativo aumento dell’esposizione da queste fonti che andrà adeguatamente monitorato.

Rifiuti e Crisi Economica

La crisi economica incide sulla raccolta differenziata

La differenziata, che comincia solo ora ad affermarsi nelle abitudini degli italiani, vive un periodo difficile a causa della crisi: i prezzi dei materiali scendono e i privati perdono interesse nell’industria dello smaltimento, compromettendo così una pratica il cui valore è conomico, ma soprattutto ambientale, sociale ed etico

 

Nonostante i lavori verdi e le professioni legate al cambio delle abitudini di consumo si stiano sempre più affermando come la strada per uscire dalla crisi, neanche le aziende legate ai nuovi settori ne sono immuni.

Il problema non è esclusivamente di natura economica, ma va a investire un ambito in cui le buone pratiche ambientali sono appena state adottate, non da tutti e non senza resistenze, rendendo ancora più complesso il percorso di cambiamento delle consuetudini di privati e aziende.

A farne le spese è – tra gli altri – la raccolta differenziata, sempre più diffusa nei Comuni italiani, ma che potrebbe subire una battuta d’arresto legata proprio alle condizioni finanziarie.

Negli ultimi dieci anni l’adozione della raccolta differenziata ha prodotto ricadute positive non indifferenti, in termini sia economici che sociali e ambientali. Ricorda Ecologiae:

Negli ultimi 10 anni di progetti di riciclaggio rifiuti, il giro di affari è stato stimato in 6,7 miliardi di euro, ma ciò che più conta è che questo settore ha dato lavoro a 76.700 persone, in controtendenza con i dati economici recenti. Certo, la crisi si è fatta sentire anche qui, ma affermano dal Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, negli ultimi anni ben 38,8 milioni di tonnellate di vetro, plastica, carta e alluminio sono stati riciclati, il che equivale alla mancata apertura di 325 discariche.

Del totale di 6,7 miliardi guadagnati, un miliardo è stato risparmiato evitando l’emissione di 48, 2 milioni di tonnellate di CO2, 3,2 miliardi per i costi di smaltimento, 1,2 è il valore economico del materiale recuperato, 479 milioni di euro sono stati risparmiati grazie alla prevenzione ed il resto è il valore dell’indotto.

Il rapporto di Conai – il Consorzio Nazionale Imballaggi – relativo al 2008 mostra indizi preoccupanti e segnali piuttosto incoraggianti. Scrive Packaging Blog:

Conai ha presentato a Milano i risultati 2008 del sistema di recupero e riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. I dati possono essere letti sostanzialmente in due maniere. La crisi mondiale è evidente anche in questo settore. Infatti, la flessione è rappresentata dal dato che riguarda la quantità di imballaggi immessi al consumo: -2,8 percento per complessive 12.189.000 tonnellate.

Nonostante ciò l’altro dato ci indica come la quantità di materiali riciclati sia cresciuta nonostante la contrazione dei consumi. In totale sono state riciclate il 59,3% dei rifiuti di imballaggio. In particolare, la filiera della carta ha registrato un alta percentuale di riciclaggio come l’acciaio e il legno.
Il maggiore problema resta la plastica che non è riciclata a sufficienza.

Tuttavia la situazione per i materiali ricavati dal riciclaggio è critica, essendo legati alle fluttuazioni del mercato e alle condizioni dell’economia mondiale. Ecoblog:

Ogni anno il mercato del riciclo produce 35 milioni di tonnellate di materiali recuperati. Un’enorme montagna composta da 20 milioni di tonnellate di metalli, 5,5 di carte e cartone, 4,8 di legno, 1,8 di vetro e 1,3 di materie plastiche. Un settore fiorente, e lo dimostra il fatto che negli ultimi anni, mentre la produzione industriale diminuiva dell’1,6%, le attività di riciclo e recupero sono aumentate dell’8,2%.

Oggi però, a seguito della crisi economica e finanziaria, e del crollo delle quotazioni delle materie prime, la situazione di questo settore strategico rischia di compromettersi seriamente.
L’eccedenza dei materiali raccolti e che non trovano più sbocco sul mercato sta causando l’accumulo di rifiuti presso le piattaforme di recupero, ormai prossime al collasso.

In Toscana l’assessore all’ambiente ha aperto un tavolo di discussione con gli Enti, ma il problema non è limitato alle singole situazioni locali. Spiega Blogeko:

Le difficoltà in cui versa la raccolta differenziata in Italia si colgono da un comunicato stampa della Regione Toscana.

Buone pratiche ambientali - Un concorso sostenuto dalla Comunità Montana

Mario Puppa - Presidente Comunità MontanaUn concorso, aperto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Valle del Serchio, per la produzione di cartelli che ricordano le buone pratiche di riduzione, recupero e riciclo dei rifiuti e di risparmio di beni come acqua, calore e luce.

Con questa iniziativa la Comunità Montana Garfagnana e la Comunità Montana Media Valle del Serchio, nell’ambito del progetto di educazione ambientale Infea “Riduci, Ripara, Riusa, Ricicla”, coinvolgono i più giovani affinché, con fantasia ed immaginazione, spingano anche gli adulti a rendersi conto di quanto il corretto uso e riciclo delle risorse a nostra disposizione riduca i rischi di inquinamento, spreco e contaminazione ambientale.

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