Risparmiare facendo il bucato ....

Save

 

Da qualche settimana ho installato nella mia cantina questa piccola scatola che mi sta dando parecchie soddisfazioni energetiche e prossimamente anche economiche ...... ma che cosa è ?

 

Facciamo un passo indietro, a casa ho una lavatrice che lavora parecchio visto che ho 2 bimbi piccoli e che il piccolino usa i pannolini lavabili.

 

Tipicamente, i maggiori consumi di una lavatrice sono dovuti al riscaldamento dell'acqua che deve essere portata alla temperatura impostata per il lavaggio (da 40 a 90 gradi). La lavatrice utilizza l'elettricità per riscaldare l'acqua, ma questo sistema di riscaldamento oltre ad essere inefficiente è anche costoso.

 

Un sistema decisamente migliore sarebbe quello di far arrivare alla lavatrice l'acqua già riscaldata dalla caldaia, basterebbe collegare l'ingresso della lavatrice con il tubo dell'acqua calda, però c'e' il problema del risciacquo che tipicamente viene fatto con acqua fredda.

Qui entra in gioco la scatolina della foto (che si chiama Save el.en), che riesce a far entrare nella lavatrice l'acqua calda, alla temperatura impostata, quando è richiesta l'acqua calda e quella fredda al momento del risciacquo. ma fa anche di più: poichè quando si apre il rubinetto dell'acqua calda, è necessario un certo tempo affinchè arrivi veramente calda, la scatolina è dotata di un timer programmabile, che scarta la prima acqua fredda in modo che mandi alla lavatrice l'acqua alla temperatura giusta.

 

A me va ancora meglio, perchè ho i pannelli solari termodinamici, per cui spesso l'acqua calda anche per la lavatrice mi viene regalata dal sole. Da una prova fatta con la lavatrice, con lo stesso programma di lavaggio,  prima e dopo l'installazione della scatolina, ho visto che nella fase di riscaldamento dell'acqua il mio contatore superava la potenza dei 2kw, mentre lo stesso lavaggio fatto con l'acqua "solare", il mio contatore restava posizionato sui 300watt, un bel risparmio !!!

 

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Acqua, ma quanto mi costi ?

Ho provato a fare dei confronti fra le tariffe di Gaia e quelle di altri gestori, sia toscani che nazionali.

 

Come punto di partenza ho preso un'indagine fatta da Altroconsumo (del settembre 2009) che confronta le tariffe di 35 città italiane, fra cui 2 toscane Firenze ed Arezzo. Per fare i confronti, Altroconsumo ha preso come riferimento una famiglia di 3 persone considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi.

Poi ho calcolato sulla base delle tariffe di Gaia 2009, l'importo corrispondete al consumo di 200 m3 di acua (ovviamente tenendo conto dei costi fissi e dell'IVA) ed ho sovrapposto al grafico di Altroconsumo i costi di Gaia sia per quanto riguarda le normali tariffe residenziali (indicati con ATO1) sia per quanto riguarda i comuni montani (indicati con ATO 1 M) che sono le nostre.

Tariffe Acqua 2009

Come si può vedere dalla figura le tariffe per l'acqua applicate in Toscana sono fra le più alte in Italia. Quelle di Gaia, sono le più basse fra le toscane (307 €), in particolare quelle dei comuni montani (255 €), che si collocano sotto la media nazionale.

Una ulteriore considerazione: da questi dati si vede che fra le 2 tariffe più care, ci sono 2 società a forte capitale privato (Pubbliacqua a Firenze controllata da Acea) e (NuoveAcque ad Arezzo con socio di maggioranza privato, la multinazionale Suez), mentre fra le più economiche spicca Milano che è a gestione pubblica. Da questo non si può certo concludere che il pubblico è meglio del privato, ma invece dimostra che non è vero che la gestione privata è migliore (e soprattutto più economica) della pubblica.

 

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Comunicato dei medici della Valle del Serchio sui rischi degli impianti di incenerimento a Biomasse e non solo

I medici della Valle del Serchio, riuniti in data odierna preso il Teatro Accademico di Bagni di Lucca, tenuto conto dell’esistenza di alcuni impianti di incenerimento nel territorio della Valle del Serchio e nella prospettiva di una possibile attivazione di un impianto di combustione di biomasse in località Fornoli (Bagni di Lucca), esprimono la loro preoccupazione per la salute dei loro assistititi e pongono all’attenzione dei referenti politici e dei cittadini tutti le seguenti riflessioni. 

  • Sono noti i rischi per la salute connessi alla dispersione nell’aria di sostanze quali la formaldeide, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici, le diossine, le polveri fini e, in particolare, le nanoparticelle.
  • Questi argomenti sono stati ampiamente esposti nel ciclo di conferenze scientifiche, svolte al Teatro Accademico di Bagni di Lucca nelle ultime settimane, che hanno visto l’intervento di illustri ricercatori e clinici, quali Patrizia Gentilini, Antonietta Gatti, Stefano Montanari, Federico Valerio.

 

Chiedono ai referenti politici e ai tecnici proposti che si attivino con i seguenti obiettivi: 

  • Ulteriore approfondimento, in sede medico-scientifica, della questione degli effetti patogeni connessi alla combustione di biomasse e rifiuti, attraverso dibattiti scientifici cui dovranno partecipare esperti qualificati del settore.
  • Valutazioni ulteriori per quanto concerne il rischio che comporterebbe l’attivazione dell’impianto di Fornoli, anche in considerazione della collocazione orografica e degli studi meteodiffusionali della zona.
  • Studio e pianificazione di percorsi alternativi all’incenerimento di rifiuti e di biomasse. Per esempio, l’utilizzo del legno detannizzato e degli scarti agricoli, attraverso metodiche quali il compostaggio, la digestione anaerobica (biogas), la produzione di laminati e di pellet-cippati (per uso domestico), la bio-raffinazione, la gassificazione.
  • Studio per un utilizzo estensivo di energie rinnovabili e pulite, quali l’eolica e la solare (impianti di tipo fotovoltaico e termodinamico).
  • Attuazione di valutazioni mutagenetiche e rilevazioni licheniche per accertare la salubrità del territorio.
  • Attuazione di screening sulle patologie respiratorie, cardiovascolari e neuropsichiatriche, con particolare attenzione per le sub-zone su cui incidono le emissioni degli inceneritori.

 

 

Invitano, infine, i referenti politici locali a farsi portavoci per chiedere l’annullamento dei decreti di incentivazione (CIP 6) che equiparano i rifiuti alle energie rinnovabili. 

 

Bagni di Lucca, 27 febbraio 2010 

 

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A Capannori, forum sulle Biomasse

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. SABATO 6 MARZO, ORE 15,30

PRESSO LA SALA RIUNIONI DEL COMUNE DI CAPANNORI

                                              

FORUM PUBBLICO su:  

"ASPETTI NORMATIVI, ECONOMICI E AMBIENTALI

DELL'IMBROGLIO DELLA COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE" 

 

In tutta Italia, in Toscana e nella nostra Provincia assistiamo ad un proliferare incontrollato di progetti per la combustione di non ben precisate "biomasse". Il "caso ALCE" di Fornoli a Bagni di Lucca in cui si vogliono bruciare 150.000 tonnellate/anno di legno e sanza  rappresenta solo la "punta dell' iceberg" di una miriade di impianti che attirati dal "miele" dei sussidi pubblici (derivanti dalle tasche dei cittadini) sotto forma di "certificati verdi"  spuntano dovunque citando a sproposito la "sostenibilità ambientale".

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Lettera di Gaia ai Sindaci in merito alla sentenza del Tar sulla legittimità dell'affidamento della gestione dell'acqua

Gaia

 

Clicca qui per leggere la lettera

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Garfagnana: 104 gestioni associate di servizi comunali

Il Vice Presidente Michele Giannini: “Lavoriamo per una Pubblica Amministrazione moderna ed efficiente”

104 gestioni associate di funzioni comunali sono la testimonianza più forte di come la Garfagnana abbia compreso a fondo che, in realtà marginali e di piccole dimensioni, l’unica strada per garantire servizi efficaci ed efficienti alla popolazione è la gestione in forma associata. Una strada, intrapresa nel 2002, che, nell’ottica di superare, attraverso l’unione delle forze, la limitata disponibilità di personale dei Comuni, ha ottenuto il risultato di migliorare la qualità ed il numero dei servizi a disposizione del cittadino e delle imprese che operano sul territorio. Si è trattato di un progetto in cui hanno fortemente creduto tanto gli amministratori dei Comuni e della Comunità Montana quanto i dipendenti, che, attraverso percorsi formativi ad hoc, hanno potuto aumentare le proprie competenze professionali. “La Garfagnana - spiega il Vice Presidente della Comunità Montana, Michele Giannini, che, da anni, segue attentamente il tema gestioni associate anche a livello di UNCEM e ANCI - può contare su una base forte e consolidata da cui partire per affrontare i cambiamenti legislativi e ordinamentali che interverranno a breve, sia a seguito dell’imminente  entrata in vigore del regolamento attuativo della legge regionale 40/2001, che razionalizza gli incentivi e le procedure per accedere a contributi regionali per la gestione associata, sia, soprattutto, in vista dell’approvazione del cosiddetto decreto ‘Calderoli’, in base al quale i Comuni sotto i 3.000 abitanti, (14 su 16 in Garfagnana), dovranno obbligatoriamente svolgere in forma associata le funzioni fondamentali. La prova che ci attende è particolarmente impegnativa: solo comprendendone in anticipo la portata, saremo in grado di affrontarla al meglio, ottenendo risultati concreti per il nostro territorio”.

 

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Il F.A.P. delle auto (Filtro Anti Particolato) è utile o è pericoloso?

Il filtro attivo antiparticolato (FAP) è un dispositivo introdotto a partire dal 2000 dal gruppo PSA Peugeot- Citroen per ridurre le emissioni di particolato (PM10) dai gas di scarico dei motori diesel.

 

Fap

Il particolato è composto da particelle di fuliggine (residui carboniosi prodotti durante la combustione) delle dimensioni di 20-30 micron (1 micron =1 millesimo di mm) che inglobano particelle più piccole di idrocarburi aromatici policiclici (PAH) e composti dello zolfo incombusti (come l'acido solforico e l'acido solforoso) che rendono nocivo il particolato.

 

La tecnologia FAP,prevede la miscelazione al gasolio di un additivo catalizzatore: il biossido di cerio  allo stato liquido , la cosiddetta "cerina" (che èun composto tossico), al fine di creare agglomerati più grossi che possono essere bloccati dall'elemento filtrante.

 

Il filtro dopo un pò (ogni 300-1000 km) tende ad intasarsi, per cui è necessaria una fase di "rigenerazione" che avviene quando la velocità arriva ad almeno 90 km/h ed impiega un tempo di circa 10 - 20 minuti.

Nella fase di "rigenerazione" si ottiene la combustione a circa 450°C dei depositi di agglomerati intrappolati nel filtro, riducendoli in dimensioni dell'ordine di 3,5 - 1,5 micron: queste particelle (che sono più pericolose di quelle bloccate inizialmente sono pericolose per la salute) vengono poi espulse dallo scarico.

 

E' quindi un errore ritenere che il particolato venga eliminato con tale processo: la quantità di polveri misurabile con gli attuali strumenti viene solo in parte ridotta. Una buona percentuale viene trasformata in particelle volatili ancora più piccole che sfuggono all'attuale normativa e quindi agli strumenti di monitoraggio.

 

Questo filtro non dovrebbe chiamarsi Antiparticolato, ma Elusore di particolato, perchè nasconde agli attuali strumenti di misura l'emissione di particelle pericolose che in origine non si avevano neppure.

 

Fonti sicurauto.it clicca qui o qui  per avere maggiori dettagli.

 

 

 

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1000 MW solari in Italia

Pannelli fotovoltaiciIl GSE sta aggiornando i dati del "conto energia" facendo fronte alla corsa alle installazioni negli ultimi due mesi del 2009. Lunedì 22 febbraio il conteggio degli impianti che complessivamente hanno già avuto accesso al conto energia era arrivato a quota 967 MW. Se vi aggiungiamo i 36 MW realizzati prima del 2006, e quindi prima dell'entrata in vigore di questa forma di incentivazione, possiamo dire che l'Italia ha sorpassato la soglia dei 1.000 MW.

 

Per avere i dati definitivi del solo 2009 dovremo aspettare ancora un mese, quando il GSE avrà finito di esaminare la montagna di domande pervenute, ma è molto probabile che la quota annuale supererà i 600 MW. Guardando in avanti, le nostre stime per il 2010 indicano che verranno realizzati altri 1.000 MW.

 

Dunque, un successo italiano sul fronte delle installazioni che ci pone al terzo posto nel mondo per il 2009, dopo la Germania e gli Stati Uniti (e forse anche al secondo, prima degli Usa).

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Capannori, nascono i gruppi di acquisto solare

Pannelli solariNASCONO I GRUPPI DI ACQUISTO SOLARE PER L’ACQUISTO COLLETTIVO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI GRAZIE AL PROGETTO ‘ECHO ACTION 2′

 

Promuovere il risparmio e l’efficienza energetica, diffondere il fotovoltaico e il solare termico nelle abitazioni private, informare e ‘consigliare’ i cittadini, migliorare le condizioni di accesso al credito, incentivare le aziende fornitrici e installatrici a migliorare la loro offerta dal punto di vista economico e qualitativo. Tutto questo è ciò che si propone il progetto ‘Echo Action 2-Solar Connection’ al quale Comune di Capannori e Alerr Foundation stanno per dare inizio.

 

Per rendere concrete sul territorio le finalità del progetto, Comune e Alerr hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede varie azioni, tra cui una campagna di informazione e di comunicazione sul risparmio e l’efficienza energetica nelle abitazioni private e la predisposizione di un avviso pubblico alle aziende fornitrici e installatrici di impianti solare termico e fotovoltaico invitandole a presentare un’offerta vantaggiosa per i gruppi di acquisto solare, ovvero gruppi di cittadini  che possono organizzarsi, così come alcuni già fanno per acquistare frutta e verdura, per installare pannelli fotovoltaici sui tetti di casa a prezzi vantaggiosi rispetto ad una installazione individuale.

 

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L'e-waste incombe sul Pianeta

ewasteChe cosa è la "e-waste"? Si tratta della spazzatura elettronica, cioè dei cellulari, tv, computer, iPod, elettrodomestici che riempiono le nostre casa e che a fine vita buttiamo nell'immondizia.

 

I paesi in via di sviluppo rischiano di essere soffocati dai rifiuti dello sviluppo: vecchi computer e componenti elettronici scartati (con il loro bagaglio di composti chimici pericolosi) stanno formando montagne di spazzatura ingestibile e pericolosa in Cina, India e in alcune nazioni Africane e del Sud America.

A portare all'attenzione pubblica il problema è stato un rapporto delle Nazioni Unite: mancare di risolvere il problema oggi significa generare un'irreparabile danno ambientale e, conseguentemente, minacciare la salute pubblica.

Secondo le statistiche stilate nel documento, d'altronde, con il passare del tempo la situazione non può che peggiorare: per esempio entro il 2020 il numero dei vecchi PC scaricati in India rischia di aumentare del 500 per cento. E in paesi come il Senegal e l'Uganda il flusso di rifiuti di vecchi PC rischia di incrementare del 4-8 per cento. Globalmente il tasso di crescita si assesta sui 40 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all'anno. Solo nel 2008 negli Stati Uniti sono stati venduti oltre 150 milioni di cellulari e cercapersone, una crescita notevole rispetto ai già 90 milioni del 2003. E in dieci anni i cellulari mandati in pensione aumenteranno di 7 volte in Cina e 18 in India.

 
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