Gli atti amministrativi che portano alle Biomasse a Gallicano

Cerchiamo di analizzare gli atti amministrativi che rendono possibile l'installazione di una centrale a Biomasse a Gallicano.

DELIBERE E COMUNICATI DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GALLICANO

Il Comune di Gallicano riceve in data 28/11/2008 da Se.Ve.Ra. S.p.A.  la disponibilità del comune a cedere un'area in località Zinepri per la costruzione di un impianto a Biomasse di origine vegetale provenienti dalla Garfagnana.

Consiglio comunale del 28/11/2008

In data 28/11/2008 il consiglio comunale di Gallicano (con Delibera numero 38 del 28/11/2008 "Indirizzi relativi all'accordo tra Comune di Gallicano e Severa S.p.A. per concessione diritto di proprietà terreni per realizzazione impianto di produzione di energia elettrica da biomasse") in sintesi delibera quanto segue:

  • dall'impianto a biomasse consentirà di offrire al territorio servizi addizionali (teleriscaldamento e vapore/calore per usi indiustriali)
  • l'eccedenza di calore potrà essere ceduta a Pantarei srl per l'estensione della rete di teleriscaldamento ad utenze commerciali, industriali e residenziali
  • aderisce alla richiesta di Se.Ve.Ra. instaurando rapporti di collaborazione per le fasi di sviluppo, progettazione, autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio
  • di approvare la cessione di aree di proprietà comunale per una superficie di 1600 mq
  • di provvedere all'approvazione di una convenzione

Ubicazione impianto

Clicca qui per leggere il testo delibera numero numero 39

 

Comunicato stampa successivo al 28/11/2008:

Con tre voti contrari e un astenuto della minoranza e i voti favorevoli della maggioranza il Consiglio
comunale di Gallicano, nella seduta del 28 novembre, ha approvato un atto di indirizzo per la cessione di un terreno per la costruzione di un impianto di produzione di energia termica ed elettrica alimentato a biomasse vegetali.
Il terreno da cedere per la realizzazione dell’impianto è situato nell’area industriale ed artigianale di
“Zinepri”. La richiesta è pervenuta al Comune nei giorni scorsi da parte di Se.Ver.A. spa e della controllata S.E.T.A. srl, nell’ambito dell’implementazione della produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili che l’azienda porta avanti, individuava proprio nell’area di Zinepri il sito appropriato. Questa area si presterebbe in modo particolare alla costruzione dell’impianto, consentendo anche importanti interrelazioni ed economie di scala con l’attività e la rete di teleriscaldamento di proprietà di Pantarei srl, società partecipata dal comune di Gallicano per il 63%.
L’impianto, del quale aspettiamo il progetto nelle prossime settimane, della potenza di 1 megawatt elettrico (6 megawatt termici), sarà alimentato da cippato di legno proveniente dalle attività forestali nei boschi della Garfagnana, per un totale di 14.000 tonnellate/anno.
L’intervento è pienamente corrispondente alla programmazione dell’Amministrazione comunale in tema di politiche energetiche legate allo sviluppo economico e alle politiche ambientali. Infatti oltre ai benefici legati al recupero e pulizia dei nostri boschi e alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, quindi con riduzione delle emissioni di anidride carbonica e tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate, i vantaggi deriveranno dalla possibilità di ampliare la rete esistente di teleriscaldamento, che al momento serve solo edifici pubblici, impianti sportivi e alcune attività come l’ipermercato Leclerc-Conad, anche ad almeno 300 famiglie con la possibilità di consistenti risparmi per le famiglie stesse.

Clicca qui per leggere il testo integrale del comunicato

 

Consiglio comunale del 21/04/2009

In data 21/04/2009 il consiglio comunale di Gallicano (con Delibera numero 09 del 21/04/2009 Approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari") approva sostanzialmente il piano di vendita di una serie di immobili e terreni, fra cui quelli dove sorgerà l'impianto a Biomasse.

 

Clicca qui per leggere il testo della delibera e gli allegati con l'elenco dei terreni (allegato B) e dei fabbricati (allegato A)

 

PIANO DI INDIRIZZO ENERGETICO REGIONALE (P.I.E.R.)

E' il piano messo a punto dalla giunta della Regione Toscana con l’obiettivo di una riduzione dell’attuale trend di crescita dei consumi energetici fino a raggiungere una stabilizzazione .
La scelta è quella di orientare il sistema energetico regionale alla riduzione della quantità di energia necessaria per continuare a garantire un futuro di benessere economico sociale e ambientale della Toscana.
Viene assunto l’obiettivo di orientare il sistema energetico toscano verso l’autosufficienza sviluppando l’uso delle risorse energetiche locali rinnovabili e riducendo il grado di dipendenza dalle importazioni di fonti energetiche non rinnovabili.

Nel documento si leggono le seguenti linee guida (oltre a quelle per la riduzione dei consumi):

"L’estensione dell’uso delle biomasse legnose ( sia in reti di teleriscaldamento che in impianti centralizzati condominiali che anche in impianti autonomi unifamiliari) e soprattutto un deciso sostegno alla diffusione di tecnologie di utilizzo dell’energia solare come integrazione negli impianti di riscaldamento possono consentire almeno il raddoppio della quota delle fonti rinnovabili utilizzate in questo settore con un risparmio di combustibili (idrocarburi) di almeno 60.000 tep ( e corrispondenti emissioni evitate di CO2 ) "

"Biomasse (produzione elettrica)
In questi anni si è registrata una forte attenzione al settore che si è concretizzata anche con proposte progettuali di centrali alimentate con biomasse agro-forestali o provenienti da colture dedicate.
Si è registrato anche un crescente interesse nel mondo agricolo a riconvertire la propria produzione in prodotti no-food a seguito l’andamento del mercato dei prodotti ad uso alimentare.
In relazione alla capacità di fornire biomasse agro-forestali da parte della Toscana che è fra le regioni più boschive d’Italia, e del possibile sviluppo di coltivazioni dedicate all’offerta di prodotti energetici, con il presente atto di indirizzo si inserisce la valorizzazione di questa fonte rinnovabile fra le priorità delle politiche energetiche e si incrementa quantitativamente l’obiettivo da raggiungere con la consapevolezza di dover sviluppare ai massimi livelli tutta la capacità delle Istituzioni e delle imprese sia tecnologiche che agricole per fare sistema e superare le difficoltà, anche logistiche, che frenano lo sviluppo.
Dovranno, quindi:

  • essere fortemente incrementati i modelli di concertazione fra i protagonisti della filiera perconcretizzare i progetti in essere e a venire individuando la chiave risolutiva del modello di gestione del processo
  • essere agevolati i procedimenti autorizzativi nella trasparenza e con la certificazione delle biomasse combustibili quale prodotto di provenienza solo agroforestale non contaminato da altri flussi non identificati
  • impostare un forte programma di incentivazione economica che intervenga, ove necessario, per realizzare una fattibilità aziendale degli interventi.

Si fissa un nuovo obiettivo di sviluppo degli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse
circa 200 MW di potenza installata e una produzione elettrica annua di 800 GWh
."

"Un’altra direttrice di azione è costituita dall’installazione di reti di teleriscaldamento urbano sulla
base delle stime fornite da AIRU (Associazione Italiana per il Riscaldamento Urbano), il potenziale
di sviluppo del teleriscaldamento in Toscana si aggirerebbe intorno a 27.000.000 di metri cubi (di
volumetria riscaldabile) per una potenza installata complessiva di 250 MWe."

"A proposito della cogenerazione, un riferimento specifico merita la produzione combinata di
elettricità e calore abbinata all’uso del calore per usi produttivi e al teleriscaldamento. Questa
soluzione unisce ai vantaggi della cogenerazione in sé (risparmio di energia primaria) i vantaggi
ambientali connessi alla sostituzione del riscaldamento diffuso (piccole caldaie nei centri urbani ad
alta densità di popolazione) con un’unica fonte di emissione situata al margine dei centri urbani e
con dimensioni tali da rendere tecnicamente ed economicamente fattibile l’adozione di tecniche per
l’abbattimento degli inquinanti. Sulla base delle stime fornite da AIRU (Associazione Italiana per il
Riscaldamento Urbano), il potenziale di sviluppo del teleriscaldamento in Toscana si aggirerebbe intorno a 27.000.000 di metri cubi (di volumetria riscaldabile) per una potenza installata
complessiva di 250 MWe."

Clica qui per leggere il P.I.E.R.

PROGRAMMA ENERGETICO PROVINCIALE

Dal piano predisposto dalla provincia di Lucca (ormai datato) si legge:

"Utilizzando un impianto a combustione diretta si può sfruttare questo materiale per la produzione di energia elettrica, che combinato ad un sistema di teleriscaldamento, può fornire fluido caldo utilizzabile da destinare alla popolazione per il riscaldamento domestico ecc.. Negli impianti a combustione diretta infatti, circa il 60 % dell’energia prodotta viene disperso sotto forma di calore, integrandovi il sistema di teleriscaldamento si riesce quindi, ad ottimizzare il risparmio energetico.
Perché questo impianto sia efficiente nel fornire acqua calda, deve essere situato in una posizione  relativamente vicina ai centri abitati (per evitare l’eccessiva dissipazione di calore durante il trasporto del fluido), a qualche km di distanza dai centri abitati.
Affinché questo porti un vantaggio sia a livello energetico che economico si deve trovare a una distanza ottimale dai siti di raccolta della biomassa. Esiste infatti la necessità di ridurre le spese dovute al trasporto e riducendo la distanza media  dai siti di raccolta si ottimizzano sia il traffico medio delle strade interessate sia
la quantità di emissioni nell’atmosfera da parte dei mezzi coinvolti nel trasporto  del combustibile. Chiaramente l’impianto verrà posto nella zona della Mediavalle-e Garfagnana, dove, come abbiamo recentemente rilevato, è la zona dove è più facilmente reperibile la biomassa, dove si può avere un flusso
costante, data la grande quantità, di combustibile disponibile. L’area totale da dove può provenire la biomassa è di circa 900 kmq, fornendo una quantità di biomassa stimabile intorno 100000 t/ anno.
L’area è attraversata dalla strada ss 12 del Brennero e dalla Via Ludovica, che sono le due vie di comunicazione principali che possono ospitare il trasporto di materiali su gomma.
L’area è percorsa, da Nord a Sud dalla rete ferroviaria, che però non è ancora organizzata sufficientemente per sopperire al trasporto di questo materiale. Sono possibili dei potenziamenti futuri della linea quindi anche il trasporto su strada ferrata diventerebbe importante.
Un sito favorevole dove installare questo genere di impianto si deve trovare in una posizione baricentrica nell’area di raccolta del materiale, deve essere facilmente raggiungibile dai maggiori assi viari e deve avere possibilmente una stazione ferroviaria vicina. Il sito deve inoltre presentare la possibilità a livello
territoriale di ospitare una centrale a combustione diretta si deve perciò trovare preferibilmente in una zona pianeggiante abbastanza vasta lontana dai centri abitati.

La raccolta del materiale non dovrà essere effettuata in modo indiscriminato, ma dovrà essere salvaguardata la specificità biologica del sottobosco.
Bisognerà anche cercare di incentivare il mantenimento a coltura dei castagneti, che oltre a fornire un quantitativo notevole di combustibile, opera in senso positivo per salvaguardare l’equilibrio idrogeologico dei versanti dei rilievi, evitando quindi, lo spopolamento delle montagne. Il reperimento del combustibile potrà essere organizzato e svolto dalla centrale stessa, ma anche attraverso l’organizzazione di cooperative per la raccolta, contribuendo così alla formazione di nuovi posti di lavoro.

Con la quantità disponibile e tenendo conto che parte della risorsa è destinata ad altro uso, si possano avere a disposizione circa 70000 t/anno per un impianto a combustione diretta della potenza di 10 Mwe e circa 15 MW di energia termica. In conclusione la produzione annua di questa centrale sarà di circa 70 GWh; il fabbisogno annuo di energia elettrica della Provincia di Lucca è di 2.600.GWh, quindi questa centrale riuscirà a coprire lo 2.7 % del fabbisogno energetico totale pari ad un risparmio di circa 19000 tep, e ad un calo di immissione di circa 70000 t di CO2 nell’atmosfera, andando a contribuire al controllo dell’effetto serra.

Poiché la biomassa è distribuita su tutto il nostro territorio montano, deve essere incentivato il suo utilizzo su piccoli impianti di riscaldamento pur tenendo conto che a causa delle possibili emissioni di particolato molto nocivo bisogna inoltre prestare particolare cura alle camere di combustione."

Clicca qui per leggere il piano energetico provinciale

 

 

 

Cerca
Commenti recenti
Archivio storico