Rave Ice, dopo anni torna un pub a Gallicano

Fonte: il Tirreno

  GALLICANO. Dopo anni a Gallicano riaprirà un pub. La data dell'inaugurazione è ancora da stabilire, ma ci sono già un nome ed un luogo. "Rave Ice" aprirà nei pressi dell'E.Leclerc., accanto alla lavanderia a gettoni. A mettersi in gioco, individuando un mercato potenziale, è un giovane di Castelnuovo, Giovanni Casotti. «Ho sempre fatto l'operaio e ora ho deciso di investire in questo progetto - racconta Casotti -, cauto ed entusiasta al tempo stesso». "Rave Ice" sarà un pub/bar per l'esattezza. Spiega infatti il gestore: «Saremo aperti anche la mattina, per le colazioni, mentre la sera ci saranno gruppi e musica dal vivo. Il locale è piuttosto ampio (216 mq) e dotato di megaschermo. Perché ho scelto Gallicano come sede della mia nuova attività? Non solo perché al momento non ci sono pub, ma anche perché a Gallicano ci sono tanti giovani, e non manca certo la voglia di divertirsi. È un paese vivo sotto questo aspetto. La zona dove sorgerà la birreria inoltre presenta un duplice vantaggio: è di facile accesso, con un ampio parcheggio e nelle vicinanze dell'E.Leclerc; ma al tempo stesso è isolata dalle abitazioni, un particolare non trascurabile considerando la musica. Di quanti dipendenti avrò bisogno? Per partire ho contattato tre persone, ma non è escluso che in futuro possa assumere altro personale. Non è stato ancora possibile fissare la data di inaugurazione: devono essere ultimati dei lavori».  "Rave Ice" non sarà l'unica novità del commercio gallicanese. Nei locali dell'ex Mercatino Meriggi, sempre nei pressi dell'E.Leclerc, aprirà un negozio di abbigliamento, "Magazine". «Non ho informazioni sulla nuova apertura - afferma Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil -. Per quanto riguarda il Mercatino Meriggi non ci sono stati contatti ufficiali coi lavoratori e quelli con l'alta proprietà non hanno dato alcun esito». Discorso in parte diverso per il Gabbriellini Store di Pieve Fosciana: «Tre negozi dello stesso gruppo, per un totale di dieci dipendenti, hanno chiuso in provincia di Lucca. In questo caso c'è una discussione aperta con l'azienda per garantire continuità occupazionale, perché secondo noi l'operazione in corso non è chiara».

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Gallicano, in cantiere tre progetti per energia, spettacoli e residenza

Gallicano, in cantiere tre progetti per energia, spettacoli e residenza

fonte: il tirreno

 GALLICANO. Sono tre i progetti finanziati dalla Regione in cantiere a Gallicano. Il primo ammonta a 50mila euro e riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto delle piscine comunali. Il secondo ammonta a 334mila euro e riguarda l'ampliamento del Ciaf nei locali dell'ex cinema Cheli, vicino al palazzo comunale. La ristrutturazione del vecchio cinema, finanziata dalla Regione in unione con le Fondazioni CR Lucca e Monte, per 980mila euro, è avvenuta nell'ambito del progetto di politiche educative "Centro infanzia adolescenza e famiglia". Infine, grazie alla domanda presentata dall'Erp, sono arrivati 430mila euro per il recupero dei locali adiacenti al Ciaf, dove verranno creati 3 appartamenti da destinarsi a case popolari. I lavori partiranno a settembre. C.P.

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Una Toscana senza inceneritori

Fonte: NOITV

FIRENZE - A cinque giorni dal sequestro del termovalorizzatore di Falascaia, i comitati ambientalisti hanno chiesto al presidente della Regione Enrico Rossi di chiudere tutti gli inceneritori e di puntare sulla raccolta differenziata.

''Da tempo - hanno spiegato i rappresentanti del comitato ''Rifiuti zero'' Versilia - il termovalorizzatore del Pollino non svolgeva il suo dovere bruciando solo il 5,5% dei rifiuti toscani a fronte di un impegno richiesto del 15%. Nonostante questo il costo dell'impianto e' rimasto sempre superiore ai 20 milioni di euro''. Secondo i cittadini quello di Falascaia e' solo l'ultimo episodio che conferma i problemi causati dagli inceneritori. Rimanendo alla provincia di Lucca, da piu' di un mese, il termovalorizzatore di Castelnuovo e' chiuso per adeguamenti tecnici e lo scorso gennaio la Procura aveva aperto un'inchiesta sul sistema di monitoraggio. La Regione Toscana ''incenerisca'' tutti gli inceneritori, chiedono i comitati, puntando su una nuova politica ambientale.

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Terme restaurate e mai usate, oggi in degrado

Fonte: il Tirreno

GALLICANO. Una volta c’erano “Le terme”. Oggi ci sono erbacce, rifiuti e decadenza. È lo spettacolo che da anni si offre nel capoluogo. Oltrepassato lo storico arco di Francesco V vicino al Castello, sulla sinistra (verso Vergemoli) si raggiunge un piccolo parcheggio. Giunti in questa area di sosta, un ponte di sasso consente di oltrepassare la Turrite. Sull’altra sponda del torrente, ci sono “Le terme”.  Né stabilimenti per le cure termali, né vecchio centro benessere in disuso. “Le terme” comprendono una struttura che ricorda un tempietto neoclassico e i ruderi in pietra di un vecchio edificio. Documentazioni scritte sulla storia delle acque termominerali di Gallicano ne sono rimaste ben poche, ma rimangono testimonianze di un passato in cui il tempietto era utilizzato per riempire bottiglie ed eseguire assaggi. Le acque della “sorgente Beatrice” agli inizi del ’900 vennero imbottigliate (di etichette della “Cova di Gallicano” rimangono ancora alcuni esemplari) ma diversi fattori intervennero ad ostacolarne la vendita. L’acqua, una “salsa” ricca di sali unica nel suo genere in Toscana, veniva usata sia per scopi curativi che come acqua da tavola.  Anni fa l’amministrazione comunale investì in questa località, per renderla se non meta turistica privilegiata quantomeno una gradevole area di ristoro. Furono spesi 171 milioni di vecchie lire di contributi regionali dopo l’alluvione del 1996 per realizzare una nuova passerella pedonale (la vecchia distrutta dall’esondazione della Turrite), sistemare l’area verde e quella sulla sponda opposta del torrente rispetto alle “terme”. E ancora prima dell’alluvione un intervento dell’amministrazione consentì il recupero della zona termale con il ripristino della fontana interna al tempietto e la ripulitura da piante infestanti. L’intervento rientrava in un progetto più ampio di manutenzione del sentiero che costeggia la Turrite; furono create alcunee aree pic-nic.  Oggi la zona è abbandonata e, a quanto pare, tempo, lavoro e denaro sono stati male investiti. Il sentiero che dal ponticello conduce alle vecchie strutture è invaso dalle ortiche. E non migliora lo spettacolo per il visitatore che si avventura tra l’erba alta: le pareti del tempietto sono imbrattate da scritte e vilipendi, rifiuti sporcano il pavimento e le bocche da cui sgorgava l’acqua sono asciutte. La “sorgente Beatrice” (24-25º misurabili in superficie) è situata poco più in là, all’interno di un edificio privato: da qui le acque venivano convogliate verso il tempietto con una condotta in mattoni sotterranea.  «Non ci sono progetti specifici in vista - fa sapere il vicesindaco Egidio Nardini -. Il Comune non ha grosse possibilità di spesa e per il momento la priorità è data ad altre iniziative, come realizzare il parcheggio dietro la farmacia. Ma sarebbe bella un’azione di recupero dell’acqua calda, che, fatte le dovute verifiche, potrebbe essere sfruttata come risorsa energetica». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Claudia Ponziani

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TEMI PALIO DI SAN JACOPO 2010 - INDIETRO TUTTA

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TEMA BUFALI
TEMA MONTICELLO

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Se.Ver.A, ecco il nuovo CDA

Fonte: Il Tirreno

 

CASTELNUOVO. Cambio di rotta alla Se.Ver.A. L'assemblea dei soci della società che gestisce la raccolta dei rifiuti, a capitale quasi interamente pubblico, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione.  Al quale si prospettano settimane cruciali per il futuro dell'azienda, al centro di una delicata situazione finanziaria e con diversi problemi occupazionali da risolvere, primo tra tutti quello di Se.Ver.Acque, una delle società partecipate dove 5 dipendenti sono già stati licenziati e altri 8 rischiano.  

IL NUOVO CDA  E' stato allargato da tre a quattro componenti, tutti tecnici, compreso l'unico politico entrato a farne parte.  Di loro, solo uno faceva parte del vecchio consiglio di amministrazione: Marco Pulga, commercialista, espressione del 10% di capitale privato della spa.  Gli altri sono new entry. Il politico è Aurelio Russo, assessore provinciale durante i nove anni della giunta guidata da Andrea Tagliasacchi, fino al 2006, entrato ai vertici della Se.Ver.A non tanto in virtù di questa sua lunga esperienza politica quanto per l'altrettanto lunga carriera di dirigente bancario. Competenza e professionalità hanno permesso l'ingresso, inoltre, sia di Gianni De Mastro, forlivese, ingegnere esperto nella gestione dei rifiuti per aver lavorato in numerose aziende dell'Emilia Romagna, sia di Oberto Cecchetti, romano, ex magistrato.  

IL PRESIDENTE  I quattro componenti del cda, nella prima riunione di insediamento la prossima settimana, sceglieranno tra di loro il presidente. Tra l'altro l'ultimo, Roberto Biagi, si era dimesso, determinando così un vuoto gestionale in un momento molto delicato.  Il più quotato tra i quattro nuovi amministratori sembra De Mastro, grazie al suo bagaglio di conoscenze nel campo dei rifiuti, ma l'assemblea dei soci - formata dai rappresentanti dei comuni garfagnini che detengono il 90% della Se.Ver.A - non ha avanzato alcuna proposta. Sarà il cda a decidere. 

CAMBIO DI ROTTA  Per i comuni, del resto, questa squadra rispecchia in pieno le indicazioni fornite alla vigilia.  Si doveva cambiare, affidare l'azienda a persone con esperienza, tecnici in grado di pilotarla fuori dalla crisi e non più a politici, secondo una pura logica di spartizione. «E così è stato - sottolineano Maria Stella Adami, Domenico Davini e Francesco Pifferi, primi cittadini di Gallicano, Minucciano e Camporgiano -, tra l'altro con la totale convergenza tra le forze politiche. I sindaci vogliono rilanciare la società, è un nostro patrimonio e va salvato. Abbiamo dato un segnale, favorendo le competenze a 360 gradi con l'immissione di professionalità tra di loro complementari, e lasciando invece del tutto fuori le logiche di spartizione. Così dovrebbe essere sempre».

IL PIANO INDUSTRIALE  La prossima tappa, dopo la scelta del presidente, sarà l'adozione di un piano industriale che dovrà fissare le linee guida per il futuro, partendo dal recupero dei 3 milioni di euro che la Se.Ver.A deve avere dai Comuni fino ai progetti di investimento per il termovalorizzatore di Castelnuovo, fermo dal 15 marzo proprio perché da ammodernare. Non si parte da zero. Per conto dei Comuni, infatti, l'università di Firenze sta preparando una bozza di piano industriale, che dovrebbe essere pronta in questi giorni.  Se avrà l'ok del consiglio di amministrazione e dei sindaci, il piano sarà poi oggetto di confronto con gli enti locali, prima di essere adottato.

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Progetto Vanessa siamo noi - Assemblea Pubblica

La violenza contro le donne è l’intenzione di utilizzare e ricorrere alla forza per raggiungere il proprio scopo nel corso di un conflitto. E’ un fenomeno trasversale, interessa ogni strato sociale, economico e culturale senza differenza di razza, religione o età. La morte di Vanessa ha riaperto, con drammatica urgenza, una serie di interrogativi che impongono una riflessione collettiva e corale sulle relazioni tra uomini e donne, sui diritti delle donne, sulla necessità di capire più a fondo gesti ed episodi che non possono essere confinanti ad atteggiamenti sporadici di singoli psicologicamente vulnerabili.

Il Comune di Gallicano e l’Agenzia formativa PROTEO LUCCA ONLUS, in collaborazione con la Regione Toscana, l’Amministrazione provinciale di Lucca e l’azienda USL n. 2,organizzano un incontro pubblico che si terrà venerdi 25/06/2010 alle ore 17.30 presso l'Auditorium della Cittadella Scolastica di Gallicano.

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E' Fabbriche di Vallico il gioiello italiano della "web democracy"

Fonte: Lo Schermo Lucca

 

FAB­BRI­CHE DI VAL­LI­CO (Lucca), 10 giu­gno - Pic­co­lo, sper­du­to tra le mon­ta­gne, ep­pu­re tutto di­gi­ta­liz­za­to, all'a­van­guar­dia. Fab­bri­che di Va­li­co, 600 anime, è forse il cen­tro a­bi­ta­to più tec­no­lo­gi­ca­men­te de­mo­cra­ti­co d'I­ta­lia. Non è un'e­sa­ge­ra­zio­ne: il pae­si­no è quan­to­me­no da con­si­de­rar­si un luogo pi­lo­ta nell'ap­pli­ca­zio­ne dell'in­for­ma­ti­ca e delle tec­ni­che di­gi­ta­li ai ser­vi­zi of­fer­ti dalla Pub­bli­ca Am­mi­ni­stra­zio­ne, e non solo.

Fab­bri­che, in­fat­ti, si ri­tro­va ca­po­fi­la del pro­get­to na­zio­na­le Elisa, che mira a ren­de­re ac­ces­si­bi­le con un 'click' i dati ca­ta­sta­li at­tra­ver­so la tec­no­lo­gi­ca web 2.0. At­tra­ver­so 'Elisa', si potrà avere no­ti­zia di tutte le pro­prie­tà im­mo­bi­lia­ri, ma anche dei vei­co­li pos­se­du­ti e delle u­ten­ze in capo a cia­scun sog­get­to fi­si­co o giu­ri­di­co.

Uno stru­men­to, in so­stan­za, che serva a com­bat­te­re l'e­va­sio­ne fi­sca­le, dando alle am­mi­ni­stra­zio­ni dati certi su cit­ta­di­ni e im­pre­se.

I­nol­tre, ogni fa­mi­glia di Fab­bri­che è stata mu­ni­ta di un de­co­der di­gi­ta­le e, quan­do sarà ul­ti­ma­to l'invio delle tes­se­re sa­ni­ta­rie re­gio­na­li, dallo scher­mo te­le­vi­si­vo si avrà ac­ces­so alla te­le-as­si­sten­za for­ni­ta dalla Asl di Lucca, con la pos­si­bi­li­tà, ad e­sem­pio, di pre­no­ta­re le vi­si­te o di mo­ni­to­ra­re la pro­pria car­tel­la cli­ni­ca.

Oltre alla "de­mo­cra­cy di­gi­ta­le", a Fab­bri­che di Val­li­co, c'è la scuo­la mul­ti­me­dia­le: nelle due scuo­le ac­cor­pa­te delle e­le­men­ta­ri, i 20 bam­bi­ni del paese già da tempo si ci­men­ta­no nelle le­zio­ni in­te­rat­ti­ve e nelle vi­deo­con­fe­ren­ze con altre scuo­le della To­sca­na, di zone di­sa­gia­te.

Di­sa­gia­te come lo è la zona Fab­bri­che: a un passo dalla Gar­fa­gna­na, dif­fi­ci­le da rag­giun­ge­re, in mezzo alla mon­ta­gne, so­stan­zial­men­te "un borgo di pie­tra": qui, il con­tra­sto con l'ap­pli­ca­zio­ne a­van­za­ta della tec­no­lo­gia col­pi­sce an­co­ra di più.

Pic­co­lo il paese, gran­di gli e­spe­ri­men­ti, dun­que, con i quali "si cerca di e­li­mi­na­re la fa­ti­ca che spes­so e­si­ste nelle re­la­zio­ni tra cit­ta­di­ni e strut­tu­ra am­mi­ni­stra­ti­va", spie­ga­no dal Co­mu­ne.

Men­tre il sin­da­co O­re­ste Giur­la­ni si au­gu­ra che quan­to fatto fi­no­ra non su­bi­sca una bat­tu­ta d'ar­re­sto con la ma­no­vra del Go­ver­no.

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Una terra di inceneritori: la Lega all'attacco

Fonte: il Tirreno

  BAGNI DI LUCCA. «Troppe fabbriche in Media Valle e Garfagnana danneggiano l’ambiente». In sintesi, è la denuncia del consigliere regionale della Lega Nord Toscana Marina Staccioli. «L’assessore regionale Anna Rita Bramerini - dice Staccioli - dice che per uscire dalla crisi dobbiamo fare affidamento a “un’economia di tipo diverso, molto più attenta e propensa a riutilizzare le materie seconde” e che i rifiuti speciali sono “un problema che deve trasformarsi in risorsa”».  «Nella sola provincia di Lucca - prosegue Staccioli - la situazione è paradossale, soprattutto nella Media Valle del Serchio e della Garfagnana. La Regione punta a costruire un impianto di compostaggio a Capannori su una falda acquifera, vicino a una scuola e con enormi problemi di viabilità. A Borgo a Mozzano, la Lucart voleva costruire un inceneritore per bruciare i fanghi delle cartiere. Per sbiancare il fango si usa il cloro che bruciato sprigiona diossina. A Bagni di Lucca, Alce metterà in piedi una centrale termoelettrica alimentata col tannino che porterà, in assenza di vento, ad alti gradi di inquinamento causati dalle polvere sottili».  La lista di Staccioli continua: «A Fabbriche di Vallico, ci fanno centrali a biomassa con l’avallo dell’Ente Parco delle Alpi Apuane. A Gallicano c’è l’impianto di bricchettaggio. In Garfagnana c’è un termovalorizzatore. L’assessore Bramerini dovrebbe puntare più sulla differenziata invece di pensare agli inceneritori a biomasse. L’Alce ha ricevuto 20milioni di euro dalla Regione per trenta posti di lavoro. Quei soldi sarebbe stato molto meglio destinarli alle piccole e medie imprese della Valle del Serchio: avrebbero creato molti posti di lavoro in più. L’assessore all’urbanistica Anna Marson è d’accordo sull’esistenza di tutti questi impianti nella provincia di Lucca?».  La battaglia contro l’impianto a biomasse di Alce continua intanto anche da parte dei comitati. Che, annunciano, attiveranno le procedure per il ricorso al Tar «temendo che la costruzione dell’inceneritore dell’Alce vada avanti nonostante le ricadute delle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica contenute nel decreto legge 78 del 31 maggio 2010». I comitati si augurano che il decreto possa far capitolare anche i certificati verdi. 
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Severa, spiragli dal nuovo Cda

Fonte: il Tirreno — 06 giugno 2010   pagina 14   sezione: LUCCA

 CASTELNUOVO. Spiragli di luce per Se.Ver.a, la spa con oltre il 90% di capitale pubblico che gestisce lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti, al centro di una delicata situazione di incertezza sia societaria che finanziaria.  Con oltre 3 milioni di euro non incassati dai Comuni e il termovalorizzatore di Castelnuovo fermo da mesi, sono in ballo, infatti, oltre 60 di posti di lavoro, mentre 10 sono stati già persi dalla Aurora, la cooperativa che da Se.Ver.a aveva il subappalto del servizio di raccolta differenziata. E l’incertezza finanziaria della spa ha un effetto domino sulle società partecipate, prima tra tutte la Se.Ver.Acque, messa in liquidazione ai primi del mese con 5 licenziamenti avviati e altri 8 papabili. Tutto questo senza un presidente.  Nuovo cda. La buona notizia è arrivata nella serata di venerdì, al termine dell’assemblea dei soci (formata dai rappresentanti dei comuni della Garfagnana che detengono oltre il 90% della Se.Ver.a): il 18 giugno la società avrà il nuovo consiglio di amministrazione, all’interno del quale sarà scelto il presidente. Il cda rimarrà composto da tre persone, com’è attualmente, ma l’assemblea dei soci ha fissato un criterio ferreo per sceglierle: dovranno essere figure di alta competenza tecnica, con esperienza di manager. Al momento non si fanno nomi, ma non si esclude che possano essere anche politici, purché abbiano i requisiti stabiliti. La nomina del cda e del presidente verrà dunque a sanare il vuoto aperto dalle dimissioni di Roberto Biagi, il presidente che era subentrato a Pasquale Nardini, dimissionario a sua volta. Un vuoto pericoloso, in una situazione finanziaria tanto delicata. Infatti l’accordo trovato viene salutato dai sindaci con soddisfazione. «La riunione è andata più che bene» è il commento di Maria Stella Adami, primo cittadino di Gallicano, tra l’altro uno dei Comuni con il maggior impegno debitorio nei confronti di Se.Ver.a. E per Domenico Davini, sindaco di Minucciano, ora si può cominciare a parlare di spiragli per la spa.  Il piano industriale. Il passo successivo sarà poi l’approvazione di un piano di rilancio che da una parte preveda il recupero dei 3 milioni di euro dai Comuni e dall’altra un progetto di investimenti per tutta la società, a partire dal futuro del termovalorizzatore di Castelnuovo. Anche su questo fronte l’assemblea dei soci si è già mossa e ha incaricato il dipartimento di ingegneria impiantistica dell’università di Firenze di elaborare un piano industriale. Una prima bozza sarà ultimata entro la fine di giugno. Il tempo di studiarla e fare eventuali correzioni, poi i Comuni - probabilmente entro luglio - saranno pronti per approvare il progetto. Nel quale, peraltro, dovranno essere contenute anche indicazioni su un possibile allargamento nella spa del capitale privato (che oggi detiene circa il 10%), da molti vista come la miglior soluzione a tutti i guai di Se.Ver.a.  I posti di lavoro. Della necessità di un piano industriale complessivo hanno fatto richiesta anche le organizzazioni sindacali, alle prese con diverse vertenze occupazionali generate dai problemi di Se.Ver.a. Per discutere delle quali mercoledì 9 giugno è in programma un incontro in Provincia, che si è assunta il compito di coordinare questo aspetto della vicenda. La questione più urgente, sul fronte occupazionale, è quella di Se.Ver.Acque. 5 dei 13 dipendenti sono stati licenziati, ma il provvedimento è stato impugnato. Per gli altri 8 il rischio licenziamento al momento è scongiurato, ma il futuro dell’azienda è ancora tutto da scrivere.

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Ecco il nuovo consiglio regionale della Toscana

Fonte: NOITV

 

FIRENZE - La vittoria di Enrico Rossi con un risultato superiore al 45% assegna alle liste che lo sostenevano il premio di maggioranza. Nel nuovo consiglio regionale, composto da 53 membri, le forze di centrosinistra avranno 32 seggi piu’ Rossi.

Il PD ha conquistato 24 consiglieri. Cinque provenienti dalla lista regionale. Andrea Manciulli, Caterina Bini, Pieraldo Ciucchi, Daniela Lastri, Alberto Monaci. Dal listino provinciale di Lucca passano in consiglio Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti. Completano la rappresentanza del PD Vincenzo Ceccarelli, Enzo Brogi, Vittorio Bugli, Gianluca Parrini, Alessia Ballini, Paolo Bambagioni, Nicola Danti, Anna Rita Bramerini, Matteo Tortolini, Marco Ruggeri, Loris Rossetti, Ivan Ferrucci, Pier Paolo Tognocchi, Gianfranco Venturi, Fabrizio Mattei, Marco Spinelli, Rosanna Pugnalini. L’Italia dei Valori ha conquistato 5 seggi. I consiglieri sono Fabio Evangelisti, Francesco Pardi, Sonia Alfano, Giuliano Fedeli, Marco Manneschi. Alla Federazione Sinistra e Verdi 3 consiglieri: Monica Sgherri, Paolo Marini, Mauro Romanelli. All’opposizione siederanno in consiglio 21 consiglieri piu’ la candidata presidente sconfitta con piu’ voti Monica Faenzi. 16 seggi al PDL: Alessandro Antichi, Stefania Fuscagni, il lucchese Salvadore Bartolomei, Marco Taradash, Stefano Mugnai, il lucchese Giovanni Santini e poi Paolo Enrico Ammirati, Nicola Nascosti, Paolo Marcheschi, Andrea Agresti, Maurizio Zingoni, Jacopo Maria Ferri, Giovanni Donzelli, Roberto Giuseppe Benedetti, Alberto Magnolfi, Claudio Marignani. 3 seggi sono andati alla Lega Nord e saranno occupati da Antonio Gambetta Vianna, Gian Luca Lazzeri che dovrebbe prendere il posto del rinunciatario Claudio Morganti e la lucchese Marina Staccioli. 2 consiglieri infine all’Udc: Francesco Bosi dovrebbe rinunciare facendo spazio al lucchese Giuseppe Del Carlo. Nedo Poli dovrebbe lasciare il suo seggio a Marco Carraresi. Per tutti le liste e i nomi dei consiglieri vale ancora il condizionale perche’ nelle prossime ore qualcuno potrebbe rinunciare lasciando spazio ad altri. Non hanno superato il quorum di sbarramento del 4% e dunque non avranno rappresentanti in consiglio regionale le liste Bonino Pannella, Sinistra Ecologia e Liberta’ e Forza Nuova.

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Facebook spopola a Gallicano

da: Il Tirreno del 18/02/2010 - cronaca mediavalle e garfagnana

 

articolo claudia ponziani

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"Acqua bene pubblico" Ma in bolletta 200 euro in più

"Acqua bene pubblico" - Ma in bolletta 200 euro in più

Fonte: IL TIRRENO

I cittadini protestano per la nuova stangata sull'Acqua in arrivo per le famiglie, per ora, nelle province di Massa-Carrara e Lucca: aumenti del 34% con aggravi di 180-200 euro in bolletta. I lettori: "Nella nostra Regione l'acqua è più cara che altrove, ma dovrebbe essere un bene pubblico. colpa delle privatizzazioni sbagliate".
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Aziende in crisi, appello ai Comuni

VALLE DEL SERCHIO - Aziende in crisi, appello ai Comuni

Fonte: NOITV

Un gruppo di aziende della Valle del Serchio e della Garfagnana ha rivolto un appello ai Comuni del territorio affinche' intervengano per sanare la situazione finanzaria della Severacque e di Gaia. A seguito della situazione debitoria, Severacque e Gaia avrebbero interrotto i pagamenti e lavori in corso, mettendo in gravi difficolta' finanziarie le imprese che li eseguivano. A rischio ci sarebbero almeno 200 posti di lavoro.

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Nuovo istituto di credito a Gallicano

Nuovo istituto di credito a Gallicano

Fonte: il Tirreno

 GALLICANO. E’ stata l’inaugurata la 19ª filiale della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana. Lo sportello, aperto al pubblico ieri, si trova in via della Rena, nella zona industriale.  Roberto Davini, coordinatore dell’agenzia, commenta così la scelta di Gallicano come sede della nuova succursale: «Gallicano rappresenta un punto strategico di insediamento, sia per il fatto di essere un’area in continua espansione commerciale, sia per la sua posizione di confine tra la Mediavalle e la Garfagnana. Ad oggi abbiamo realizzato l’apertura di cinque sportelli operativi in Garfagnana. L’obiettivo adesso è consolidare la nostra presenza in Mediavalle».  La banca, che opera in quattro province tra Liguria e Toscana, si presenta come un’impresa a scopo mutualistico, i cui utili sono riversati sul territorio, realizzando interventi in favore del sociale, della cultura, dell’associazionismo. - Claudia Ponziani

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