Conclusioni sulle Biomasse

Conclusioni

Ma allora le centrali a Biomasse, soprattutto quelle per la produzione di energia elettrica, sono da approvare o da respingere?

 

Impianto biomasse

E’ impossibile dare una risposta certa ed assoluta, dipende da determinati fattori che analizzeremo nel dettaglio.

Una prima osservazione doverosa è che un impianto a Biomasse non sfrutta risorse inesauribili come vento, sole od acqua, ma utilizza (o almeno dovrebbe) masse vegetali provenienti da lavorazioni agricole e/o forestali, ma questa risorsa è necessariamente finita.

La seconda osservazione è che nella centrale si brucia qualcosa per ricavare energia, per cui necessariamente si hanno delle emissioni in atmosfera più o meno inquinanti. 

 

Le linee guida per avere un buon impianto a fonte rinnovabile e sostenibile e con impatto ambientale ridotto sono:

  1. Si deve utilizzare biomassa vegetale vergine: utilizzare materiali non vergini, determina l’aumento degli inquinanti immessi nell’aria
  2. La biomassa deve essere presente nelle vicinanze dell’impianto, per realizzare la cosiddetta filiera corta: se così non fosse si dovrebbe spostare materiale per diversi chilometri tramite camion, andando ad aumentare l’inquinamento dell’aria.
  3. La biomassa deve essere presente in abbondanza per garantire la sostenibilità dell’approvvigionamento: in poche parole non devo bruciare più di quanto abbia a disposizione e più di quanto la natura riesca a rigenerare negli anni
  4. Massimizzare i vantaggi, economici ed ambientali, per la comunità locale.
  5. Massimizzare l’efficienza energetica per massimizzare lo sfruttamento della materia prima: poichè bruciando la Biomassa si ottiene energia ma allo stesso tempo si inquina l’aria, abbiamo il dovere morale di utilizzare al meglio l’energia prodotta (sia elettrica che termica) senza sprecarla.
  6. Valutazione del contesto in cui si realizza un impianto: si deve tenere presente la qualità dell’aria e dell’ambiente in cui si va ad installare la centrale.

Analizziamo come si adattano questi   criteri nel caso concreto della centrale progettata per Gallicano: 

  1. Biomassa vegetale vergine: nel progetto si dichiara di usare solo legna vergine (anche se viene citata la possibilità di utilizzare materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate, cioè da qualche parte qualcuno coltiva un prodotto al fine di bruciarlo)
  2. Filiera corta: qui ci sono alcune perplessità, in quanto la maggior parte delle attuali attività di Terra Uomini Ambiente (che dovrebbe fornire la biomassa) si trova  nelle provincie di Pisa (tenuta di San Rossore) e Livorno.
  3. Sostenibilità dell’approvvigionamento: non è facilmente valutabile perchè bisogna tener conto di tutte le centrali a Biomasse che sono già sul territorio della Garfagnana e di quelle in fase di progettazione.
  4. Per evitare un singolo vantaggio (quello dell’impresa gestore dell’impianto) è necessario che gli impianti a biomassa  siano pensati a sostegno delle comunità locali: un impianto a biomassa per la sola produzione di energia termica è immediatamente inquadrabile in questo contesto, in quanto il calore prodotto dall’impianto tramite una rete di teleriscaldamento  potrebbe soddisfare il fabbisogno delle famiglie nei mesi invernali e far risparmiare ai cittadini rispetto ad un comune caldaia domestica alimentata a metano (si stima almeno un 30% di risparmio). Per un impianto come quello di Gallicano che ha come scopo principale quello di vendere energia elettrica funzionando per 11 mesi all’anno, i vantaggi per la popalazione si limiterebbero ai soli mesi invernali, potendo usufruire della rete di teleriscaldamento, mentre per il restante periodo a guadagnare sarebbe solo il gestore.
    I vantaggi ai cittadini sono dovuti anche in virtù del fatto che questi impianti sono incentivati sia direttamente attraverso agevolazioni e/o finanziamenti sia attraverso una tariffa agevolata con cui il gestore compra l’energia elettrica; ma questi soldi alla fine sono pubblici e vengono dalle tasche dei cittadini.
  5. Efficienza energetica: dal punto di vista energetico molte sono le perplessità, in quanto il progetto prevede di massimizzare i guadagni sfruttando al massimo la capacità produttiva di energia elettrica (che riceve dal GSE una tariffa incentivata di 280 euro/MWh) per 11 mesi l’anno.
    In questo scenario, verrà generata costantemente per tutto l’anno una gran quantità di energia termica (4-5 volte superiore rispetto a quella elettrica), senza tener conto del fabbisogno delle utenze allacciate al teleriscaldamento; tanto è vero che già nel progetto viene stimato di vendere la solo la metà dell’energia termica prodotta e questo farebbe crollare il rendimento energetico complessivo dell’impianto probabilmente anche al di sotto della soglia del 50%. In poche parole metà della biomassa bruciata servirà solo a scaldare l’aria di Gallicano e dintorni, soprattutto nei mesi caldi dell’anno.

    Nella figura sottostante viene mostrato un "Indicatore di efficienza energetica" che riporta la percentuale di energia utilizzata rispetto a quella prodotta dalla biomassa:
    La freccia più in alto, con un valore di 80%, sarebbe la situazione ottimale, quando si riesce ad utilizzare tutta l'energia termica
    La freccia più in basso, con valore 20%, è la situazione peggiore, quando si sfrutta solo l'energia elettrica e si butta quella termica.
    La freccia intermedia, con valore 49%, è la situazione che si prefigura nell'impianto di Gallicano, in cui si utilizza solo la metà dell'eneria termica. L'indicatore è insoddisfacente.

    efficienza_biomasse_gallicano

  6. Valutazione del contesto in cui si realizza un impianto: gli unici dati di inquinamento dell’aria di Gallicano che abbiamo sono del 1995 (fonte IRSE)

 IRSE

Mentre nel progetto dell’impianto si fa riferimento alla seguente tabella per i limiti massimi delle emissioni degli inquinanti presenti nei fumi:

 Emissioni

 

 

Difficile poter stimare l’inquinamento prodotto con solo i valori massimi e soprattutto l’aumento di inquinamento rispetto alla situazione attuale.
E' invece possibile fare una valutazione generale sull'impatto ambientale di questa tipologia di impianto. Nella figura sottostante si può vedere le freccie in alto (sul verde) indicare la situazione ideale, che si ha quando l'impianto va a sostituire caldaie a gasolio, camini e stufe a legna maggiormente inquinanti ed in questo caso consente di ridurre addirittura le emissioni (attraverso l'ottimizzazione costante della combustione ed i filtri antiparticolato). La freccia più in basso (sul rosso) rappresenta la situazione peggiore, in cui si produce solo energia elettrica, non si utilizza l'energia termica, per cui si va ad aggiungere inquinamento.
La freccia centrale con i punti interrogativi, rappresenta il caso di Gallicano, in cui parte del calore invernale si usa per le abitazioni domestiche consentendo di spengere caldaie (prevalentemente a metano e quindi meno inquinanti), mentre in estate le emissioni non sono compensate per cui si vanno a sommare all'inquinamento complessivo.

Emissioni

Inoltre, dato che nel documento disponibile sul sito del Comune di Gallicano “58805_valutazione_effetti_ambientali.pdf” al capitolo 3.1 Qualità dell'aria si legge:

“L’IRSE stima all’anno 1995 le emissioni regionali delle due famiglie di inquinanti: gli Inquinanti principali quali gli ossidi di zolfo (SOx), gli ossidi di azoto (NOx), i composti organici volatili con esclusione del metano (COV), il monossido di carbonio (CO), le particelle sospese con diametro inferiore a 10 micron (PM10); i Gas Serra quali l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O).

L'obiettivo principale è la riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare nelle aree urbane, e di gas serra, tramite la incisiva applicazione delle strategie e degli strumenti indicati nel PRAA”.

Nel documento disponibile sul sito del Comune di Gallicano “58818_norme_ru_approvazione.pdf” del 2007 all’articolo 31 Disposizioni per la “risorsa energia” , al punto 2 si legge:

Gli interventi di trasformazione che comportino un incremento delle emissioni inquinanti rispetto ai livelli del 1990 possono essere ammessi qualora siano garantite altre misure che portino a loro riequilibrio.

Dato che in questo scenario, vi sarà sicuramente un aumento dell’inquinamento, quali sono le misure che saranno intraprese per il riequilibrio delle emissioni?

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