Energia
E' interessante avere un'idea dei consumi di energia in Italia. Qui di seguito una tabella dei dati del 2007 misurati in tep (tonnellata equivalente di petrolio) che equivale al calore prodotto dalla combustione di una tonnellata di petrolio, che viene assunto pari a 10 milioni di kcal.

Si nota subito che il grosso dei consumi si divide im 3 grosse voci circa equivalenti: industria, trasporti, usi civili (riscaldamento/condizionamento, illuminazione,ecc.)

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(energia di sfioro).

In un’economia elettrica mista (idraulica e termica) quale è quella italiana, per una migliore
utilizzazione delle fonti energetiche disponibili, nella copertura del diagramma di carico gli
impianti devono essere utilizzati partendo da quelli a costi marginali più bassi dell’energia.
Il
un impianto già funzionante. Esso coincide con la quota variabile del costo del kWh ed è
praticamente nullo per gli impianti idroelettrici e pari alla sola quota del combustibile per gli
impianti termoelettrici.
L’ordine di preferenza nell’utilizzazione degli impianti dovrà perciò essere il seguente:
1. centrali idroelettriche ad acqua fluente: questi impianti hanno costo marginale quasi nullo e
la loro mancata utilizzazione comporterebbe sfiori d’acqua e quindi una perdita di energia.
2. centrali geotermoelettriche: esse hanno costi marginali assai modesti, poiché utilizzano
vapore endogeno.
3. centrali nucleotermoelettriche: le centrali nucleari, pur avendo costi unitari di produzione
abbastanza elevati, hanno costi marginali inferiori a quelli delle centrali termoelettriche
convenzionali, data la modesta incidenza del costo del combustibile nucleare (uranio).
4. centrali termoelettriche: il costo marginale di un impianto termoelettrico dipende per la
massima parte dal costo del combustibile ed è funzione del rendimento dei gruppi ai diversi
carichi. Se ne deduce che il criterio di scelta dei gruppi termici da tenere o immettere in
servizio è quello di coprire la potenza necessaria con gruppi scelti in ordine decrescente di
rendimento.
5. impianti idroelettrici “di regolazione” con serbatoio e impianti di pompaggio: essi sono
destinati alla copertura delle punte di carico nonché alla regolazione della frequenza di rete.
Il costo marginale per gli impianti di pompaggio è elevato, superiore a quello delle centrali
termoelettriche, mentre quello degli impianti a serbatoio potrebbe sembrare assai basso: si
tratta in realtà di energia pregiata, disponibile ad ogni evenienza.
Una volta scelti i gruppi da tenere in servizio, occorre ripartire il carico tra di essi in modo che il
costo dell’energia prodotta risulti il minimo possibile.
Dovranno quindi funzionare al minimo tecnico i gruppi aventi costi marginali maggiori, mentre
dovranno funzionare al massimo della potenza erogabile i gruppi aventi a quel carico un costo
marginale inferiore al costo marginale comune.
In definitiva, l’energia di base verrà prodotta dalle centrali idroelettriche ad acqua fluente,
geotermoelettriche, nucleotermoelettriche e termoelettriche di grande potenza ed elevato
rendimento.
La produzione dell’energia modulata verrà affidata alle centrali termoelettriche di minor
rendimento, alle centrali idroelettriche con serbatoio giornaliero o settimanale, mentre alle centrali
idroelettriche con grandi serbatoi stagionali e a quelle di pompaggio è riservata la copertura delle
punte del diagramma di carico.
costo marginale o incrementale è l’incremento di costo sostenuto per produrre un kWh in più i
http://www.babylonbus.org/html/lampadineidrauliche.html
n
http://www-1.unipv.it/electric/conven/cap1%20-%20energia.pdf