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G.A.I.A. S.p.A. è una per azioni a totale partecipazione pubblica che opera in un mercato regolamentato sia in tema di prezzo che di concorrenza (leggi qui per saperne di più).
Vista l'approvazione del decreto legge del 9 settembre per "l'Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici di rilevanza economica", che ha inserito delle modifiche riguardanti gli affidamenti dei servizi pubblici locali, che in sintesi prevedono l'ingresso di soci privati (non meno del 40%) e che prevede entro il 2011 il decadimento di tutti gli affidamenti a Spa in house, la domanda da porsi è quale sarà il destino di G.A.I.A.?
L'acqua è un bene pubblico essenziale per la vita e non è pensabile che venga privatizzato (anche solo parzialmente); i sostenitori di questa scelta dicono che non si privatizza l'acqua, ma il servizio che consente di far arrivare l'acqua nelle nostre case, e che con un socio privato si possono garantire gli investimenti infrastrutturali necessari al miglioramento del serzizio: è un grande imbroglio.
L'acqua non è un bene come gli altri (telefono, autostrade, gas, ecc.). Privatizzare i servizi idrici vuol dire creare un monopolio locale di fatto, è una privatizzazione senza liberalizzazione, non si può cambiare gestore se non ci piace o se costa troppo, un pò come ora, ma con una leggera differenza: il socio "industriale" fa un investimento economico ed alla fine vorrà avere un ritorno economico.
Cosa fare:
- prendere coscienza del problema e protestare, farsi sentire, a qualunque livello
- convocare un consiglio comunale per discutere del problema, dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”
Come sostiene Padre Alex Zanotelli: "Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia. E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita."
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