Biomasse, partiranno i lavori della centrale (a filiera lunga...) di Livorno
La centrale a biomasse prevista nell'area portuale approvata dalla Provincia di Livorno, verrà alimentata con olio di colza di origine comunitaria (Bulgaria e Romania) e a cascata, se questo vegetale per qualche ragione venisse a mancare, con la jatropha e in ultima analisi con l'olio di palma.
Niente filiera corta quindi per l'impianto da 52 megawatt termici e 16 elettrici che non rispetta le indicazioni del Pier (Piano Energetico Regionale). Nello strumento di indirizzo, infatti, la Regione Toscana sostiene che "sono opportune a fini energetici, solo l'utilizzo di risorse provenienti da un bacino di approvvigionamento strettamente connesso al luogo di utilizzo della biomassa". Per rispettare tale indicazione, il curatore del progetto Natalrigo Guidi ha garantito che verranno contattate le associazioni di categoria del settore agricolo per capire "le reali possibilità di coltivare le piante nel nostro territorio". E se non sarà possibile questo rifornimento (come sembra molto probabile dati i limiti di estensione dei terreni a disposizione nella nostra regione), il successivo passaggio sarà quello di ricorrere all'olio di colza di provenienza comunitaria. Ma anche in questo caso, se la quantità di combustibile non fosse sufficiente per far marciare a pieno regime l'impianto, non è escluso il ricorso all'olio di palma, la cui coltivazione intensiva ha dato luogo molto spesso a deforestazioni selvagge.
A realizzare l'impianto sarà la società Inso (controllata del consorzio Etruria) e la fornitura delle turbine è affidata al colosso al Nuovo Pignone degli americani della General Electric. Il costo della centrale che è di 84 milioni di euro, viene sostenuto per il 20-25% della Porto Energia; la somma restante verrà invece reperita con la formula del "project financing". Entro il 2012 la centrale dovrebbe essere operativa
Fonte Greenreport.it