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Ieri sera, 11 febbraio, il Teatro Accademico di Bagni di Lucca era affollato da alcune centinaia di cittadini venuti da tutta la Mediavalle per ascoltare la dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa, autorevolissima esponente dell’ISDE Italia, intervenuta a parlare degli “Effetti della combustione di biomasse sulla salute umana”.
L’incontro informativo, organizzato dai Comitati Ambiente e Salute nati in opposizione al progetto di cogeneratore a biomasse dell’Alce di Fornoli, è stato il secondo di una serie di quattro conferenze incentrate sul tema dei gravissimi rischi sanitari collegati in particolar modo alle emissioni in atmosfera di questi grossi impianti di incenerimento.
Durante l’ introduzione i Comitati hanno citato i dati ufficiali di progetto relativi ai quantitativi di biomassa bruciata, 150.000 tonnellate l’anno tra legnami vari e sansa esausta. Hanno ricordato anche che le emissioni di fumi in atmosfera con l’impianto a biomasse quanto meno raddoppierebbero, passando dai 60.000 Nm2 l’ora del vecchio impianto a ben oltre 100.000 Nm2 l’ora. Oltre a ciò, la percentuale delle polveri quanto meno triplicherebbe, come dichiara la stessa azienda nel progetto presentato. E’ stato inoltre chiarito che lo stesso progetto chiede limiti emissivi di polveri cinque volte superiori a quelli precedenti.
La dott.ssa Gentilini ha spiegato al pubblico presente, con estrema chiarezza e con precisi riferimenti scientifici e bibliografici, le gravi conseguenze che le polveri fini e ultrafini e le diossine prodotte da un simile impianto avrebbero sulla salute della popolazione circostante.
Ha evidenziato in particolare la correlazione tra questi inquinanti e gravi patologie: tumori del polmone, malattie cardiovascolari, malattie degenerative come l’Alzaimer. Ancor più ha evidenziato i gravi rischi a cui sarebbero esposti i bambini, che sono i più sensibili agli inquinanti suddetti.
Al termine della relazione della dott.ssa Gentilini, sono state poste domande da parte del pubblico presente e ci sono stati numerosi interventi da parte di cittadini. Hanno anche parlato Nicola Giannecchini e Damiano Simonetti, consiglieri del Comune di Borgo a Mozzano, che si sono espressi con chiarezza contro l’imposizione alla popolazione di un impianto a grave impatto ambientale e sanitario come quello proposto dall’Alce. Tra gli interventi sono stati particolarmente significativi quelli di tre medici del luogo, i dottori Mario Betti, la dott.ssa Iana Togneri e il dottor Piero Nannini, che si sono espressi in maniera decisa contro il progetto Alce, evidenziando il dovere deontologico dei medici di tutelare la salute umana dando le informazioni che consentono la conoscenza e di conseguenza la prevenzione del danno.
Purtroppo all’incontro erano assenti i Sindaci di Bagni di Lucca e di Borgo a Mozzano, nonché gli Amministratori provinciali che erano stati tutti invitati a partecipare.
Anche gli operai, che ultimamente dicono di voler partecipare al dibattito, non hanno fatto sentire la loro voce. Eppure era un’occasione per conoscere e capire. Dispiace rilevare che gli operai e i sindacati si prestano a fare da cassa di risonanza ad affermazioni generiche della parte aziendale e della TUA, parlando a sproposito di “miglioramenti rispetto al passato”. I dati ufficiali forniti dall’Azienda nel suo progetto dimostrano un grave peggioramento delle emissioni di polveri.
Per non parlare della perdita secca di oltre 60 posti di lavoro sul territorio. Ma di che miglioramento stanno parlando?
La serata si è conclusa con un appello alla popolazione di Fornoli, di Bagni di Lucca e degli altri paesi interessati dalle ricadute degli inquinanti dell’Alce.
La gente deve uscire allo scoperto e difendere con forza il proprio diritto alla salute, senza delegare nessuno. E’ necessaria una partecipazione diretta sempre più attiva e determinata per non consentire speculazioni sulla nostra salute. Il profitto di pochi non deve prevalere sulla salute di tutti.