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Con il termine «diossine» si fa riferimento a sostanze diverse con caratteristiche chimiche e proprietà simili: le policlorodibenzodiossine – PCDD -, e i policlorodibenzofurani – PCDF). A causa delle simili caratteristiche di tossicità, a queste due famiglie di composti si aggiungono generalmente ipoliclorobifenili "PCB"
Le diossine sono formate da due anelli aromatici uniti tra loro da ponti ossigeno (due per le PCDD, uno solo per i PCDF), e caratterizzati dalla sostituzione di uno o più atomi di idrogeno con atomi di cloro.

Grazie a tutte le possibili disposizioni degli atomi di cloro sulla struttura di base, la famiglia delle PCDD comprende 75 composti, fra cui il più noto e il più tossico è rappresentato dalla 2,3,7,8-tetraclorodibenzodiossina (o 2,3,7,8-TCDD detta dissina di Seveso).
E’ forse la sostanza più tossica che si conosca, e si misura in nanogrammi, cioè in miliardesimi di grammo.
La famiglia chimica dei Furani (PCDF) è invece formata da 135 composti, i cui effetti sono identici a quelli della diossina. Il loro uso è stato molto ristretto per legge, ma sono ancora presenti come inquinanti.
Non si tratta di composti creati volutamente, le diossine si formano in seguito a processi chimici: fenomeni naturali (come eruzioni vulcaniche, incendi boschivi) o di origine umana (fabbricazione di prodotti chimici, pesticidi, acciaio, pitture, emissioni di gas dis carico e inceneritori…). Per questo le diossine non possono essere "proibite": sono un sottoprodotto indesiderato dell'attività industriale.
Le diossine vengono generate da tutti i processi di combustione e sono estremamente tossiche, anche a basse concentrazioni. Purtroppo le molecole di questi composti sono anche estremamente resistenti e quindi una volta immesse nell’ambiente ne inquinano tutti i cicli vitali e si diffondono ovunque.
In base al più recente inventario delle emissioni di diossine, le maggiori fonti industriali
di diossine in Europa , in grado di coprire il 62% delle diossine immesse in atmosfera, sono:
Per quanto riguarda la combustione dei rifiuti, le diossine sono prodotte quando il processo di combustione dei materiali contenenti cloro avviene in difetto di ossigeno e a temperature inferiori a 800°C. Negli impianti di incenerimento sono tuttavia obbligatori già da parecchio tempo degli accorgimenti tecnici che garantiscano la permanenza dei fumi di combustione ad una temperatura non inferiore a 850°C per un tempo sufficientemente lungo da garantire la completa distruzione di tutti i prodotti di combustione incompleta, tra cui appunto le diossine.
Di particolare interesse risultano inoltre i meccanismi di riformazione delle diossine nelle sezioni “fredde” degli impianti di incenerimento (caldaia, sistemi di depolverazione). Tali meccanismi possono essere minimizzati mediante una serie di accorgimenti tecnici, e comunque le diossine prodotte vengono rimosse mediante sistemi di adsorbimento o ossidazione catalitica, fino al rispetto dei più restrittivi limiti di legge.
Le diossine si trovano nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo, in alcuni alimenti. L'uomo può essere esposto alle diossine lavorando in settori industriali nei quali queste sostanze rappresentano dei sotto-prodotti, oppure per eventi accidentali sempre legati all'industria, o tramite prodotti alimentari di origine animale; nell'insieme, il contatto cutaneo e l'inalazione rappresentano vie di esposizione molto limitate. L'assorbimento principale avviene attraverso gli alimenti contaminati.
Le diossine infatti non sono solubili nell'acqua, ma sono molto solubili nei grassi. Di conseguenza si legano ai sedimenti e ai materiali organici nell'ambiente e vengono assorbite dai tessuti grassi umani e animali. Inoltre non sono biodegradabili, per cui possono accumularsi nella catena alimentare.
Le diossine hanno una serie di effetti tossici e biochimici; alcune di esse sono incluse tra le sostanze cancerogene per l'uomo. Test su animali da laboratorio hanno mostrato un legame tra l'assorbimento di diossine e disturbi della salute come l'endometriosi (problema a carico dell'utero), problemi dello sviluppo, disturbi neurologici, problemi dell'apparato riproduttivo (calo del numero di spermatozoi, malformazioni), effetti sul sistema immunitario. Questi effetti possono comparire a livelli di esposizione alla diossina nettamente inferiori a quelli che provocano l'aumento del rischio di tumori.
Le diossine possono entrare nell'alimentazione attraverso diverse vie. La contaminazione dell'ambiente è causata principalmente dal trasporto nell'atmosfera e dalla ricaduta al suolo di emissioni provenienti da fonti diverse (incenerimento di rifiuti, industrie chimiche, traffico e via dicendo). Fonti di inquinamento particolari possono creare aree localizzate dove la contaminazione è maggiore.
Il suolo costituisce un luogo di accumulo naturale: oltre alle ricadute atmosferiche, le diossine possono accumularsi a causa di fanghi di depurazione, discariche non controllate, erosione da zone contaminate.
Il trasporto atmosferico e la ricaduta sono la principale fonte di inquinamento di verdure a foglia, di pascoli e di foraggio. Le foglie sono poi consumate direttamente dagli animali al pascolo o conservate per produrre fieno o insilati (alimenti per bestiame conservati in appositi silos). L'utilizzo di fanghi come concimanti può in alcuni casi aumentare l'esposizione alla diossina degli animali.
Le diossine si concentrano nei tessuti grassi di bovini, ovini, suini, pollame e frutti di mare. In linea di massima, più è lunga la durata di vita dell'animale, più è facile che le diossine si accumulino nel suo organismo.
In generale, gli alimenti di origine animale contribuiscono tutti insieme all'80% dell'esposizione umana globale alle diossine. La contaminazione può variare molto a seconda dell'origine degli alimenti. La carne, le uova, il latte e derivati, il pesce di allevamento possono avere livelli di diossina superiori a causa della diossina presente nei mangimi.
La dose di diossina assorbita individualmente varia molto a seconda del tipo di alimentazione seguito. Per esempio una dieta incentrata su un solo tipo di cibo proveniente da zone molto inquinate (come il pesce del Baltico) comporterà un esposizione maggiore di una dieta ricca di cibi di origine vegetale e in generale molto variata.
Come abbiamo visto, il problema è generalizzato. Non si tratta quindi di escludere questo o quell'alimento, ma di organizzare bene la propria dieta quotidiana.
In linea di massima, i consigli che si possono seguire sono gli stessi che rendono in generale più salubre la propria alimentazione:
Dato che le diossine si accumulano nei grassi è bene inoltre cercare di mantenere il peso forma.
La loro tossicità desta preoccupazione nonostante i livelli di emissione siano dell’ordine dei picogrammi (10-12 g) per Nm3, contrapposto con i livelli più grandi dei micro grammi (10-6) per Nm3 per le altre sostanze inquinanti dell’aria di interesse.
I «fattori di tossicità equivalente» (I-TEQ, Tabella 17) consentono di misurare la tossicità di una miscela di diossine partendo dai contributi relativi dei singoli congeneri.
Usando i fattori equivalenti di tossicità internazionalmente accettati (TEF) che riferiscono la tossicità delle varie diossine alla 2,3,7,8-TCDD (il cui TEF è appunto unitario) (NATO/CCMS, 1988), si calcola dunque la tossicità dell’emissione sommando la concentrazione di ogni congenere, ciascuna moltiplicata per il corrispondente TEF.
Tabella 17 - Fattori di tossicità equivalente (I-TEF) per le diossine (NATO, 1998)
|
Composto |
TEF |
|
2,3,7,8-T4CDD |
1 |
|
1,2,3,7,8-P5CDD |
0.5 |
|
1,2,3,4,7,8-H6CDD |
0.1 |
|
1,2,3,6,7,8-H6CDD |
0.1 |
|
1,2,3,7,8,9-H6CDD |
0.1 |
|
1,2,3,4,6,7,8-H7CDD |
0.01 |
|
O8CDD |
0.001 |
|
2,3,7,8-T4CDF |
0.1 |
|
1,2,3,7,8-P5CDF |
0.05 |
|
2,3,4,7,8-P5CDF |
0.5 |
|
1,2,3,4,7,8-H6CDF |
0.1 |
|
1,2,3,6,7,8-H6CDF |
0.1 |
|
1,2,3,7,8,9-H6CDF |
0.1 |
|
2,3,4,6,7,8-H6CDF |
0.1 |
|
1,2,3,4,6,7,8-H7CDF |
0.01 |
|
1,2,3,4,7,8,9-H7CDF |
0.01 |
|
O8CDF |
0.001 |
C’è un considerevole dibattito circa le soglie per gli effetti delle diossine sulla salute umana. In particolare è da notare la divergenza apparente nell’opinione fra Europa, in cui le soglie per gli effetti cancerogeni e non-cancerogeni delle diossine sono generalmente accettate e gli U.S.A., in cui non è presupposta nessuna soglia (o alcune estremamente basse). Le posizioni di entrambi i lati dell’Atlantico sono allo studio. Le revisioni recenti per i governi in Francia, nel Regno Unito ed in Germania interamente hanno concluso che una soglia esiste.