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Pubblichiamo in forma integrale un comunicato stampa dei Comitati Ambiente e Salute di Bagni di Lucca, Fornoli, Borgo a Mozzano e Diecimo, pubblicato oggi sul Nuovo corriere di Lucca.
Siamo disponibili a pubblicare una eventuale risposta.
"Nessuno di noi dubitava del fatto che Egidio Nardini fosse un grande sostenitore dell’impianto a biomasse dell’Alce. Nardini e il suo gruppo politico hanno sposato da tempo, a priori, la causa aziendale e si muovono da mesi all’unisono e in piena sintonia con Alce S.p.A.. E’ evidente che la Regione, la Provincia e il Comune di Bagni di Lucca hanno un interesse grande, anomalo e inspiegabile a che l’inceneritore a biomasse di Fornoli abbia l’autorizzazione a partire. I Comitati però non si vogliamo lanciare in supposizioni sui motivi per cui Nardini e soci si sono tuffati in questa faccenda. Ci sono altri poteri e altre competenze che potranno valutare questo aspetto. Quello che vogliamo contestare sono invece le molteplici gravi affermazioni contenute nelle dichiarazioni di Nardini.
Il consigliere provinciale, non si capisce bene se a nome proprio o per chi, inopinatamente si arroga competenze e poteri che non ha, quando afferma di attenersi alla legge nel rifiutare la Valutazione di Impatto Ambientale richiesta dai Comitati.
Nardini è solo il presidente della V Commissione, niente di più. Non sta a lui decidere relativamente alla VIA. Evidentemente neppure ha preso visione delle motivazioni di carattere pregiudiziale avanzate da Legambiente, dallo studio legale dei Comitati e dalla società TERRA srl, alle quali a breve seguiranno ulteriori passaggi legali.
Diffidiamo inoltre Nardini dal continuare a minimizzare le osservazioni e le preoccupazioni dei cittadini.
Quello che sta succedendo a Lucca e a Bagni di Lucca non ha eguali in altre parti d’Italia. Nel novembre 2009, ad Asti, la Provincia e i Comuni interessati hanno bocciato un impianto analogo a quello dell’Alce, proposto dalla stessa proprietà aziendale. Eppure anche lì il clima costruito dall’azienda era di forte preoccupazione per i posti di lavoro. Soltanto da noi le istituzioni, Provincia e Comune di Bagni di Lucca, senza attuare nessuna indagine ambientale e sanitaria, appoggiano a priori, erroneamente, un progetto aziendale che danneggerebbe irreversibilmente l’immagine del territorio e metterebbe a rischio la salute della popolazione.
La superficialità e l’ignoranza dimostrata dal consigliere Egidio Nardini e dagli altri sostenitori a priori del progetto Alce lascia allibiti. Ricordiamo che per ogni tonnellata di legno combusta in impianti industriali, come sarebbe quello dell’Alce, vengono prodotte diossine in quantità pressoché analoga a quella prodotta da una tonnellata di rifiuti bruciata negli inceneritori. Nardini avrebbe potuto saperlo, se solo si fosse premurato di ascoltare gli scienziati che si sono avvicendati al Teatro Accademico in questi ultimi mesi. Ricordiamo che nell'azienda Coopersalento di Maglie (Lecce), che all’epoca bruciava solo legno cippato, le emissioni di diossina verificate dall'ARPA nel gennaio 2009 risultavano 8 volte superiori ai limiti imposti dalla legge; anche il suolo risultava contaminato dalla diossina.
Ricordiamo ancora al Nardini e ai suoi soci che, oltre alle diossine, un inceneritore a biomasse da 150000 tonnellate/anno produce grandi quantità di ossidi di azoto, polveri totali sospese, ossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici.
I Comitati purtroppo devono rilevare che i politici locali si asserviscono a interessi particolari ignorando completamente la legittima preoccupazione dei cittadini riguardo alle ricadute sulla salute pubblica che l’inquinamento di questo impianto provocherebbe. Parimenti grave è il disinteresse per gli oltre 60 posti di lavoro che si perderebbero sul territorio. Tutti sanno benissimo che i 110 posti di lavoro potranno essere recuperati solo qualora l’Alce non abbia l’autorizzazione richiesta. Solo in quel caso l’azienda riutilizzerà o venderà l’Autorizzazione Integrata Ambientale per la cartiera, autorizzazione di cui vuole mantenere il possesso e che, per sua stessa dichiarazione, riconsegnerà solo qualora abbia l’Autorizzazione Unica.
E’ intollerabile che chi minimizza i rischi e parla di “benessere e progresso”, attraverso una retorica spicciola che spesso sconfina nell’adesione ai più banali luoghi comuni, sia proprio quella politica che, invece di farsi garante della difesa dei diritti fondamentali della collettività, si schiera dalla parte di una multinazionale che intende perseguire quelli che sono i reali interessi economici in ballo. Questa è la deriva della politica e il segno dei nostri tempi: si offrono versioni di comodo dei fatti per eludere i veri pericoli, accusando di terrorismo chi osa portarli alla luce e si tessono al contempo meccanismi sociali, per fare in modo che le teorie tranquillizzanti possano essere propagandate allo scopo di convincere l’opinione pubblica. In questo, purtroppo, anche i lavoratori, stretti nelle drammatiche maglie della cassa integrazione, sono un facile canale di divulgazione.
A cura dei Comitati Ambiente e Salute di Bagni di Lucca, Fornoli, Borgo a Mozzano e Diecimo.