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Severa, spiragli dal nuovo Cda

Fonte: il Tirreno — 06 giugno 2010   pagina 14   sezione: LUCCA

 CASTELNUOVO. Spiragli di luce per Se.Ver.a, la spa con oltre il 90% di capitale pubblico che gestisce lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti, al centro di una delicata situazione di incertezza sia societaria che finanziaria.  Con oltre 3 milioni di euro non incassati dai Comuni e il termovalorizzatore di Castelnuovo fermo da mesi, sono in ballo, infatti, oltre 60 di posti di lavoro, mentre 10 sono stati già persi dalla Aurora, la cooperativa che da Se.Ver.a aveva il subappalto del servizio di raccolta differenziata. E l’incertezza finanziaria della spa ha un effetto domino sulle società partecipate, prima tra tutte la Se.Ver.Acque, messa in liquidazione ai primi del mese con 5 licenziamenti avviati e altri 8 papabili. Tutto questo senza un presidente.  Nuovo cda. La buona notizia è arrivata nella serata di venerdì, al termine dell’assemblea dei soci (formata dai rappresentanti dei comuni della Garfagnana che detengono oltre il 90% della Se.Ver.a): il 18 giugno la società avrà il nuovo consiglio di amministrazione, all’interno del quale sarà scelto il presidente. Il cda rimarrà composto da tre persone, com’è attualmente, ma l’assemblea dei soci ha fissato un criterio ferreo per sceglierle: dovranno essere figure di alta competenza tecnica, con esperienza di manager. Al momento non si fanno nomi, ma non si esclude che possano essere anche politici, purché abbiano i requisiti stabiliti. La nomina del cda e del presidente verrà dunque a sanare il vuoto aperto dalle dimissioni di Roberto Biagi, il presidente che era subentrato a Pasquale Nardini, dimissionario a sua volta. Un vuoto pericoloso, in una situazione finanziaria tanto delicata. Infatti l’accordo trovato viene salutato dai sindaci con soddisfazione. «La riunione è andata più che bene» è il commento di Maria Stella Adami, primo cittadino di Gallicano, tra l’altro uno dei Comuni con il maggior impegno debitorio nei confronti di Se.Ver.a. E per Domenico Davini, sindaco di Minucciano, ora si può cominciare a parlare di spiragli per la spa.  Il piano industriale. Il passo successivo sarà poi l’approvazione di un piano di rilancio che da una parte preveda il recupero dei 3 milioni di euro dai Comuni e dall’altra un progetto di investimenti per tutta la società, a partire dal futuro del termovalorizzatore di Castelnuovo. Anche su questo fronte l’assemblea dei soci si è già mossa e ha incaricato il dipartimento di ingegneria impiantistica dell’università di Firenze di elaborare un piano industriale. Una prima bozza sarà ultimata entro la fine di giugno. Il tempo di studiarla e fare eventuali correzioni, poi i Comuni - probabilmente entro luglio - saranno pronti per approvare il progetto. Nel quale, peraltro, dovranno essere contenute anche indicazioni su un possibile allargamento nella spa del capitale privato (che oggi detiene circa il 10%), da molti vista come la miglior soluzione a tutti i guai di Se.Ver.a.  I posti di lavoro. Della necessità di un piano industriale complessivo hanno fatto richiesta anche le organizzazioni sindacali, alle prese con diverse vertenze occupazionali generate dai problemi di Se.Ver.a. Per discutere delle quali mercoledì 9 giugno è in programma un incontro in Provincia, che si è assunta il compito di coordinare questo aspetto della vicenda. La questione più urgente, sul fronte occupazionale, è quella di Se.Ver.Acque. 5 dei 13 dipendenti sono stati licenziati, ma il provvedimento è stato impugnato. Per gli altri 8 il rischio licenziamento al momento è scongiurato, ma il futuro dell’azienda è ancora tutto da scrivere.

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