Una terra di inceneritori: la Lega all'attacco
Fonte: il Tirreno
BAGNI DI LUCCA. «Troppe fabbriche in Media Valle e Garfagnana danneggiano l’ambiente». In sintesi, è la denuncia del consigliere regionale della Lega Nord Toscana Marina Staccioli. «L’assessore regionale Anna Rita Bramerini - dice Staccioli - dice che per uscire dalla crisi dobbiamo fare affidamento a “un’economia di tipo diverso, molto più attenta e propensa a riutilizzare le materie seconde” e che i rifiuti speciali sono “un problema che deve trasformarsi in risorsa”». «Nella sola provincia di Lucca - prosegue Staccioli - la situazione è paradossale, soprattutto nella Media Valle del Serchio e della Garfagnana. La Regione punta a costruire un impianto di compostaggio a Capannori su una falda acquifera, vicino a una scuola e con enormi problemi di viabilità. A Borgo a Mozzano, la Lucart voleva costruire un inceneritore per bruciare i fanghi delle cartiere. Per sbiancare il fango si usa il cloro che bruciato sprigiona diossina. A Bagni di Lucca, Alce metterà in piedi una centrale termoelettrica alimentata col tannino che porterà, in assenza di vento, ad alti gradi di inquinamento causati dalle polvere sottili». La lista di Staccioli continua: «A Fabbriche di Vallico, ci fanno centrali a biomassa con l’avallo dell’Ente Parco delle Alpi Apuane. A Gallicano c’è l’impianto di bricchettaggio. In Garfagnana c’è un termovalorizzatore. L’assessore Bramerini dovrebbe puntare più sulla differenziata invece di pensare agli inceneritori a biomasse. L’Alce ha ricevuto 20milioni di euro dalla Regione per trenta posti di lavoro. Quei soldi sarebbe stato molto meglio destinarli alle piccole e medie imprese della Valle del Serchio: avrebbero creato molti posti di lavoro in più. L’assessore all’urbanistica Anna Marson è d’accordo sull’esistenza di tutti questi impianti nella provincia di Lucca?». La battaglia contro l’impianto a biomasse di Alce continua intanto anche da parte dei comitati. Che, annunciano, attiveranno le procedure per il ricorso al Tar «temendo che la costruzione dell’inceneritore dell’Alce vada avanti nonostante le ricadute delle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica contenute nel decreto legge 78 del 31 maggio 2010». I comitati si augurano che il decreto possa far capitolare anche i certificati verdi.