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Fonte: Il Tirreno
CASTELNUOVO. Cambio di rotta alla Se.Ver.A. L'assemblea dei soci della società che gestisce la raccolta dei rifiuti, a capitale quasi interamente pubblico, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione. Al quale si prospettano settimane cruciali per il futuro dell'azienda, al centro di una delicata situazione finanziaria e con diversi problemi occupazionali da risolvere, primo tra tutti quello di Se.Ver.Acque, una delle società partecipate dove 5 dipendenti sono già stati licenziati e altri 8 rischiano.
IL NUOVO CDA E' stato allargato da tre a quattro componenti, tutti tecnici, compreso l'unico politico entrato a farne parte. Di loro, solo uno faceva parte del vecchio consiglio di amministrazione: Marco Pulga, commercialista, espressione del 10% di capitale privato della spa. Gli altri sono new entry. Il politico è Aurelio Russo, assessore provinciale durante i nove anni della giunta guidata da Andrea Tagliasacchi, fino al 2006, entrato ai vertici della Se.Ver.A non tanto in virtù di questa sua lunga esperienza politica quanto per l'altrettanto lunga carriera di dirigente bancario. Competenza e professionalità hanno permesso l'ingresso, inoltre, sia di Gianni De Mastro, forlivese, ingegnere esperto nella gestione dei rifiuti per aver lavorato in numerose aziende dell'Emilia Romagna, sia di Oberto Cecchetti, romano, ex magistrato.
IL PRESIDENTE I quattro componenti del cda, nella prima riunione di insediamento la prossima settimana, sceglieranno tra di loro il presidente. Tra l'altro l'ultimo, Roberto Biagi, si era dimesso, determinando così un vuoto gestionale in un momento molto delicato. Il più quotato tra i quattro nuovi amministratori sembra De Mastro, grazie al suo bagaglio di conoscenze nel campo dei rifiuti, ma l'assemblea dei soci - formata dai rappresentanti dei comuni garfagnini che detengono il 90% della Se.Ver.A - non ha avanzato alcuna proposta. Sarà il cda a decidere.
CAMBIO DI ROTTA Per i comuni, del resto, questa squadra rispecchia in pieno le indicazioni fornite alla vigilia. Si doveva cambiare, affidare l'azienda a persone con esperienza, tecnici in grado di pilotarla fuori dalla crisi e non più a politici, secondo una pura logica di spartizione. «E così è stato - sottolineano Maria Stella Adami, Domenico Davini e Francesco Pifferi, primi cittadini di Gallicano, Minucciano e Camporgiano -, tra l'altro con la totale convergenza tra le forze politiche. I sindaci vogliono rilanciare la società, è un nostro patrimonio e va salvato. Abbiamo dato un segnale, favorendo le competenze a 360 gradi con l'immissione di professionalità tra di loro complementari, e lasciando invece del tutto fuori le logiche di spartizione. Così dovrebbe essere sempre».
IL PIANO INDUSTRIALE La prossima tappa, dopo la scelta del presidente, sarà l'adozione di un piano industriale che dovrà fissare le linee guida per il futuro, partendo dal recupero dei 3 milioni di euro che la Se.Ver.A deve avere dai Comuni fino ai progetti di investimento per il termovalorizzatore di Castelnuovo, fermo dal 15 marzo proprio perché da ammodernare. Non si parte da zero. Per conto dei Comuni, infatti, l'università di Firenze sta preparando una bozza di piano industriale, che dovrebbe essere pronta in questi giorni. Se avrà l'ok del consiglio di amministrazione e dei sindaci, il piano sarà poi oggetto di confronto con gli enti locali, prima di essere adottato.