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La Conferenza unificata lo scorso 9 luglio, assieme al Conto energia 2011-2013, ha approvato anche le Linee Guida nazionali per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Dopo sette anni di attesa e una lunga querelle innescata dall'approvazione di leggi regionali verso cui il governo aveva fatto (e quasi sempre vinto) il ricorso, finalmente, almeno la confusione normativa dovrebbe (il condizionale è d'obbligo!) essere un ricordo del passato.
L'obiettivo delle linee guida è infatti quello di definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato degli impianti energetici che sfruttano le energie rinnovabili. Oltre a quello di garantire regole certe che possano favorire gli investimenti e consentire di coniugare le esigenze economiche con il rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Il provvedimento predisposto dal concerto dei ministri dello Sviluppo, dell'Ambiente e del ministro per i Beni e le Attività Culturali, dovrà essere recepito nella legislazione regionale entro 90 giorni dalla pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale.
Le linee guida - spiega una nota del ministero dello Sviluppo, dettano le regole affinché vi sia trasparenza amministrativa nell'iter di autorizzazione delle infrastrutture energetiche e declina i principi per garantire pari condizioni e trasparenza nell'accesso al mercato dell'energia.
Nel provvedimento sono individuate le modalità con le quali dovrà essere effettuato il monitoraggio in merito alle realizzazioni di impianti e come dovrà essere garantita l'informazione ai cittadini.
Le autorizzazioni che vengono regolamentate riguardano sia le infrastrutture connesse, che le reti elettriche e sono individuate, fonte per fonte, le tipologie di impianto e le modalità di installazione che consentono l'accesso alle procedure semplificate: ovvero denuncia di inizio attività e attività edilizia libera.
Riguardo al procedimento unico di autorizzazione, vengono individuati i contenuti delle istanze, le modalità di avvio e lo svolgimento. Inoltre vengono stabiliti i criteri e le modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici per cui è stato inserito un allegato ad hoc.
Infine vengono dettate le modalità per coniugare esigenze di sviluppo del settore e tutela del territorio e alle Regioni viene data la possibilità di individuare eventuali aree non idonee all'installazione degli impianti da fonti rinnovabili; ma esclusivamente nell'ambito dei provvedimenti con cui esse fissano gli strumenti e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili.
«Con le linee guida approvate dalla Conferenza unificata vengono fornite regole certe che favoriscono gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell'ambiente e del paesaggio- ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ed ha aggiunto che - soprattutto consentono a tecnici e professionisti di avere un'indicazione chiara delle tipologie d'impianto, fonte per fonte, che possono accedere a Dia e ad attività di edilizia libera».
Fonte greenreport.it