Voto storico all'assemblea Onu: l'acqua è stata riconosciuta un diritto umano

Il 28 luglio 2010 è stata una giornata storica per il movimento internazionale che da anni si batte per il riconoscimento del diritto umano all'acqua. All'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York è stata ufficialmente presentata da parte di almeno 23 co-patricinatori degli Stati membri e dal Governo della Bolivia una risoluzione intitolata "Il Diritto Umano all'Acqua e all'igiene" che appunto ieri è stata approvata con 122 voti a favore, 41 astenuti e 0 contrari.
L'acqua quindi è un "Diritto fondamentale, essenziale per il pieno esercizio del diritto alla vita e tutti i diritti umani". Il testo della risoluzione invita gli Stati membri e le organizzazioni internazionali a fornire risorse finanziarie, a rafforzare le competenze e trasferire tecnologie in particolare per i Paesi in via di sviluppo. L'obiettivo è quello di aumentare gli sforzi per "fornire acqua pulita, sicura, servizi igienici accessibili e alla portata di tutti". La risoluzione, nella sua parte introduttiva, riporta quelli che soni i dati, purtroppo noti, ripetuti nella circostanza dal rappresentante della Bolivia «Una persona su otto non ha accesso all'acqua potabile sul nostro pianeta. La mancanza di accesso all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie provoca la morte di tre milioni di persone all'anno. 1,5 milioni di bambini muoiono ogni anno di diarrea, e un terzo di questi decessi potrebbero essere evitati attraverso la creazione di servizi igienici adeguati».
Rave Ice, dopo anni torna un pub a Gallicano
Fonte: il Tirreno
GALLICANO. Dopo anni a Gallicano riaprirà un pub. La data dell'inaugurazione è ancora da stabilire, ma ci sono già un nome ed un luogo. "Rave Ice" aprirà nei pressi dell'E.Leclerc., accanto alla lavanderia a gettoni. A mettersi in gioco, individuando un mercato potenziale, è un giovane di Castelnuovo, Giovanni Casotti. «Ho sempre fatto l'operaio e ora ho deciso di investire in questo progetto - racconta Casotti -, cauto ed entusiasta al tempo stesso». "Rave Ice" sarà un pub/bar per l'esattezza. Spiega infatti il gestore: «Saremo aperti anche la mattina, per le colazioni, mentre la sera ci saranno gruppi e musica dal vivo. Il locale è piuttosto ampio (216 mq) e dotato di megaschermo. Perché ho scelto Gallicano come sede della mia nuova attività? Non solo perché al momento non ci sono pub, ma anche perché a Gallicano ci sono tanti giovani, e non manca certo la voglia di divertirsi. È un paese vivo sotto questo aspetto. La zona dove sorgerà la birreria inoltre presenta un duplice vantaggio: è di facile accesso, con un ampio parcheggio e nelle vicinanze dell'E.Leclerc; ma al tempo stesso è isolata dalle abitazioni, un particolare non trascurabile considerando la musica. Di quanti dipendenti avrò bisogno? Per partire ho contattato tre persone, ma non è escluso che in futuro possa assumere altro personale. Non è stato ancora possibile fissare la data di inaugurazione: devono essere ultimati dei lavori». "Rave Ice" non sarà l'unica novità del commercio gallicanese. Nei locali dell'ex Mercatino Meriggi, sempre nei pressi dell'E.Leclerc, aprirà un negozio di abbigliamento, "Magazine". «Non ho informazioni sulla nuova apertura - afferma Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil -. Per quanto riguarda il Mercatino Meriggi non ci sono stati contatti ufficiali coi lavoratori e quelli con l'alta proprietà non hanno dato alcun esito». Discorso in parte diverso per il Gabbriellini Store di Pieve Fosciana: «Tre negozi dello stesso gruppo, per un totale di dieci dipendenti, hanno chiuso in provincia di Lucca. In questo caso c'è una discussione aperta con l'azienda per garantire continuità occupazionale, perché secondo noi l'operazione in corso non è chiara».
Gallicano, in cantiere tre progetti per energia, spettacoli e residenza
Gallicano, in cantiere tre progetti per energia, spettacoli e residenza
fonte: il tirreno
GALLICANO. Sono tre i progetti finanziati dalla Regione in cantiere a Gallicano. Il primo ammonta a 50mila euro e riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto delle piscine comunali. Il secondo ammonta a 334mila euro e riguarda l'ampliamento del Ciaf nei locali dell'ex cinema Cheli, vicino al palazzo comunale. La ristrutturazione del vecchio cinema, finanziata dalla Regione in unione con le Fondazioni CR Lucca e Monte, per 980mila euro, è avvenuta nell'ambito del progetto di politiche educative "Centro infanzia adolescenza e famiglia". Infine, grazie alla domanda presentata dall'Erp, sono arrivati 430mila euro per il recupero dei locali adiacenti al Ciaf, dove verranno creati 3 appartamenti da destinarsi a case popolari. I lavori partiranno a settembre. C.P.
Consumo di suolo, dossier Legambiente: «Un milione di case vuote!»
Quattro milioni di abitazioni realizzate negli ultimi 15 anni, un milione di case vuote nelle grandi città a fronte di un rilevantissimo disagio abitativo, con oltre 110mila famiglie sfrattate solo negli ultimi due anni, e una forte crisi del settore edilizio. Questi sono solo alcuni dati contenuti nel dossier sul consumo di suolo in Italia presentato da Legambiente durante il convegno "Un'altra casa?".
Oltre ai numeri sul disagio abitativo e le varie segnalazioni sui casi di paesaggio "violato", l'associazione ambientalista ha presentato anche le sue proposte per dare risposta ai problemi delle città italiane e rilanciare in modo sostenibile il settore delle costruzioni, che attraversa una delle più gravi crisi che si ricordino e ha già lasciato negli ultimi due anni senza lavoro almeno 200.000 persone e portato alla chiusura di 15mila imprese edili.Secondo Legambiente a spingere la realizzazione, tra il 1995 e il 2009, di 4 milioni di abitazioni, per oltre 3 miliardi di metri cubi di cemento, non è stata la domanda delle famiglie, ma la speculazione edilizia, per cui il prezzo delle case rimane irraggiungibile per chi ne ha bisogno, a cominciare dai giovani, dagli anziani e dagli immigrati.
«Negli ultimi sei mesi ci sono stati ben otto tentativi di far passare un nuovo condono - ha sottolineato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - e nella manovra in discussione in Parlamento si scambia la semplificazione con una deregulation esasperata. Ciò dimostra l'incapacità della nostra classe dirigente di pensare a un modello di sviluppo che valorizzi le vere ricchezze del nostro Paese e la sua inadeguatezza ad affrontare le questioni edilizie e abitative.
Terme restaurate e mai usate, oggi in degrado
Fonte: il Tirreno
GALLICANO. Una volta c’erano “Le terme”. Oggi ci sono erbacce, rifiuti e decadenza. È lo spettacolo che da anni si offre nel capoluogo. Oltrepassato lo storico arco di Francesco V vicino al Castello, sulla sinistra (verso Vergemoli) si raggiunge un piccolo parcheggio. Giunti in questa area di sosta, un ponte di sasso consente di oltrepassare la Turrite. Sull’altra sponda del torrente, ci sono “Le terme”. Né stabilimenti per le cure termali, né vecchio centro benessere in disuso. “Le terme” comprendono una struttura che ricorda un tempietto neoclassico e i ruderi in pietra di un vecchio edificio. Documentazioni scritte sulla storia delle acque termominerali di Gallicano ne sono rimaste ben poche, ma rimangono testimonianze di un passato in cui il tempietto era utilizzato per riempire bottiglie ed eseguire assaggi. Le acque della “sorgente Beatrice” agli inizi del ’900 vennero imbottigliate (di etichette della “Cova di Gallicano” rimangono ancora alcuni esemplari) ma diversi fattori intervennero ad ostacolarne la vendita. L’acqua, una “salsa” ricca di sali unica nel suo genere in Toscana, veniva usata sia per scopi curativi che come acqua da tavola. Anni fa l’amministrazione comunale investì in questa località, per renderla se non meta turistica privilegiata quantomeno una gradevole area di ristoro. Furono spesi 171 milioni di vecchie lire di contributi regionali dopo l’alluvione del 1996 per realizzare una nuova passerella pedonale (la vecchia distrutta dall’esondazione della Turrite), sistemare l’area verde e quella sulla sponda opposta del torrente rispetto alle “terme”. E ancora prima dell’alluvione un intervento dell’amministrazione consentì il recupero della zona termale con il ripristino della fontana interna al tempietto e la ripulitura da piante infestanti. L’intervento rientrava in un progetto più ampio di manutenzione del sentiero che costeggia la Turrite; furono create alcunee aree pic-nic. Oggi la zona è abbandonata e, a quanto pare, tempo, lavoro e denaro sono stati male investiti. Il sentiero che dal ponticello conduce alle vecchie strutture è invaso dalle ortiche. E non migliora lo spettacolo per il visitatore che si avventura tra l’erba alta: le pareti del tempietto sono imbrattate da scritte e vilipendi, rifiuti sporcano il pavimento e le bocche da cui sgorgava l’acqua sono asciutte. La “sorgente Beatrice” (24-25º misurabili in superficie) è situata poco più in là, all’interno di un edificio privato: da qui le acque venivano convogliate verso il tempietto con una condotta in mattoni sotterranea. «Non ci sono progetti specifici in vista - fa sapere il vicesindaco Egidio Nardini -. Il Comune non ha grosse possibilità di spesa e per il momento la priorità è data ad altre iniziative, come realizzare il parcheggio dietro la farmacia. Ma sarebbe bella un’azione di recupero dell’acqua calda, che, fatte le dovute verifiche, potrebbe essere sfruttata come risorsa energetica». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Claudia Ponziani
Pisa, la "via" digitale nella pubblica amministrazione fa bene (un po') anche all'ambiente
Con l'"archiviazione sostitutiva" da attuare negli enti pubblici si dovrebbero ottenere notevoli vantaggi per l'ambiente. La provincia di Pisa, come ha informato la vicepresidente Alessandra Petreri, non si è fatta cogliere impreparata e ha già fatto predisporre tutte le infrastrutture telematiche necessarie (software, server, supporti di memoria). Con la nuova modalità di archiviazione si "dematerializzano" (termine che chi legge greenreport sa essere improprio...) i documenti e si lavora in digitale. Al momento, spiegano dalla provincia, è previsto che tale procedura si applichi agli atti amministrativi (delibere, determine, note di liquidazione, decreti) mentre all'interno dell'ente, già da tempo vengono gestiti in maniera elettronica i mandati di pagamento.
L'amministrazione ha fatto due conti per vedere quali potranno essere i vantaggi: in base alle stime fatte dagli uffici, la provincia annualmente produce su carta oltre 28mila atti, che, considerando il numero medio di cui si compongono, portano ad un totale di 101.000 pagine. A livello di spazio occupato si calcola che l'insieme cartaceo di questi atti impegni, 25 metri lineari. Riguardo ai costi per l'acquisto di carta, stampa, gestione del processo, rilegatura, archiviazione, sono stimati in poco più di 19mila euro annui. E poi ci sono i vantaggi ambientali su tutta la filiera della carta vista la riduzione dei consumi. «Quando il sistema andrà a regime - ha sottolineato la vicepresidente Petreri - al di là del risparmio economico, si potrà fruire di un servizio più efficiente in termini di velocità di ricerca e disponibilità dei documenti. Inoltre la conservazione sostitutiva contribuisce al risparmio energetico e alla salvaguardia dell'ambiente».
Su questa stessa linea di utilizzo dei sistemi digitali nell'amministrazione pubblica è da ricordare il progetto Start (Sistema telematico acquisti della Regione Toscana) attraverso il quale il comune di Arezzo ha adottato la piattaforma delle gare on line. «Elenchiamo subito i vantaggi per l'amministrazione - ha precisato l'assessore alla innovazione Emiliano Cecchini- Vengono bandite gare pubbliche senza utilizzare o archiviare un solo foglio di carta, non si usano fax per inviare chiarimenti, si usa per tutti i concorrenti lo stesso canale informatico che è internet, si impiega un tempo minore per la pubblicazione delle gare, le spese postali sono ridotte a zero e si garantisce, lavorando in un ambiente totalmente digitale, la crescita professionale dei dipendenti». Il comune di Arezzo ha già adottato questo sistema per alcune gare sui lavori pubblici.
Tutto vero, ma resta da conteggiare l'energia e la materia che si utilizzano per pc e archiviazione del materiale che non è poca cosa. Nessun pasto, come noto, è gratis.
Fonte greenreport.it
Regione Toscana, il Consiglio alza l'indennità dei vicecapogruppo con voto bipartisan
Da una parte il governatore Enrico Rossi e la sua crociata contro gli sprechi nella pubblica amministrazione che lo ha già portato a eliminare le auto blu per i direttori generali di Asl e Agenzie regionali, e a chiudere sette uffici di rappresentanza della Regione Toscana sparsi a giro per il mondo. Dall'altra il consiglio regionale che lo scorso 21 giugno, con votazione bipartisan, ha approvato l'aumento del 5% dell'indennità di carica per i vicecapogruppo consiliari con almeno 13 componenti.
«Adeguamento - recita il provvedimento dal generico titolo "Modifiche alla legge regionale 9 gennaio 2009" - dovuto alla maggiore complessità di organizzazione e di gestione dei gruppi consiliari composti da numerosi consiglieri». A beneficiare dell'indennità aggiuntiva, 380 euro lordi in più al mese, saranno infatti soltanto Paolo Ammirati e Simona Ballini, rispettivamente vicecapogruppo di Popolo della Libertà e Partito democratico.
Per tutti gli altri 53 consiglieri regionali l'indennità lorda resterà ferma a 7804,67 euro al mese, a parte le eccezioni deliberate nei mesi scorsi. I vicepresidenti di commissione consiliare e i segretari di commissione consiliare, alla stregua dei vicecapogruppo, beneficiano di un 5% di retribuzione aggiuntiva; i capogruppo, presidenti di commissione, consiglieri segretari del consiglio regionale a loro volta possono contare su un 10% in più rispetto alla normale indennità. Maggiorazione che arriva poi al 15% nel caso del vicepresidente del consiglio regionale e al 25% per la presidente del consiglio regionale.
«Uno sbaglio quello dell'aumento dell'indennità ai vicecapogruppo - spiega Vittorio Bugli, capo dei democratici in consiglio regionale - che è bene sia venuto fuori: sebbene intenda riconoscere il maggiore sforzo indubbiamente portato avanti dai vicepresidenti dei maggiori gruppi consiliari, è il momento in cui ha visto la sua approvazione che è apparso del tutto inappropriato». Quanto a "sbagli", il nuovo consiglio regionale insediatosi sul finire dello scorso aprile, sembrerebbe infatti non esserne completamente immune: di due settimane prima dell'approvazione del premio ai vicecapogruppo, è la legge n. 7/10, che ha aumentato di due componenti il numero di membri spettanti allo staff del gruppo misto, cui unico iscritto risulta Pieraldo Ciucchi del Partito socialista (il quale fra l'altro era stato eletto nelle liste del Partito democratico, ma ha costituito ugualmente un gruppo autonomo).
«Non si capisce - attacca Marta Gazzarri, capogruppo dell'Italia dei Valori, che assieme agli altri quattro consiglieri dipietristi aveva deciso al momento della sua discussione di abbandonare l'aula - il senso di certi provvedimenti che non vanno certo nell'ottica di un'ottimizzazione e razionalizzazione dei costi, che invece consideriamo debba essere una priorità dell'intera nostra amministrazione».
Fonte iltirreno.it
Progetto Vanessa siamo noi - Assemblea Pubblica
La violenza contro le donne è l’intenzione di utilizzare e ricorrere alla forza per raggiungere il proprio scopo nel corso di un conflitto. E’ un fenomeno trasversale, interessa ogni strato sociale, economico e culturale senza differenza di razza, religione o età. La morte di Vanessa ha riaperto, con drammatica urgenza, una serie di interrogativi che impongono una riflessione collettiva e corale sulle relazioni tra uomini e donne, sui diritti delle donne, sulla necessità di capire più a fondo gesti ed episodi che non possono essere confinanti ad atteggiamenti sporadici di singoli psicologicamente vulnerabili.
Il Comune di Gallicano e l’Agenzia formativa PROTEO LUCCA ONLUS, in collaborazione con la Regione Toscana, l’Amministrazione provinciale di Lucca e l’azienda USL n. 2,organizzano un incontro pubblico che si terrà venerdi 25/06/2010 alle ore 17.30 presso l'Auditorium della Cittadella Scolastica di Gallicano.
Il Sindaco di Borgo a Mozzano sul bilancio di Gallicano
Dimezzato il fondo di solidarietà
il Tirreno — 12 giugno 2010 pagina 13 sezione: LUCCA
E' Fabbriche di Vallico il gioiello italiano della "web democracy"
Fonte: Lo Schermo Lucca
FABBRICHE DI VALLICO (Lucca), 10 giugno - Piccolo, sperduto tra le montagne, eppure tutto digitalizzato, all'avanguardia. Fabbriche di Valico, 600 anime, è forse il centro abitato più tecnologicamente democratico d'Italia. Non è un'esagerazione: il paesino è quantomeno da considerarsi un luogo pilota nell'applicazione dell'informatica e delle tecniche digitali ai servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione, e non solo.
Fabbriche, infatti, si ritrova capofila del progetto nazionale Elisa, che mira a rendere accessibile con un 'click' i dati catastali attraverso la tecnologica web 2.0. Attraverso 'Elisa', si potrà avere notizia di tutte le proprietà immobiliari, ma anche dei veicoli posseduti e delle utenze in capo a ciascun soggetto fisico o giuridico.
Uno strumento, in sostanza, che serva a combattere l'evasione fiscale, dando alle amministrazioni dati certi su cittadini e imprese.
Inoltre, ogni famiglia di Fabbriche è stata munita di un decoder digitale e, quando sarà ultimato l'invio delle tessere sanitarie regionali, dallo schermo televisivo si avrà accesso alla tele-assistenza fornita dalla Asl di Lucca, con la possibilità, ad esempio, di prenotare le visite o di monitorare la propria cartella clinica.
Oltre alla "democracy digitale", a Fabbriche di Vallico, c'è la scuola multimediale: nelle due scuole accorpate delle elementari, i 20 bambini del paese già da tempo si cimentano nelle lezioni interattive e nelle videoconferenze con altre scuole della Toscana, di zone disagiate.
Disagiate come lo è la zona Fabbriche: a un passo dalla Garfagnana, difficile da raggiungere, in mezzo alla montagne, sostanzialmente "un borgo di pietra": qui, il contrasto con l'applicazione avanzata della tecnologia colpisce ancora di più.
Piccolo il paese, grandi gli esperimenti, dunque, con i quali "si cerca di eliminare la fatica che spesso esiste nelle relazioni tra cittadini e struttura amministrativa", spiegano dal Comune.
Mentre il sindaco Oreste Giurlani si augura che quanto fatto finora non subisca una battuta d'arresto con la manovra del Governo.
Raccolta firme referendum sull'acqua alla fiera di Gallicano

Domenica scorsa alla fiera di Gallicano abbiamo dato una mano a raccogliere le firme per il referendum sull'acqua pubblica (per saperne di più vai su http://www.acquabenecomune.org)
Durante la giornata, sono state raccolte circa 140 firme e la raccolta continua ...... a livello nazionale in un mese sono state raccolte circa 670.000 firme.
I residenti del comune di Gallicano possono recarsi all'ufficio anagrafe di Gallicano per firmare.
Campagna Referendaria "L'Acqua non si Vende": puoi firmare anche a Gallicano

E' possibile firmare per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua anche a Gallicano:
Ufficio demografico del comune di Gallicano in via Cavour n°17, orario di apertura al pubblico dal lunedì' al sabato dalle 9 alle 13.
Per saperne di più sul sito ufficiale.
Piazza al Serchio: -20% sulla tassa rifiuti e sconto del 15% a chi fa compostaggio domestico
A Piazza al Serchio è stato ridotto di quasi il 20% la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per le abitazioni nonostante un nuovo incremento dei costi: la nuova articolazione tariffaria prevede inoltre ulteriori riduzioni per nuclei familiari con reddito Isee di 8mila euro e per singoli residenti unici occupanti ultrasessantenni con reddito Isee di 12mila euro.
E’ già esecutivo un progetto per il compostaggio domestico che vedrà la consegna di oltre 100 compostiere e la possibilità per l’utente che aderisce al progetto di aver fin dal 2010 un ulteriore riduzione della tassa del 15%; e si sta lavorando perché almeno in una parte del territorio sia attivato il controllo del conferimento dei rifiuti tramite l’istallazione di cassonetti con schede personali.
Anche Gallicano C'è ha presentato alla Giunta una richiesta di modifica del regolamento della TARSU che prevedesse una riduzione, anche simbolica (5-10%), della tassa per coloro che fanno compostaggio domestico.
La richiesta è stata rifiutata con 3 motivazioni:
- i risparmi ottenuti dal minore costo di cobnferimento dei rifiuti organici saranno utilizzati per comprare alle compostiere
- non è giusto per chi non ha a disposizione una compostiera (in quanto esaurite quelle consegnate dal comune), non poter accedere allo sconto
- sarà a breve preso in considerazione il passaggio a TIA
Dal mio punto di vista la prima motivazione è una scelta che può essere condivisa o meno, io ritengo preferibile premiare i comportamenti virtuosi, piuttosto che cercare di aumentare la copertura delle compostiere con i soldi del comune; e con questo mi riallaccio al secondo punto che invece mi sembra fuori luogo, infatti se c'è una riduzione che incentiva un comportamento virtuoso (che porta a minori costi di raccolta e smaltimento), un privato potrebbe decidere di comprarsi autonomamente una compostiera, senza attendere quella comunale e senza neppureincidere sul bilancio comunale.
Per quanto riguarda il passaggio alla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale), sono d'accordo solo se verrà scelta per la determinazione della quota variabile, un meccanismo (tariffa puntuale o volumetrica) che premi chi produce meno rifiuti. Di scarsissima utilità invece il metodo presuntivo, che non va a misurare nè in peso nè in volume, la spazzatura prodotta.