Istat: il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020

Nella produzione complessiva di energia elettrica si è registrato un calo della produzione termoelettrica tradizionale, che passa dall’81,2% del 2004 al 76,4% del 2009, a vantaggio della quota di rinnovabili, la cui incidenza sulla produzione complessiva passa dal 18,8% del 2004 al 23,6% del 2009 (in questo caso il target europeo è fissato al 25,0% al 2010).
Nel rapporto "Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020", recentemente diffuso, l’Istat presenta un quadro sintetico del sistema energetico italiano nel 2009 e con riferimento all’ultimo decennio. L’analisi si basa su dati resi disponibili dai principali produttori di statistiche energetiche sul territorio: il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Enea e la società Terna.
Ad essi si affiancano quelli prodotti dall’Istat necessari per tener conto delle interrelazioni tra la dimensione energetica e le dimensioni economiche e ambientali del Paese. Viene, inoltre, presentato un confronto tra i principali indicatori energetici nazionali e quelli di alcuni Paesi dell’Unione europea (Ue), in vista degli obiettivi ambientali previsti per il 2020 nella Strategia europea.
Per chi vuole approfondire:
Fonte arpat.it
Inaugurato Archimede, il termodinamico del futuro
L’Enel ha inaugurato ieri a Priolo Gargallo (SR) la centrale solare termodinamica da 61 milioni di euro chiamata Archimede, in onore dell’omonimo matematico che utilizzò, secondo quanto ci tramanda la storia, i famosi specchi ustori contro le navi romane durante l’assedio di Siracusa.
17.300 i pannelli a specchi istallati a coprire una superficie superiore a 30.500 metri quadrati. Il campo solare Archimede ha una capacità di 5 MW e permetterà la produzione di energia stoccando il calore del sole per poi utilizzarlo nelle ore notturne
Oggi l’Italia segna una nuova tappa nella sua storia di utilizzo delle energie rinnovabili, con l’attivazione del primo impianto ad energia solare termodinamica. Si tratta di un momento particolarmente importante in quanto il solare termodinamico è una tecnologia italiana, che proprio nel nostro Paese offre estese possibilità di sfruttamento, come già hanno fatto finora Stati Uniti e Spagna”. L’evento segna l’impegno dell’Enel nello sviluppo e nella diffusione del termodinamico come traino per l’intera filiera produttiva. Attraverso il progetto si andrà così a stimolare la creazione di energia e di nuovi posti di lavoro calcolati nell’ordine dei 50.000 nuovi impieghi nell’arco del decennio prossimo grazie all’adesione di numerose associazioni all’Anest per un totale di circa 40 milioni di euro investiti nella ricerca, 30 nella filiera produttiva e 900 nella realizzazione degli impianti produttivi.
“Archimede” deve la sua forza alla possibilità di incamerare ingenti quantità di energia termica e conservarla per garantire, nelle ore di buio, la produzione di energia elettrica superando le problematiche legate alla tecnologia solare. Mediante specchi parabolici, infatti, i raggi del sole vengono concentrati verso tubature percorse da un fluido composto da sali fusi (nitrato di sodio e nitrato di potassio) che si riscalda per poi essere raccolto in appositi serbatoi e successivamente impiegato per scaldare acqua e produrre il vapore necessario per alimentare un generatore, motore per le turbine che generano l’energia senza bisogno di impiegare combustibili fossili altamente inquinanti.
Fonte rinnovabili.it
Il Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Biomasse da Energia (CRIBE) inaugura la sede e gli impianti sperimentali
PISA - Inaugurata la sede e gli impianti sperimentali, a San Piero a Grado, del CRIBE (Centro di Ricerca Centro di Ricerca Interuniversitario sulle Biomasse da Energia) - realizzato con il contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e che raccoglie ricercatori e competenze di numerosi Dipartimenti, Centri di Ricerca e Laboratori dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant'Anna .
Il Centro raccoglie in un’unica struttura organizzativa le competenze scientifiche e professionali necessarie per la ricerca applicata sulla produzione sostenibile delle biomasse agroforestali, sulla loro trasformazione in energia termica ed elettrica, oltre che sulla produzione e sull’impiego di biocarburanti di I e II generazione, grazie alle competenze scientifiche e professionali nell’ambito delle scienze agronomiche ed ambientali, dell’economia e dell’ingegneria presenti nei Dipartimenti e nei Laboratori dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, da anni coinvolti nello studio e nella sperimentazione applicata della produzione sostenibile delle materie e dell’energia.
Gli obiettivi del CRIBE sono la promozione e la realizzazione di studi sia in ambito nazionale che internazionale sulle problematiche connesse alla produzione, trasformazione ed utilizzazione delle biomasse da energia, diffonderne le ricadute e le applicazioni, favorire lo scambio di informazioni, stimolare iniziative didattiche, formative, di divulgazione e di collaborazione.
In questa ottica, il CRIBE ha iniziato una specifica attività di ricerca e di sperimentazione applicata attivando le attrezzature di base indispensabili per la messa a punto delle varie “filiere” di produzione della bioenergia e dei biocarburanti (dal campo alla utilizzazione), oltre che le apparecchiature necessarie per i relativi studi sulla sostenibilità tecnica, economica ed ambientale delle possibili alternative di processo e di prodotto.
In particolare, grazie anche alla disponibilità di una collaudata struttura a carattere sperimentale – unica in Italia – quale il Centro Interdipartimentale “E. Avanzi” dell’Università di Pisa, è stata allestita in quella sede una specifica attività di ricerca e di sperimentazione applicata acquisendo ed attivando, il più possibile a scala reale, tutte le attrezzature di base indispensabili per la messa a punto delle varie “filiere” di produzione della bioenergia e dei biocarburanti fluidi, oltre che le apparecchiature necessarie per i relativi studi sulla sostenibilità tecnica, economica ed ambientale delle possibili alternative di processo e di prodotto.
Con le Linee Guida regole certe per le rinnovabili?
La Conferenza unificata lo scorso 9 luglio, assieme al Conto energia 2011-2013, ha approvato anche le Linee Guida nazionali per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Dopo sette anni di attesa e una lunga querelle innescata dall'approvazione di leggi regionali verso cui il governo aveva fatto (e quasi sempre vinto) il ricorso, finalmente, almeno la confusione normativa dovrebbe (il condizionale è d'obbligo!) essere un ricordo del passato.
L'obiettivo delle linee guida è infatti quello di definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato degli impianti energetici che sfruttano le energie rinnovabili. Oltre a quello di garantire regole certe che possano favorire gli investimenti e consentire di coniugare le esigenze economiche con il rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Il provvedimento predisposto dal concerto dei ministri dello Sviluppo, dell'Ambiente e del ministro per i Beni e le Attività Culturali, dovrà essere recepito nella legislazione regionale entro 90 giorni dalla pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale.
Le linee guida - spiega una nota del ministero dello Sviluppo, dettano le regole affinché vi sia trasparenza amministrativa nell'iter di autorizzazione delle infrastrutture energetiche e declina i principi per garantire pari condizioni e trasparenza nell'accesso al mercato dell'energia.
Varato il nuovo Conto Energia
Il nuovo conto energia è ormai una realtà. Il nuovo schema che entrerà in vigore il primo gennaio 2011 sino a tutto il 2013 e regolerà gli incentivi al fotovoltaico per gli impianti entrati in attività in quel triennio, è stato approvato lo scorso 9 luglio dalla Conferenza Stato-Regioni che ha dato il via libera anche alle Linee guida nazionali che riguardano l'autorizzazione unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Accolto favorevolmente dalle associazioni del settore, assieme all'emanazione delle linee guida, il nuovo schema di conto energia conferma una tariffa incentivante fissa e garantita per 20 anni sull'energia prodotta a partire dall'entrata in esercizio dell'impianto; anche se prevede una riduzione delle tariffe meno penalizzante per i piccoli impianti e più marcata per quelli di grossa taglia, rispetto a quelle attualmente operative e diversa in base all'anno di entrata in esercizio. Diminuiranno, infatti, del 18% per gli impianti entrati in esercizio nel 2011 (con una gradualità del 6% ogni quadrimestre) e per quelli che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 saranno poi ridotte ulteriormente del 6% ogni anno.
«Accogliamo con favore questi due importanti provvedimenti - ha spiegato in una nota Marco Pigni, direttore di APER - che non solo introducono finalmente elementi di stabilità e certezza nel settore, ma lo indirizzano anche con maggiore credibilità verso gli obiettivi vincolanti del Piano d'Azione Nazionale al 2020, in fase di presentazione a Bruxelles proprio in questi giorni».
Ed ha aggiunto che «sebbene permanga l'incognita dell'art. 45 della manovra economica in fase di approvazione» l'auspicio è che «sulla scia di questi due provvedimenti, il Governo e il Parlamento confermino la volontà di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili».
Nello schema approvato gli impianti vengono suddivisi in diverse classi di potenza cui corrispondono incentivi decrescenti: da 1 a 3 KW; da 3 a 20 KW; da 20 a 200 KW; tra 200 e 1000 KW; dai 1000 KW a 5 mila KW; oltre 5 mila KW.
Il limite complessivo di potenza incentivabile aumenta dagli attuali 1.200 MW ( già raggiunti ) fino a 3.000 MW, oltre a 200 MW per il fotovoltaico a concentrazione e 300 MW per gli impianti integrati con caratteristiche innovative. L'obiettivo al 2020 viene fissato a 8.000 MW contro i 15.000 MW richiesti dagli operatori del settore e che appare poco ambizioso considerando che già a fine anno si prevede che vi saranno circa 2.500 MW installati .
Riguardo alla tipologia, rispetto alla precedente suddivisone in base all'integrazione nell'edificio, si è passati a "impianti realizzati su edifici" e "altri impianti" prevedendo tariffe più alte per i primi.
Viene poi introdotto un premio del 5% sulle tariffe incentivanti per gli impianti che sorgono su discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare e per quelli installati in sostituzione di coperture contenenti amianto: un provvedimento questo che potrà disincentivare la realizzazione del fotovoltaico su aree agricole, che sta suscitando non poche critiche per l'occupazione si suolo vergine. Ma che non è stato accolto con molto entusiasmo dagli operatori del settore, che invece sono soddisfatti di avere uno schema che potrà permettere una pianificazione degli investimenti con tempi certi e un sistema incentivante chiaro.
«Al momento la cosa più importate è che il Conto energia e le Linee guida siano stati approvati- ha dichiarato il presidente di Asso energie future, Massimo Daniele Sapienza- anche se troviamo ingiustificato il taglio alle tariffe incentivanti per gli impianti superiori ai 5 MW con la scusa che tolgono terreno all'agricoltura se poi anche gli incentivi alle serre, che l'agricoltura invece la sostengono, vengono tagliati ugualmente».
Fonte greenreport.it
ENEL INAUGURA A FUSINA IL PRIMO IMPIANTO INDUSTRIALE A IDROGENO AL MONDO
Venezia, 12 luglio 2010, inaugurata l’innovativa centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno di Fusina (Venezia).
Produrrà energia ”pulita” pari al fabbisogno annuale di 20.000 famiglie, evitando emissioni di CO2 per oltre 17.000 tonnellate l’anno.
L’impianto, il primo al mondo di questo tipo di dimensioni industriali, ha una potenza di 16 mw totali. Consiste in un ciclo combinato alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore, sviluppando una potenza di circa 12 Megawatt (MW). Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 MW.
La centrale, che utilizza 1,3 tonnellate di idrogeno all'ora, ha un rendimento elettrico complessivo pari a circa il 42%, è sostanzialmente priva di emissioni di ogni tipo. L’energia prodotta, pari a circa 60 milioni di chilowattora l’anno, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di 20.000 famiglie, evitando di rilasciare in atmosfera di oltre 17.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2).
L'impianto, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro, sorge nell’area della centrale Enel “Andrea Palladio” adiacente al Petrolchimico di Porto Marghera (Venezia) dal quale riceve l’idrogeno generato come by-product del ciclo produttivo. L’impianto sperimentale ad altissima efficienza si colloca nell’ambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 su iniziativa dell’Unione Industriali di Venezia, con il sostegno della Regione Veneto e del Ministero dell’Ambiente per circa 4 milioni di euro, allo scopo di promuovere nell’area di Porto Marghera lo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie dell’idrogeno nel settore del trasporto e della generazione.
Green City Energy, Terreni (Unipi): «Fotovoltaico sui tetti, no parchi solari»
Analisi critica e approfondita di Pierangelo Terreni sul presente e le possibilità del fotovoltaico ieri a Green City Energy. Il preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa ha analizzato davanti ad una vasta platea la situazione attuale della ricerca sul fotovoltaico e ne ha esplorato le possibilità future.
Partendo dall'assunto per cui ogni nazione ha bisogno e richiede energia, Terreni, ha introdotto il suo intervento con un'analisi della convenienza di poter attingere da più fonti così da garantire un approvvigionamento stabile di energia, riducendo il rischio di vedersene privati.
Tra le fonti da cui è possibile ricavare energia le rinnovabili nei prossimi anni giocheranno un ruolo importantissimo, grazie a due fattori che si faranno sempre più sentire: la loro inesauribilità ma sopratutto il loro lato non inquinante. In questo panorama, che dovrà riunire al suo interno varietà di fonti e grande produzione energetica da risorse rinnovabili, il solare non potrà che giocare un ruolo centrale, il sole è una risorsa di energia inesauribile ma non siamo ancora in grado di incanalare a pieno la sua potenza.
Fonti energetiche rinnovabili, gli obiettivi del Governo per il 2020
Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni europee: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico, in base a quanto previsto dalla direttiva 2009/28/CE.Da oggi parte la nuova tariffa bioraria per l'elettricita'
Si annuncia come una rivoluzione a favore dei consumatori, ma l'insidia si nasconde dietro l'angolo.
Da oggi per oltre 4 milioni di famiglie il costo dell'energia elettrica sarà calcolato in base alle nuove tariffe biorarie : più convenienti la sera, la notte e i festivi e più alte nel corso della giornata, quando domanda e costo dell'elettricità sono effettivamente più elevati. Come spiegato dall'Autorità per l'energia e il gas, grande "sponsor" del cambiamento, si tratta di un provvedimento dettato dalla necessità di imporre criteri di equità nei pagamenti. "I prezzi biorari - spiegano dall'Authority - consentono di pagare l'elettricità consumata nei diversi momenti al suo giusto valore: fino ad oggi, invece, con un unico prezzo indifferenziato, chi usava l'elettricità nelle ore a basso prezzo pagava anche una parte dei costi di chi consuma nelle ore più costose".
Oltre a importanti benefici in termini ambientali, finita la fase transitoria fissata in 18 mesi, la novità, adottando comportamenti virtuosi, offre alle famiglie anche opportunità di risparmio. A quel punto la differenza di prezzo passerà infatti dall'attuale 10% a oltre il 40%. Per cogliere questa possibilità occorre però capire bene il meccanismo che regola la bioraria. Per questo, in soccorso dei consumatori, è scesa in campo la rivista Altroconsumo, mettendo a disposizione l'elaborazione di profili tipo dei consumi casalinghi che evidenziano risparmi o maggiori costi rispetto alla tariffa bioraria e un "calcolatore" consultabile online per scegliere le offerte commerciali che meglio si adattano alle esigenze di consumo degli utenti.
"È importante sottolineare - spiegano dalla redazione della rivista distribuita in abbonamento e consultabile sul web - che la nuova tariffa non sarà l'ideale per tutti: sarà più vantaggiosa per chi ha abitudini di consumo notturne, penalizzando però chi usa l'energia elettrica durante il giorno". In quest'ultima categoria il caso esaminato da Altroconsumo è quello di una famiglia di pensionati con scaldabagno elettrico. "Si tratta di persone che sono a casa anche di giorno e hanno un elettrodomestico, come lo scaldabagno, che consuma molto. Sulla base delle nostre simulazioni la percentuale dei consumi annui effettuati nelle ore di punta è pari al 46%. L'aggravio di spesa per i consumatori non sarà importante: circa 3 euro. La bioraria, quindi, non darà problemi dal punto di vista economico".
La stessa famiglia "approfittando della bioraria per imparare a migliorare il nostro comportamento nei consumi di energia potrebbe ridurre i consumi nella fascia di punta del 15%, utilizzando lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro e aspirapolvere solo nelle ore in cui la corrente costa meno". Risparmi più consistenti possono essere colti scegliendo tra le offerte del mercato libero, ma il mensile mette in guardia dalla pubblicità ingannevole. "Sono centinaia - ricordano da Altroconsumo - le denunce che ci sono pervenute da consumatori allettati dal messaggio di convenienza della tariffa di operatori che comunicano solo la componente del prezzo dell'energia, voce che costituisce però solo il 55% dell'importo totale della tariffa che il consumatore trova in bolletta". Il grosso della nostra spesa energetica è composta infatti da tasse e canone pagato per il servizio.
Fonte repubblica.it
Bruxelles introduce la certificazione di sostenibilità lungo la filiera di produzione dei biocarburanti: ma l'adesione è volonta
Anche se in modo un po'contorto l'Europa introduce di fatto la certificazione lungo la filiera di produzione dei biocarburanti. Si tratta di una certificazione di sostenibilità introdotta dalla Commissione europea a cui potranno fare ricorso in modo volontario industre, governi, Ong. In realtà si tratta di una certificazione "semi-volontaria" perché i biocarburanti non etichettati sostenibili, potranno essere prodotti, importati, venduti, ma non verranno calcolati nel quantitativo che ogni Paese deve utilizzare per essere in linea con la direttiva sulle rinnovabili. Si ricorda che gli stati membri si sono impegnati a usare, entro il 2020, il 10% dei carburanti utilizzati nei trasporti prodotti a partire da fonti di energia rinnovabile e i sussidi, ancora indispensabili per sostenere il mercato, saranno destinati solo ai carburanti verdi che rientrano nei parametri comunitari.
Alce, tagliati i certificati verdi
Ci sono forti preoccupazioni sul futuro di Alce, che investono lo stabilimento attuale e il progetto di conversione in centrale a biomasse: la minaccia è rappresentata dai correttivi alla finanziaria 2010, la manovra che il governo ha approvato nei giorni scorsi dove un articolo, il numero 45, abolisce in pratica i certificati verdi (contributi per l’utilizzo di fonti rinnovabili, ndr), che avrebbero portato - secondo il progetto per il quale è agli sgoccioli l’iter autorizzativo della Provincia - da 14 a 20 milioni annui ad Alce, e per la durata di quindici anni. Con il venir meno dei certificati, svanirà una grossa fetta di entrate per l’azienda, che - una volta venisse realizzata la centrale - percepirebbe i soli ricavi derivanti dalla vendita di energia elettrica. «Le preoccupazioni ci sono. Sarebbe da illusi non averle - non nasconde l’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini.
L’azienda si è riservata di valutare meglio le ricadute del provvedimento sul progetto della centrale. Ma per ora ha confermato l’intenzione di procedere con i suoi piani produttivi». «Il pericolo per Alce esiste, è reale - commenta anche Walter Fattore (Fistel Cisl) -. Sia per il sito produttivo attuale, che comunque beneficia di certificati verdi per l’utilizzo del cippato, che per il progetto della centrale. Le banche, da parte loro, potrebbero ritenere il progetto non più interessante e non finanziarlo».
Riparte il tannino. La congiuntura si fa sempre più complicata per Alce, ma una buona notizia - anche se temporanea - c’è. Riguarda la ripresa, per alcune settimane, della lavorazione del tannino. Un riavvio di attività che coinvolgerà, a rotazione, 50 dipendenti sugli 89 attualmente in forza all’azienda. L’accordo c’è già, stretto da Alce, Rsu, sindacati e Provincia. «Un segnale positivo - commenta l’assessore Bambini -, che fa ben sperare per gli operai attualmente in cassa integrazione».
La produzione riprenderà a breve per alcune settimane, per poi fermarsi e ripartire a settembre: questi, secondo informazioni raccolte, sarebbero i piani. Ma anche questa ripartenza sarebbe dettata da una necessità: «Se la produzione del tannino si ferma per oltre sei mesi, i relativi certificati verdi vengono meno», dice Fattore. Aree dismesse. Proseguono - fa sapere la Provincia - i contatti per utilizzare le aree dismesse del complesso Alce di Fornoli per altre attività produttive, in modo da consentire una ricollocazione dei lavoratori che resteranno in esubero rispetto all’attività prevista nel progetto dell’Alce. Teleriscaldamento.
Sempre guardando al futuro, l’assessore Bambini ha convocato per domattina un incontro con il sindaco Giancarlo Donati, rappresentanti di Alce e di Gesam per valutare la possibilità di usare l’energia termica prodotta dallo stabilimento per un impianto di teleriscaldamento. Iter autorizzativo. Sembra quasi scontato che il parere della Provincia alla centrale a biomasse sarà positivo. I 180 giorni dalla presentazione della richiesta di autorizzazione stanno per scadere e quindi presto arriverà il pronunciamento ufficiale. È lo stesso Bambini a confermare che «nel corso dell’ultima conferenza dei servizi sul progetto di Alce è stata raccolta una serie di pareri solo positivi, anche se con prescrizioni molto restrittive»
il Tirreno — 06 giugno 2010 pagina 13 sezione: LUCCA
1.200 MW fotovoltaici in Italia nel 2009
Il GSE presenta i dati sulle capacità del fotovoltaico in Italia. Con 40mila impianti per circa 724 MW di potenza installata nel 2009 il fotovoltaico in Italia ha raggiunto una capacità cumulativa di circa 1.142 MW alla fine dello scorso anno, con oltre 71mila impianti realizzati. Questi sono alcuni dei dati presentati all’Italian Pv summit 2010 di Verona da Gerardo Montanino, direttore operativo del Gse (Gestore servizi energetici), l’ente che cura tutta la macchina del Conto energia in Italia.
Montanino ha spiegato che le nostre tariffe incentivanti si mantengono su livelli molto elevati, se considerate per l’intero periodo di validità, e in base al buon livello di insolazione del nostro paese. “Si è provato a compararle con quelle di altri paesi europei – ha approfondito il direttore – e si è potuto valutare che, per i piccoli impianti residenziali fino a 3 KW, fatto 100 il reddito guadagnato in Italia, quello ottenibile con le tariffe tedesche è della metà, in Spagna è di 76 e in Francia è di 58,6. Se si portano invece a confronto gli impianti commerciali sopra i 20 KW di potenza, questo rapporto non differisce di molto, a eccezione della Spagna che è poco sotto al nostro paese, mentre in Germania il valore si attesta intorno a 43,3 e in Francia a 65,4”.
Secondo Montanino, addirittura, la prossima riduzione degli incentivi prevista a partire dal gennaio 2011 darà una accelerazione alle installazioni nel 2010, soprattutto nella seconda parte dell’anno. “Crediamo che a fine 2010 arriveremo in Italia a 2.500 MW – ha pronosticato – con un totale di almeno 130mila impianti fotovoltaici e una produzione annuale che si attesterà intorno ai 2 miliardi di chilowattora”.
Fonte: www.e-gazette.it
Via libera della Provincia all'impianto a biomasse dell'Alce
La Provincia dà il suo ok alla realizzazione all'impianto a biomasse all'Alce. La Conferenza di Servizi che si è riunita stamani , a Palazzo Ducale, per esaminare la richiesta di autorizzazione unica dell’Impianto di produzione di energia elettrica con combustione di legno presentata dall’Alce spa, a conclusione di un periodo di sei mesi di lavori, ha espresso parere favorevole all’autorizzazione unica per la realizzazione e gestione dell’impianto.
La Conferenza ha carattere decisorio e ha espresso il proprio parere, raccogliendo il parere favorevole unanime di tutti i membri e le relative prescrizioni, in virtù del quale la Provincia provvederà al rilascio dell’atto di autorizzazione.
La Conferenza, inoltre, ha inserito condizioni e prescrizioni mirate a garantire la massima tutela ambientale possibile, compatibilmente con le disposizioni legislative vigenti quali, ad esempio, i limiti alle emissioni molto più restrittivi di quelli di legge, l’inserimento di sistemi di abbattimento spinti anche nei confronti del particolato fine e l’inserimento di controlli di processo per la limitazione della potenzialità massima di alimentazione della centrale con solo legno.
Fonte loschermo.it
Le entrate della centrale che non c è
Fa discutere l’inserimento nel bilancio di previsione 2010 di 70mila euro provenienti dall’impianto a biomasse in progetto a Zinepri. È emerso dall’ultimo consiglio comunale. «Si può approvare - si chiede il capogruppo di “Gallicano Compatta e Solidale” Daniele Venturini - un bilancio con tanti usi del condizionale?». «Ci sono 70mila euro previsti fra le entrate e non c’è l’impianto, nemmeno l’approvazione della Provincia», continua. «Quello delle biomasse è un progetto in cui la maggioranza crede. L’impianto è importante sia per l’ambiente che per far risparmiare le famiglie con il teleriscaldamento», replica il capogruppo di maggioranza Ardelio Pellegrinotti.
Pellegrinotti e il vicesindaco Egidio Nardini rassicurano il consigliere di minoranza Daniele Saisi (“Gallicano c’è”) sui dubbi sollevati dalla notizia dell’uso di Cdr (combustibile da rifiuti) da parte della centrale a biomasse di Scarlino: «L’impianto di Gallicano utilizzerà solo biomasse vergini. L’iter è in una fase autorizzativa che si concluderà il 24 maggio».
Venturini, riferendosi al circolo di crediti e debiti che vede coinvolti Comune, Gaia spa e Se.Ver.A spa («Il comune deve riscuotere milioni di euro da Gaia e pagarne altrettanti a Se.Ver.A»), parla di scarsa lungimiranza politica e di scelte sbagliate. «Sono crediti esigibili, i soldi non mancano - si difende il sindaco Maria Stella Adami -. Il percorso del Comune ha consentito, con Se.Ver.A, una raccolta rifiuti sul territorio»
Fonte iltirreno.it - Claudia Ponziani

