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Case ed efficienza energetica, i magri progressi dell'Italia rispetto agli altri

Nel nostro paese dal 10 anni i consumi di energia per abitazione si sono ridotti solo del 2,6%: oltre 4 volte meno della media europea. In un grafico la variazione del consumo totale, elettrico e del riscaldamento, per abitazione nel periodo 2000-2009.

 

In questo grafico, fonte Enea su dati Eurostat, la variazione  del consumo totale, elettrico e del riscaldamento, per abitazione nel periodo 2000-2009.

 

Nel 2009 il consumo energetico del settore residenziale nel nostro paese è stato di 26,0 Mtep, con un incremento del 3,2% rispetto al 2008. Il consumo di energia per abitazione mostra una riduzione del 2,6% del valore 2009 rispetto al 2000. Questo dato è notevolmente al di sotto della corrispondente variazione per la UE27 che risulta essere di -11,7% e delle riduzioni ottenute da Germania, Francia e Regno Unito.

Meglio degli altri in genere l'Italia ha fatto sul consumo elettrico per abitazione. Nel periodo considerato, si legge nell'ultimo rapporto Enea ha registrato una modesta riduzione (-1,8%), conseguenza dell’acquisto e utilizzo da parte dei consumatori di apparecchi elettrici più efficienti.

Il consumo termico per abitazione invece è leggermente aumentato, al contrario di quanto verificatosi per la maggior parte dei Paesi europei.

 

FOnte http://www.qualenergia.it/articoli/20120124-case-efficienza-energetica-edifici-Italia-Europa-variazione-2000-2009

Quanto conviene un piccolo impianto fotovoltaico?

Il 2011 è stato un anno turbolento per il fotovoltaico italiano. Il mercato è cresciuto, i prezzi sono scesi, ma i consumatori sono ancora confusi. Per questo, con l'anno nuovo, Qualenergia.it prova a fare un po' di chiarezza, fornendo alcuni semplici dati grazie a un rapido sondaggio realizzato tra alcuni installatori italiani.

Con i prezzi e gli incentivi attuali quanto rende investire in un piccolo impianto fotovoltaico? Siamo riusciti a desumere alcune ipotesi di investimento in varie zone della Penisola per due tipologia di impianti FV: 3 e 20 kWp. I risultati confermano che il fotovoltaico resta ancora un ottimo investimento.

Come sappiamo, con la nuova versione del conto energia entrata in vigore lo scorso maggio (qui la sintesi), la quota di incentivo per kWh prodotto diminuirà progressivamente fino al 2016. Per gli impianti domestici da 3 kW sugli edifici, nel corso del 2012 gli incentivi previsti dal quarto conto energia andranno dagli 0,274 euro per kWh di inizio anno agli 0,252 €/kWh del secondo semestre; per quelli da 20 kW, sempre su tetto, il premio nei primi 6 mesi di quest’anno sarà di 0,233 €/kWh e nel secondo semestre 0,206 €/kWh.

Ma anche i prezzi in questo ultimo anno sono scesi tantissimo: per dare un’idea, il valore di mercato di un modulo FV cristallino di basso costo a novembre 2010 era attorno a 1,60 €/Wp; ora ci sono prodotti venduti anche sotto 0,90 €/W. Un crollo di prezzo che ovviamente si riflette sul costo totale degli impianti, sul quale i moduli pesano per circa il 45%.

Per i consumatori ciò significa che, seppure con una diminuzione degli incentivi, il fotovoltaico è ancora un investimento interessante con tempi di ritorno piuttosto rapidi. Lo mostrano bene le ipotesi di investimento che abbiamo ottenuto consultando diversi installatori. Come detto, si tratta di preventivi per impianti da 3 e da 20 kW installati al Nord, al Centro e al Sud Italia che ipotizziamo possano entrare in esercizio nel primo semestre del 2012.

I costi medi per kWp installato che abbiamo rilevato si aggirano intorno a 3.400 € per gli impianti da 3 kWp e scendono fino a 2.500 per impianti da 20 kWp. Con una producibilità, variabile in base allla località di installazione, avremo a Milano impianti che produrranno circa 1.200 kWh annui per kWp installato, a Roma circa 1.450, mentre a Palermo arriveranno anche fino a 1.600.

Con gli incentivi del primo semestre 2012 e con la sovrapproduzione pagata 13-14 centesimi per kWh immesso in rete (ipotesi), considerati i consumi medi di una famiglia italiana e i conseguenti risparmi in bolletta, si possono stimare tempi medi di rientro dell'investimento molto più rapidi dei 9 anni che le aziende valutano solo nel 2009.

Per impianti da 3 kWp, mediamente i tempi di ritorno dell'investimento si aggirano intorno ai 5 anni e mezzo; al Sud si riesce a scendere fino a 4 e mezzo. Secondo i preventivi più economici bastano invece 5 anni per rientrare dell'investimento per un impianto da 20 kWp a Milano e addirittura sarebbero sufficienti meno di 4 anni a Palermo.

Facciamo qualche esempio. Consideriamo un impianto da 3 kWp (con scambio sul posto), il cui costo - secondo un preventivo che si colloca nella fascia di mezzo - ammonta a 10.150 € (Iva inclusa 10%), interamente pagato con capitale proprio. AMilano con una resa di 3.648 kWh/anno, l'impianto FV frutterebbe di incentivi 1.098,21 €/anno circa, da sommare a 510,80 € di risparmio in bolletta, per un totale di circa 1.609 €/anno. L’investimento si ripagherebbe in 6,3 anni e nei 20 anni di durata dell’incentivo si avrebbero benefici economici per 32.180 €: un guadagno netto di oltre 22mila euro, cui va aggiunto il risparmio in bolletta di cui si potrà usufruire nella restante vita utile dell’impianto (25-30 anni), oltre il periodo incentivato (vedi sotto).

 

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Clicca qui per leggere l'articolo completo http://www.qualenergia.it/articoli/20120122-quanto-conviene-un-piccolo-impianto-fotovoltaico

Biocarburanti, è la fine di un boom?

fotoUna battuta d'arresto senza precedenti per la crescita dei biocarburanti: nel 2011 per la prima volta si è prodotto meno biofuel rispetto all'anno precedente. Lo mostrano chiaramente i dati dell'ultimo Oil Market Report dell' International Energy Agency (vedi tabella sotto e report allegato, biocarburanti a pagina 30). La stima della produzione nell'anno appena concluso è scesa, arrivando a 1.819 migliaia di barili al giorno, contro i 1.822 migliaia del 2010.

 

E' la prima volta che questo accade dopo 10 anni di espansione ininterrotta e anche le ultime prospettive di crescita dipinte dalla IEA sono ridimensionate (vedi secondo grafico). Secondo l'Agenzia la produzione mondiale dal 2011 al 2015 crescerà di 0,4 milioni di barili al giorno, mentre dal 2006 al 2010 era aumentata di 1 milione di barili al giorno.

 

Diverse le cause. In Brasile, secondo produttore mondiale, la produzione è stata influenzata da un raccolto magro di canna da zucchero e un prezzo dello zucchero piuttosto elevato. Negli Usa, maggior produttore mondiale, il mercato è saturo e dal 1 gennaio 2012 sono anche stati eliminati gli sgravi fiscali che da 30 anni supportavano il settore. In Europa l'industria deve fare i conti con glialti prezzi delle materie prime e la concorrenza estera: nel 2011 produzione in calo sia in Italia che in Spagna. La Cina ha ridimensionato i suoi progetti nel settore per timore dell'impatto che avrebbero sul prezzo dei generi alimentari.

“I biocarburanti sono vittime del loro stesso successo”, è la lettura che danno alcuni (come Damian Carrington sul Guardian). La ragione principale della battuta d'arresto infatti è la crescita di prezzo delle materie prime, che servono anche a scopo alimentare. E l'impennata del prezzo di cereali, zucchero e olii vegetali a sua volta è dovuta alla crescita della produzione di biocarburanti: ad esempio negli Usa il 40% del mais finisce nei serbatoi e la correlazione tra fame nel mondo e biofuel è stata denunciata da tempo dalle fonti più autorevoli

 

Fonte http://www.qualenergia.it/articoli/20120112-biocarburanti-fine-di-un-boom

2011: anno record per le installazioni di fotovoltaico in Toscana

 

Secondo alcuni sondaggi agli italiani piacciono le energie rinnovabili e vedono il solare come fonte energetica per il futuro. I dati reali forniti da Enel per la Toscana confermano che il solare già oggi è una fonte di energia in rapida ascesa e particolarmente apprezzata da cittadini e imprese.
Infatti il 2011 ha fatto registrare un dato record di nuovi impianti fotovoltaici nella nostra Regione: sono 8.347 i nuovi impianti di privati, enti o pubbliche amministrazione che Enel ha allacciato alla rete elettrica sul territorio regionale, più del doppio dello scorso anno quando furono 4.000.
Enel specifica che le centrali, che producono elettricità grazie al sole, vanno da una potenza installata minima di 1 kw ad un massimo di 10 MW. Per la maggior parte si tratta di impianti di taglia piccola e media dai 3 ai 20 kw, la cui quantità è pari al 59,54% del totale delle attivazioni, ma sono stati anche allacciati impianti di taglia maggiore, da 1 MW o più, corrispondenti solo allo 0,66 % rispetto al totale degli allacci, ma al 32% in quanto a potenza installata.
«In totale, grazie all'energia proveniente dal sole, all'inizio del 2011 la Toscana si è arricchita di 337 MW di energie rinnovabili, in grado di coprire il fabbisogno energetico di oltre 160.000 famiglie- informano da Enel- Le province, che hanno fatto registrare un incremento significativo sia per numero di nuove connessioni alla rete che per potenza installata, sono quelle di Arezzo, Pisa e Firenze, tutte con più di 1.000 connessioni.
Arezzo spicca anche per potenza installata con 73 MW, seguono Pisa con 38,51, Grosseto con 38,14, Prato con 34,83 e poi tutte le altre province con ottimi numeri». Il fotovoltaico, è passato da i 68 MW installati nel 2010 ai 337 del 2011, il miglior risultato di sempre registrato in Toscana sia in termini numerici che di potenza, un exploit che consente alla Regione di compiere un considerevole salto in avanti nell'approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile.

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Secondo alcuni sondaggi agli italiani piacciono le energie rinnovabili e vedono il solare come fonte energetica per il futuro. I dati reali forniti da Enel per la Toscana confermano che il solare già oggi è una fonte di energia in rapida ascesa e particolarmente apprezzata da cittadini e imprese.

 

Infatti il 2011 ha fatto registrare un dato record di nuovi impianti fotovoltaici nella nostra Regione: sono 8.347 i nuovi impianti di privati, enti o pubbliche amministrazione che Enel ha allacciato alla rete elettrica sul territorio regionale, più del doppio dello scorso anno quando furono 4.000.

 

Enel specifica che le centrali, che producono elettricità grazie al sole, vanno da una potenza installata minima di 1 kw ad un massimo di 10 MW. Per la maggior parte si tratta di impianti di taglia piccola e media dai 3 ai 20 kw, la cui quantità è pari al 59,54% del totale delle attivazioni, ma sono stati anche allacciati impianti di taglia maggiore, da 1 MW o più, corrispondenti solo allo 0,66 % rispetto al totale degli allacci, ma al 32% in quanto a potenza installata.

 

«In totale, grazie all'energia proveniente dal sole, all'inizio del 2011 la Toscana si è arricchita di 337 MW di energie rinnovabili, in grado di coprire il fabbisogno energetico di oltre 160.000 famiglie- informano da Enel- Le province, che hanno fatto registrare un incremento significativo sia per numero di nuove connessioni alla rete che per potenza installata, sono quelle di Arezzo, Pisa e Firenze, tutte con più di 1.000 connessioni.

 

Arezzo spicca anche per potenza installata con 73 MW, seguono Pisa con 38,51, Grosseto con 38,14, Prato con 34,83 e poi tutte le altre province con ottimi numeri». Il fotovoltaico, è passato da i 68 MW installati nel 2010 ai 337 del 2011, il miglior risultato di sempre registrato in Toscana sia in termini numerici che di potenza, un exploit che consente alla Regione di compiere un considerevole salto in avanti nell'approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile.

 

 

Fonte http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14010&mod=greentoscana

Geotermia in Italia. Funzionamento ed analisi dei costi

fotoNegli ultimi decenni le trasformazioni climatiche hanno acceso i dibattiti a livello internazionale, e le politiche energetiche sono sempre più orientate verso un’impronta sostenibile. La consapevolezza degli enormi danni che l’attività umana ha provocato all’ambiente ci ha spinto a rimediare con numerose conquiste in campo tecnologico, utilizzando fonti energetiche rinnovabili: il fotovoltaico, il solare termico, l’eolico e il geotermico. Nonostante i miglioramenti in campo normativo e la garanzia che si tratti di sistemi collaudati e affidabili, queste tecnologie stentano ad avere uno slancio consistente. Come nel caso della geotermia, che rappresenta solo 1,8% (ISTAT) dell’energia prodotta annualmente in Italia.

LA GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA
La geotermia si avvale delle temperature del sottosuolo che, a partire dai 15 metri di profondità, si mantengono costanti tra i 10-15 °C, non risentendo delle variazioni esterne stagionali. Per usufruire della geotermia a bassa entalpia, si utilizzano delle sonde che penetrano nel terreno e ne sfruttano il calore invernale. In estate invece, il fluido che scorre all’interno delle sonde cede calore al terreno, che si troverà a temperature inferiori di quelle esterne.

COME FUNZIONA UNA POMPA DI CALORE GEOTERMICA
L’impianto geotermico è composto sostanzialmente da tre circuiti chiusi che interagisco in maniera simbiotica:
Le sonde
Le sonde geotermiche sono composte da tubi in polietilene reticolato contenente liquido termovettore. Possono essere disposte nel terreno sia in maniera orizzontale (ma questo necessita di molto spazio del circondario dell’abitazione), che verticale fino ad una profondità di circa 150 metri. Il liquido contenuto nelle sonde, compiendo un movimento circolare, trasmette il calore ricevuto dal terreno al circuito della pompa di calore.
La pompa di calore
La pompa di calore è composta da un serbatoio di gas che, se compresso, raggiunge temperature elevate. Questo gas fornisce l’energia necessaria all’impianto di riscaldamento e di acqua calda, per poi continuare il suo percorso di raffreddamento prima di cominciare nuovamente la sua compressione.
L’impianto di riscaldamento e per l’acs
L’impianto di riscaldamento e di acqua calda riceve il calore sufficiente mediante un circuito di scambio. Per il raffrescamento durante il periodo estivo è necessario invertire il percorso dei fluidi e del gas.

APPLICAZIONE CONCRETA E COSTI
Al fine di offrire dei dati più accurati riguardo il dimensionamento e i costi di realizzazione e gestione di un impianto, ci siamo avvalsi anche del parere dell’Ing. Donato Russo, che si occupa da anni di impianti geotermici:
“In linea generale, il dimensionamento di una pompa geotermica dipende dal fabbisogno energetico di un’abitazione. Per esempio, si può considerare una potenza di 5 kW ogni 100 metri di sonda, ma questo è un parametro che varia a seconda della consistenza del terreno e della presenza di acqua di falda. Analizzando i parametri di dispersione termica di un immobile di 115 mq di nuova costruzione, possiamo arrivare ad un valore di 5,8 kW giornaliero.

Di seguito andremo ad analizzare i costi iniziali e di gestione per il suddetto immobile, prendendo come riferimento tre impianti: quello tradizionale, quello geotermico e infine la pompa di calore aria/acqua (utile quando le condizioni del terreno o la presenza di vincoli di tutela idrogeologici non consentano l’uso del geotermico).

I costi iniziali di istallazione di un impianto di tipo tradizionale, composto da caldaia a condensazione e condizionatore, sono di circa 10.000 euro complessivi.
Generico Per una pompa di calore geotermica completa sono invece di 20.000 euro.
Generico Per un pompa di calore aria/acqua che utilizza lo stesso criterio del geotermico, ma con l’aria esterna, si ha un costo iniziale di 14.000 euro. Questi ultimi, seppure risultano avere un corposo investimento iniziale, sono ben ammortizzati nel tempo se consideriamo i costi di gestione e manutenzione nei vent’anni successivi.

Infatti, per l’ impianto tradizionale abbiamo un costo di gestione annuale di 1.500 €, che diventeranno 46.000 euro alla fine del ventennio.
La nota dolente da considerare nel caso delle pompe di calore geotermico ad aria/acqua, consiste nell’utilizzo di elettricità proveniente da fonti non rinnovabili. Nella peggiore delle ipotesi alla fine del ventennio i costi di gestione per entrambi, sarebbero sotto i 35.000 €. Se il loro approvvigionamento provenisse da fonti rinnovabili, essi risulterebbero pressoché nulli.”

I VANTAGGI NELL’UTILIZZO DI UNA POMPA DI CALORE GEOTERMICA
L’utilizzo di un impianto geotermico porta notevoli benefici. Primo tra tutti una drastica riduzione annua di CO2. Si passa da 1,10 kg per la caldaia a 0,55 kg nel caso in cui l’impianto geotermico dipendesse da energia elettrica non rinnovabile. La possibilità di usufruire degli incentivi statali con detrazioni del 55%. Una maggiore affidabilità dal punto di vista della sicurezza. Un generatore unico per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda. In certi casi è anche possibile l’utilizzo di un software innovativo per l’accensione e lo spegnimento a distanza, e il monitoraggio continuo dei dati (utile per rintracciare le cause di malfunzionamenti).

In Italia la mancanza di una normativa specifica e i costi d’investimento elevati, hanno rallentato la diffusione di questa tecnologia, in controtendenza rispetto a paesi come l’Islanda, la Germania e la Svezia che hanno invece colto questa imperdibile occasione stimando una crescita di installazioni del 40% negli ultimi anni.

L’utilizzo delle pompe di calore geotermico, assieme alle altre fonti rinnovabili, diventerà presto sempre più necessario e obbligatorio, e il nostro paese non può permettersi di rimanere indietro.
Giuditta Liberio

 

Aiuta i Comitati a sostenere le spese per i ricorsi al Tar contro la centrale a Biomasse di Gallicano

I Comitati Ambiente della zona, insieme a privati cittadini e ad alcune aziende di Gallicano,  si stanno battendo nei tribunali amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) contro l'autorizzazione concessa alla società Feu De Bois, per la realizzazione di un impianto a Biomasse di potenza 1Mw elettrico nel comune di Gallicano (loc.Zinepri).


Le spese legali da sostenere sono consistenti per dei singoli privati cittadini. Il momento non è certo dei migliori per chiedere dei soldi, ma consideriamo giusto appoggiare ed aiutare chi sta portando avanti da mesi questa lotta.

 

Invitiamo, chiunque creda che questa sia una battaglia giusta e che la costruzione dell'impianto sia una scelta sbagliata e dannosa,  a donare anche una piccola cifra per sostenere la causa: basta cliccare sul pulsante che vedete qui sotto e seguire le istruzioni.

 

Biomasse o il furto di terre ?

Presentato il progetto di una centrale ad olio vegetale a Ravenna

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Dopo aver ritirato il progetto di una centrale a biomasse da 30MW simile a quella che  PowerCrop  vorrebbe costruire a Russi e per non portare a casa un diniego, la PAER, Società appartenente alla “galassia” della Tampieri Financial Group e il cui amministratore delegato è lo stesso Giovanni Tampieri, pare abbia presentato il progetto di una centrale a biomasse ad olio vegetale che dovrebbe essere costruita  nei pressi o addirittura all’interno dell’Azienda “Biologica Marani”

 

Un ulteriore progetto da poco meno di 1 MW che gode di procedura “semplificata” espletabile da parte della Provincia, un  ulteriore progetto che con le emissioni dei suoi motori  finirà per ammorbare ulteriormente la già compromessa  situazione dell’aria della nostra provincia, un impianto costruito in nome dei  grandi profitti derivanti dalla produzione e vendita dell’energia.

 

Ormai è un dato di fatto  che a livello nazionale non vi possono essere biomasse sufficienti per sfamare questo tipo di impianti  che a centinaia vengono presentati ovunque da imprenditori che ora non esitano a varcare i confini nazionali,  sbarcare in paesi sottosviluppati per acquisire o affittare a prezzi irrisori il terreno per la produzioni agricole a scopo a scopo energetico.

 

E’ accaduto anche ad una delle società di Tampieri  che, per  circa 2 (due) euro  di affitto all’anno all’ettaro, pare abbia sottoscritto un contratto per  20000 ettari di terreno in Senegal per produrre girasole, materia prima a basso costo,  che, come affermato dallo stesso Tampieri in una intervista,  potrebbe essere trasformato in carburante per alimentare  con ogni probabilità i nuovi motori ad olio vegetale, che vanno ad aggiungersi  alla centrale a combustione divenuta ormai simbolo della città di Faenza, quasi offuscando la storica produzione di ceramica artistica.

 

Ma come verrà giustificata la filiera corta del combustibile per il nuovo impianto PAER?

 

La corsa alle biomasse sta portando  ad un fenomeno ormai globale noto come “land grab”, accaparramento di terre, ed avrà lo stesso impatto che la produzione di biocarburanti ha avuto sulle foreste tropicali, divorando terreni agricoli destinati alla produzione del cibo.

Comunicato del Comitato Ambiente e salute di Gallicano su impianto a Biomasse di Gallicano

Riceviamo e pubblichiamo

 

I tragici  eventi alluvionali di poche settimane fa in Liguria e Toscana  e adesso anche in Sicilia e Calabria hanno evidenziato che la mancanza di riguardo nei confronti dell’ambiente è causa di sciagure evidenziando ulteriormente l’importanza della tutela dell’ambiente.  Anche se in questa occasione la nostra zona è stata in gran parte risparmiata dagli eventi atmosferici,  ciò non ci esime da prendere provvedimenti adeguati atti a prevenire certi disastri  che potrebbero essere evitati se prima di realizzare nuove opere ci si attenesse al rispetto delle  regole.

 

In proposito Il nostro ringraziamento va ai giudici del TAR della Toscana  che con la loro sentenza  hanno annullato l’autorizzazione improvvidamente rilasciata ad una ditta privata, la Feu de Bois che voleva costruire un grosso impianto  a biomasse in un’area in soggetta a inondazioni ( a Zinepri ci sono stati allagamenti ad esempio negli anni 1966, 2000, 2008, 2009) dove la legge  non solo vieta nuove edificazioni, ma addirittura chiede agli insediamenti consolidati, se possibile,  di delocalizzare ;  infatti  uno dei motivi per  cui  i giudici hanno annullato l’autorizzazione è stato che hanno  rilevato “la violazione della norma dello strumento di pianificazione citato (art. 60 PTC)  la cui finalità è, evidentemente,  quella di salvaguardare il patrimonio edilizio e le attività produttive già esistenti in tale area per le quali non sussistono ragionevoli possibilità di delocalizzazione e non, come invece è accaduto in concreto, quella di permettere la nuova edificazione con l’aumento del carico insediativo nelle aree di pertinenza fluviale”. Indubbiamente i  ricavi economici sono molto importanti, ma noi auspichiamo che le amministrazioni facciano le loro scelte tenendo conto anche delle esigenze di tutela ambientale: non si possono ignorare le conseguenze che potrebbero derivare dalla furia di un fiume in piena.

 

Gallicano, 26 novembre 2011            Comitato Ambiente e Salute di Gallicano

Variazione in Europa della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile

GSE

Attivato impianto fotovoltaico su Piscina Comunali

 

Da alcune settimane è attivo l’impianto fotovoltaico realizzato sulla copertura degli spogliatoi della piscina comunale.
L’impianto fotovoltaico occupa una superficie di 550 mq., è costituito da n. 86 moduli in silicio policristallino attestati su n. 2 inverter posizionati in un locale degli spogliatoi. La potenza è di 19,78 Kw, una producibilità annua attesa di 25.804 Kwh ed i vari parametri sono costantemente monitorati da una centralina dotata di funzioni avanzate.
Per mezzo di tale centralina opportunamente configurata, l’impianto è stato reso visibile da chiunque tramite accesso al seguente indirizzo internet
www.home.solarlog-web.it/5349.html
 Cliccando sul menu di sinistra in “Grafica” oppure “Eventi”, si ha la possibilità di consultare la produzione istantanea e quella storica (giornaliera, mensile ed annuale) ed altri parametri tra i quali la quantità, espressa in kilogrammi, di emissioni di anidride carbonica (CO2) risparmiata, oltre a controllare l’effettivo funzionamento dell’impianto.

 

fotovoltaico piscineDa alcune settimane è attivo l’impianto fotovoltaico realizzato sulla copertura degli spogliatoi della piscina comunale.

 

L’impianto fotovoltaico occupa una superficie di 550 mq., è costituito da n. 86 moduli in silicio policristallino attestati su n. 2 inverter posizionati in un locale degli spogliatoi. La potenza è di 19,78 Kw, una producibilità annua attesa di 25.804 Kwh ed i vari parametri sono costantemente monitorati da una centralina dotata di funzioni avanzate.

 

Per mezzo di tale centralina opportunamente configurata, l’impianto è stato reso visibile da chiunque tramite accesso al seguente indirizzo internet

 

www.home.solarlog-web.it/5349.html

 

 Cliccando sul menu di sinistra in “Grafica” oppure “Eventi”, si ha la possibilità di consultare la produzione istantanea e quella storica (giornaliera, mensile ed annuale) ed altri parametri tra i quali la quantità, espressa in kilogrammi, di emissioni di anidride carbonica (CO2) risparmiata, oltre a controllare l’effettivo funzionamento dell’impianto.

 

 

 

Fonte http://www.comune.gallicano.lu.it/index.php/2011/11/26/impianto-fotovoltaico-piscine-comunali/

Fotovoltaico 2011, siamo il più grande mercato al mondo

Il fotovoltaico mondiale installato nel 2011 si attesterà sui 24 GW contro i 19 del 2010 (+26%). L'Italia ha ormai sorpassato la Germania ed è diventata il primo mercato al mondo per l'anno in corso, ma a livello europeo il fotovoltaico rallenta e, globalmente, nonostante l'aumento delle installazioni degli ultimi 3 mesi i magazzini restano pieni. Sono i dati principali che vengono dalle ultime analisi di mercato: il Q4'11 Database PV Demand IMS Resarch e il European PV Markets Quarterly di Solarbuzz.

Secondo IMS si sta verificando l'impennata delle installazione pronosticata per la seconda metà dell'anno: si stimano infatti oltre 15 GW installati tra luglio a dicembre contro gli 8 GW della prima metà dell'anno.
Una crescita, fa notare la società di consulenza, che non si traduce in aumento della domanda di componenti: la causa sono gli alti livelli di inventario, i magazzini, che per via della sovrapproduzione, erano già pieni. "Nonostante installazioni quasi doppie nella seconda metà dell'anno, la maggior parte dei fornitori non ha visto nessun incremento considerevole negli ordini. La causa appunto sono i livelli elevati delle scorte: i clienti installano moduli e inverter acquistati in precedenza", spiega Ash Sharma, uno degli autori del report. Alcuni mesi fa, IMS Research aveva quantificato le scorte di magazzino accumulate che per i moduli erano addiritttura pari a 10 GW e per gli inverter a 6 GW.
Con la fine del 2011 l'Italia diventa il più grande mercato mondiale del fotovoltaico (considerando ovviamente solo gli impianti effettivamente installati nel 2011, a prescindere dalla data della domanda di connessione). IMS Research dunque considera che in Italia nel 2010 siano stati installati 4,5 GW di nuova capacità e che a fine 2011 le installazioni annuali arrivino a circa 6,8 GW: la fetta più grande del mercato mondiale annuale, il 28%, superando la Germania che si ferma al 25% (vedi grafico ).

 

Secondo IMS si sta verificando l'impennata delle installazione pronosticata per la seconda metà dell'anno: si stimano infatti oltre 15 GW installati tra luglio a dicembre contro gli 8 GW della prima metà dell'anno.

 

Una crescita, fa notare la società di consulenza, che non si traduce in aumento della domanda di componenti: la causa sono gli alti livelli di inventario, i magazzini, che per via della sovrapproduzione, erano già pieni. "Nonostante installazioni quasi doppie nella seconda metà dell'anno, la maggior parte dei fornitori non ha visto nessun incremento considerevole negli ordini. La causa appunto sono i livelli elevati delle scorte: i clienti installano moduli e inverter acquistati in precedenza", spiega Ash Sharma, uno degli autori del report. Alcuni mesi fa, IMS Research aveva quantificato le scorte di magazzino accumulate che per i moduli erano addiritttura pari a 10 GW e per gli inverter a 6 GW.

 

Con la fine del 2011 l'Italia diventa il più grande mercato mondiale del fotovoltaico (considerando ovviamente solo gli impianti effettivamente installati nel 2011, a prescindere dalla data della domanda di connessione). IMS Research dunque considera che in Italia nel 2010 siano stati installati 4,5 GW di nuova capacità e che a fine 2011 le installazioni annuali arrivino a circa 6,8 GW: la fetta più grande del mercato mondiale annuale, il 28%, superando la Germania che si ferma al 25% (vedi grafico ).

 

 

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Clicca qui per leggere l'articolo completo su qualenergia.it

Uscite sentenze sui ricorsi al TAR per la riconversione dell'ALCE in impianto a Biomasse

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Sono state pubblicate le sentenze dei 2 ricorsi al TAR di Firenze, presentate da privati cittadini, aziende e Legambiente Lucca contro la riconversione dell'impianto dell'ALCE di Fornoli, in una centrale a biomasse da 50MW

 

Il primo ricorso, presentato da privati cittadini, non è stato accolto ed è stato dichiara inammissibile per carenza di interesse.

Clicca qui per leggere la sentenza

 

Il secondo presentato da Legambiente, aziende e cittadini è stato dichiarato in parte inammissibile per difetto di interesse dei ricorrenti e, per il resto, lo rigetta.

Burden sharing: ecco il decreto che stabilisce gli obiettivi regionali per l'energia rinnovabile

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Tra venerdì e sabato scorso l'uscente governo italiano, praticamente immobile  in tema di energie rinnovabili, seppur in forte ritardo ha firmato per mano del suo ministro dello Sviluppo due decreti:‹‹quello che dà il via alle nuove aste per la capacità di importazione di elettricità per il 2012 e quello che spartisce tra le regioni la progressione del ricorso alle fonti rinnovabili (vedi immagine, ndr).

 

All'insegna degli obiettivi vincolanti, dei controlli e delle sanzioni progressive: un "richiamo" a partire dal 2014 e un vero commissariamento delle politiche energetiche previsto per le regioni inadempienti dal 2015›› - come riporta stamani il Sole 24 Ore. Si tratta del cosiddetto burden sharing.

Reti intelligenti, Enel: parte da Isernia la rivoluzione "smart"

fotoParte dalla Provincia di Isernia, in Molise, la rivoluzione "smart" del Belpaese. Qui Enel Distribuzione ha avviato la prima rete elettrica "intelligente" in Italia e una delle prime a livello europeo. L'intervento, che ha comportato un investimento complessivo di 10 milioni di euro, permetterà di regolare in modo ottimale il flusso bidirezionale di energia elettrica dovuto alla produzione da impianti a fonti rinnovabili sulle reti di bassa e media tensione e abiliterà nuovi usi dell'energia. Si tratta di un test completo in cui saranno coinvolte alcune migliaia di clienti. 

 

La tecnologia per la "smart grid" pilota che fa capo alla Cabina Primaria di Carpinone include infatti i sistemi di previsione sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e abilita l'interazione con i produttori per la regolazione avanzata dei flussi sulla rete, nonché lo stoccaggio dell'energia grazie a batterie agli ioni di litio, della potenza di 0,7 MW (0,5 MWh), per la modulazione dei flussi di energia. Insieme alla rete intelligente pilota saranno inoltre testate colonnine per la ricarica di vetture elettriche e, in ambito domestico, dispositivi che permettono agli utenti di verificare istantaneamente l'andamento dei consumi.

 
Numerosi i vantaggi offerti da questi network elettrici all'avanguardia: dalla possibilità per gli utenti di usufruire di soluzioni ritagliate sui loro bisogni, che permettono di consumare elettricità quando è più conveniente e di tagliare i consumi laddove non è necessario, all'opportunità di coordinare in maniera molto più efficiente le fonti di approvvigionamento dell'energia elettrica, a partire dalla miriade di impianti a fonti rinnovabili, soggette a fluttuazioni dovute alle condizioni meteorologiche o all'alternarsi della notte e del giorno, per incrementare l'efficienza e limitare gli sprechi nella trasmissione e distribuzione dell'energia.
 
Il progetto pilota fa parte delle iniziative sperimentali che Enel sta portando avanti nell'ambito delle smart grid, promosse anche dalla Autorità per l'energia elettrica ed il gas che sostiene lo sviluppo delle nuove tecnologie sulla rete elettrica italiana. In particolare, la società elettrica italiana, in prima fila nell'applicazione di soluzioni innovative per migliorare l'efficienza della rete grazie anche all'installazione di oltre 32 milioni di contatori intelligenti nelle case degli italiani, ha avviato un piano decennale di ristrutturazione dell'intera rete di distribuzione (oltre 1 milione di chilometri) coordinato con i programmi per la diffusione delle reti intelligenti avviato dalla Commissione europea.

 

La tecnologia per la "smart grid" pilota che fa capo alla Cabina Primaria di Carpinone include infatti i sistemi di previsione sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e abilita l'interazione con i produttori per la regolazione avanzata dei flussi sulla rete, nonché lo stoccaggio dell'energia grazie a batterie agli ioni di litio, della potenza di 0,7 MW (0,5 MWh), per la modulazione dei flussi di energia. Insieme alla rete intelligente pilota saranno inoltre testate colonnine per la ricarica di vetture elettriche e, in ambito domestico, dispositivi che permettono agli utenti di verificare istantaneamente l'andamento dei consumi.

 

Numerosi i vantaggi offerti da questi network elettrici all'avanguardia: dalla possibilità per gli utenti di usufruire di soluzioni ritagliate sui loro bisogni, che permettono di consumare elettricità quando è più conveniente e di tagliare i consumi laddove non è necessario, all'opportunità di coordinare in maniera molto più efficiente le fonti di approvvigionamento dell'energia elettrica, a partire dalla miriade di impianti a fonti rinnovabili, soggette a fluttuazioni dovute alle condizioni meteorologiche o all'alternarsi della notte e del giorno, per incrementare l'efficienza e limitare gli sprechi nella trasmissione e distribuzione dell'energia.

 

Il progetto pilota fa parte delle iniziative sperimentali che Enel sta portando avanti nell'ambito delle smart grid, promosse anche dalla Autorità per l'energia elettrica ed il gas che sostiene lo sviluppo delle nuove tecnologie sulla rete elettrica italiana. In particolare, la società elettrica italiana, in prima fila nell'applicazione di soluzioni innovative per migliorare l'efficienza della rete grazie anche all'installazione di oltre 32 milioni di contatori intelligenti nelle case degli italiani, ha avviato un piano decennale di ristrutturazione dell'intera rete di distribuzione (oltre 1 milione di chilometri) coordinato con i programmi per la diffusione delle reti intelligenti avviato dalla Commissione europea.

 

 

Fonte http://www.alternativasostenibile.it/articolo/reti-intelligenti-enel-parte-da-isernia-la-rivoluzione-smart-0511.html  (V.Tomasevic)

Nucleare: anche il Belgio dice addio all’atomo a partire dal 2015

fotoA partire dal 2015 anche il Belgio dirà addio al nucleare. Ci sono voluti due giorni di intense trattative tra i vari negoziatori, coordianti dal probabile futuro primo ministro belga, il socialista Elio Di Rupo, per chiudere finalmente i battenti alle sette centrali del paese.

E la notizia non può che fare piacere, soprattutto dopo l’annuncio della Repubblica Ceca di qualche settimana fa che, in controtendenza rispetto alle decisioni di Germania, Giappone e Svizzera di abbandonare il nucleare puntando sulle fonti rinnovabili, ha deciso di incrementare l’energia prodotta dall’atomo, quintuplicando la produzione entro il 2060.

Fortunatamente il Belgio seguirà un’altra strada. Alla luce dei fatti di Fukushima, che hanno riacceso in tutto il mondo il dibattito sul nucleare ma riprendendo anche una vecchia legge del 2003, il Parlamento ha deciso la dismissione delle 7 centrali a partire dal 2015 ed entro il 2025.

“Noi ci siamo trovati d’accordo sul fatto che dobbiamo riferirci alla legge del 2003 – ha dichiarato all’Afp Frederic Cauderlier, portavoce del Movimento riformatore (liberale) – tuttavia è necessario che il Paese si doti di un piano di approvvigionamento strategico”. Occorre trovarne un’alternativa all’atomo, dicono. Le fonti alternative, appunto. Pulite. Entro sei mesi, il governo belga dovrebbe dunque stilare un nuovo piano che preveda l’introduzione di nuove fonti rinnovabili di energia in sostituzione del nucleare.

 

Ma quali sono le centrali europee a rischio? Secondo quanto ci ha spiegato di recente Salvatore Barbera, responsabile campagna Nucleare di Greenpeace Italia, in Europa ci sono attualmente 143 centrali nucleari in funzione. Ed ognuna di queste costituisce di per sé un pericoli. Ma alcune lo sono più di altre.

Tra queste le vecchie centrali, ossia quelle che hanno più di 30 anni, ma anche quelle sprovviste di unsecondo guscio di contenimento, presenti ad esempio a Garona in Spagna e a Muehleberg in Svizzera. Ma anche i reattori del tipo VVER 440 in Ungheria e Repubblica Ceca e i 4 reattori posseduti da Enel in Slovacchia. E infine i reattori CANDU presenti ad esempio in Romania, cui vanno aggiunte anche le centrali già recidive ad incidenti. Alla luce anche degli stress test europei, è emerso inoltre, che i paesi che preoccupano di più sono: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, UK e Spagna.

 

Francesca Mancuso

 

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