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Proposte / suggerimenti

Barricata bipartisan contro i tagli alla casta. A favore solo il Movimento 5 stelle

In Emilia Romagna centrosinistra e centrodestra respingono la mozione, Lega e Terzo Polo si astengono sulla proposta di riduzione dei costi della politica attraverso il divieto di accumulare il doppio vitalizio

 

Barricata bipartisan nella “rossa” Emilia Romagna, come già  avvenuto in Lombardia, per difendere i vitalizi. Giusto un anno fa la Regione finì sulle pagine dei giornali per aver dato il via libera all’abolizione del contestato emolumento. Peccato che la cancellazione approvata lo scorso inverno sarà valida solo a partire dalla prossima legislatura e che, per ora, gli eletti che già siedono in viale Aldo Moro non sembrano intenzionati a rinunciare all’assegno. Come dire: ci penserà qualcun altro. Di fronte alle proposte presentate oggi dal Movimento cinque stelle, per ridurre i costi della politica, centrosinistra e centrodestra hanno infatti votato compatti per il “no”.

 

Quattro in totale gli emendamenti contro cui si sono scagliati gli esponenti di tutti gli schieramenti politici, dal Pd al Pdl, con le sole eccezioni dell’ex consigliere del’Idv Matteo Riva, dell’Udc e di alcuni consiglieri della Lega Nord che hanno preferito astenersi, al contrario della posizione nettamente a favore a livello nazionale di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Il primo prevedeva l’innalzamento dell’età per percepire l’assegno, portandola da 60 a 67 anni. “Non vedo perché gli ex-consiglieri regionali debbano cominciare a intascare l’assegno già a 60 anni, quando agli altri lavoratori è richiesto di arrivare, praticamente, a 67” ha spiegato il consigliere del Movimento Giovanni Favia. Un altro chiedeva di introdurre un “prelievo di solidarietà” pari al 25% sui vitalizi erogati dall’Emilia Romagna, da trasferire al fondo regionale per la non autosufficienza e per le persone con disabilità grave. Ma ad attirare gli strali dell’aula sono state in particolare due richieste: l’introduzione del divieto di cumulare diversi assegni per chi è stato seduto anche in Parlamento e per chi è stato europarlamentare (oggi consentito) e il taglio del vitalizio per chi ricopre altri incarichi pubblici retribuiti.

 

 

Proprio su questi ultimi due punti si è scatenata un’accesa discussione che presto ha assunto i toni di una bagarre, con la quasi totalità dei presenti determinata a rispedire la proposta al mittente. C’è stato chi, come il consigliere del Pd Luciano Vecchi, ha tirato fuori motivazioni tecniche, legate alle competenze attribuite ai diversi organi: “La norma è inapplicabile perché interferisce con altri livelli istituzionali”. Chi, come Franco Grillini dell’Idv (ex deputato) ha invitato a non scadere “nella demagogia di bassissimo livello”. E chi ha chiesto di depennare la questione una volta per tutte : “Dobbiamo calare il sipario sui vitalizi, dal momento che li abbiamo già aboliti l’anno scorso” ha detto il pidiellino Andrea Pollastri. E poi, ha aggiunto, l’Emilia Romagna è una delle Regioni più virtuose in materia di costi della politica. Insomma, il concetto è chiaro: la nostra parte l’abbiamo già fatta.

 

Costi della politica: il movimento a 5 stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali

Dopo l'approvazione di una finanziaria nazionale pesantissima che metterà ulteriormente in ginocchio le famiglie italiane, i lavoratori e i pensionati, tutti i partiti politici, centrosinistra in testa, si sono affrettati ad annunciare imminenti e necessari tagli sui costi della politica, l'abolizione delle province e, udite udite, riduzioni di quei finanziamenti pubblici artatamente reintrodotti, dopo l'eliminazione tramite il referendum abrogativo del 1994, sotto forma di rimborsi elettorali. Naturalmente sono tutte mere dichiarazioni propagandistiche: nulla si è mosso.

 

Per quanto riguarda i tagli ai costi della politica, il MoVimento 5 Stelle Piemonte l'anno scorso ha chiesto una drastica riduzione degli stipendi e dei privilegi dei consiglieri Regionali che si sarebbe tramutato in un minor esborso per le casse regionali dialmeno 70 milioni di euro ed era finita come documentato in questo video . Ricordiamo che i 2 consiglieri Regionali del MoVimento 5 Stelle si sono ridotti lo stipendio a 2500 euro al mese (le eccedenze tornano ai cittadini finanziando progetti a 5 stelle del territorio) e rifiuteranno il vitalizio e l'indennità di fine mandato. Il Presidente del Consiglio, Cattaneo, colui che ha impedito dal 30.12.2010 qualunque ripresa video non autorizzata in Aula (ovviamente l'autorizzazione sarà magnanimamente concessa da Lui stesso), ora si vanta di far risparmiare ben 4 milioni alla Regione Piemonte grazie alla riduzione del 10% delle indennità consiliari (dovuta tra l'altro per legge nazionale).

 

Per quanto riguarda le province, il Movimento 5 Stelle ha da sempre nel suo programma l'abolizione delle province e l'accorpamento dei consigli dei comuni troppo piccoli (mantenendo le funzioni), e per coerenza non si presenta alle elezioni dei consigli Provinciali: chiediamo pertanto ai partiti che hanno proposto l'abolizione delle province, ad esempio l'IDV, di far dimettere tutti i suoi consiglieri provinciali e di non partecipare, in futuro, alle elezioni provinciali.

 

Giungendo alla truffa dei rimborsi elettorali, il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato nel 2010 i rimborsi elettorali e li ha rifiutati anche nel 2011 (pagina della Gazzetta Ufficiale:Rimborsi elettorali 2011.pdf) e lo farà in qualunque competizione elettorale a cui parteciperà che preveda tale finanziamento illecito. Tutte le altre forze politiche che in questi giorni si divertono in spot elettorali senza seguito alcuno continuano invece a spartirsi la torta e ad arricchirsi alle spalle di chi lavora e paga le tasse. Giorgis (PD) in una trasmissione con me ha avuto il coraggio di dire "basta demagogia, servono più soldi ai partiti!". Noi riteniamo che la politica non solo si può fare, ma si deve fare, con pochi soldi: e lo abbiamo dimostrato spendendo 16 mila € in una elezione regionale (Bresso e Cota da soli, hanno speso 1 milione di euro a testa, a cui si vanno aggiungere i 55 mila € di ogni candidato più le spese dei partiti). Ovviamente serve l'intervento dello Stato che regolamenti spazi televisivi e mediatici uguali per tutte le forze politiche e metta dei tetti stringenti alle spese di ogni candidato ed ogni formazione. Ho scritto e presentato in tal senso una legge elettorale per la Regione Piemonte che va in questo senso: vediamo chi voterà a favore.

 

Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato a Torino e in tutto il Piemonte che, pur rifiutando i rimborsi elettorali e spendendo pochissimo in campagna elettorale, con la forza delle idee e la comunicazione libera del web e del volantinaggio si possono ottenere risultati importanti, persino più alti dell'ex togato di turno, degli ex fustigatori di "Roma Ladrona" o dei nuovi sinistri paladini.

 

Di Davide Bono, Movimento 5 Stelle Piemonte

Ecco come ti faccio la spesa con uno Scec

Introdotti in alta Valdera i buoni di acquisto solidale, grazie alla collaborazione di alcune fattorie sociali. Stefano Berti della Cia di Pisa: "Lo Scec rappresenta uno strumento per riconoscere la catena di solidarietà che si cela dietro l'emersione di un prodotto, soprattutto se esso proviene dalla filiera corta"

 

Che cos'è uno Scec? Lo Scec (Solidarietà che cammina) è una "cartanota" - non una banconata - con un valore in euro. Di solito, il suo valore è stampato sul tagliando che lo identifica e va da mezzo Scec a 50 Scec.

Da un punto di vista strettamente legale si tratta di un buono sconto, che "lega" - per così dire - chi lo accetta e chi lo spende. Un esempio pratico di come si usa uno Scec? Si contatta l'associazione che coordina il sistema Scec sul proprio territorio. In questo modo, attraverso l'iscrizione, si entra nella lista di coloro che riconoscono il suo valore. Ci si reca in un negozio che accetta questo tipo di buono (chi coordina il sistema Scec è in possesso di una lista delle realtà locali che lo accettano) e, quando ci si reca a pagare per il servizio o l'oggetto acquistato, una parte del costo che si deve al negoziante si copre in Scec (di solito una percentuale che può variare dal 10 al 30% sul totale). A sua volta, il negoziante potrà utilizzare lo Scec così ottenuto presso un'altra realtà Scec, negozio o professionista che sia, e spenderlo allo stesso modo. E così di seguito, in una catena che lega i suoi attori in un percorso teoricamente senza fine.

 

 

Ancora, presso un banco di frutta e verdura che accetta Scec, una spesa che contempli prodotti di stagione può costare una media di 15 euro. Una parte di questo costo può essere assolto in euro (per esempio 10 euro), mentre l'altra può essere corrisposta in Scec (ovvero i restanti 5 euro). A sua volta, il venditore potrà utilizzare quel valore contribuito in Scec alla stessa maniera presso un'altra realtà convenzionata Scec. E così via.

 

 

Si sarà notato, a questo punto, che uno Scec è sì un buono sconto ma con una particolarità: una volta emesso non si ferma dopo essere stato speso, ma continua a girare e, girando, rafforza  le relazioni economiche di un' "isola" specifica, di un luogo (possendendo Scec sono ovviamente portato a recarmi in luoghi dove possa spenderlo). Lo Scec rappresenta un risparmio ragguardevole al quale si associa, di fatto, un mutuo soccorso, uno sconto  - appunto - che gli associati dello Scec si fanno reciprocamente.

 

 

No alla centrale a biomasse di Gallicano!! Sala Guazzelli 20 maggio

No alla centrale a biomasse di Gallicano

Intervento di Marco Marcucci all'incontro sulle Biomasse

Intervento di Marco Marcucci dell'associazione "Equa e Solidale" all'incontro sulle Biomasse "BRUCIARE per produrre energia? Scelte EcoLogiche o Eco-iIllogiche ?", organizzato dall'associazione Equa e Solidale della Media Valle e Garfagnana, dal Comitato Ambiente e salute di Gallicano e dal Comitato Ambiente di Diecimo e Valdottavo.

 

 

 

 

 

Intervento di Nadia Simoni all'incontro sulle Biomasse

Intervento di Nadia Simonini del comitato "Ambiente e Salute"di Gallicano all'incontro sulle Biomasse "BRUCIARE per produrre energia? Scelte EcoLogiche o Eco-iIllogiche ?", organizzato dall'associazione Equa e Solidale della Media Valle e Garfagnana, dal Comitato Ambiente e salute di Gallicano e dal Comitato Ambiente di Diecimo e Valdottavo.

 

 

 

 

 

Gallicano C'è presenta in consiglio comunale osservazioni sull'impianto a Biomasse di Gallicano

Riportiamo per brevità solo la parte finale del documento (Clicca qui per leggere il documento):

Per qualunque importante progetto si voglia realizzare, è importante prima di tutto capire e conoscere bene tutti gli aspetti (compresi anche quelli tecnici più complessi) e tutte le implicazioni che si potranno avere.

Non fermiamoci agli slogan come Biomassa + filiera corta = fonte rinnovabile  sostenibile, non seguiamo le mode o il business senza applicare i filtri della ragione e del buon senso che sono  molto più efficace dei limiti di legge

L’Unione Europea, l’Italia, la regione, la provincia hanno dato delle linee guida, ci sono delle leggi, degli incentivi, tutti azioni giustissime che ci fanno andare nella giusta direzione, e questo ci da delle grosse opportunità ma ci mette di fronte anche a dei grossi rischi di speculazione: dopo le bolle speculative della New Economy, del mercato immobiliare e dei derivati, gli analisti mondiali prevedono che la prossima bolla (quando l’economia ed i mercati ripartiranno) sarà quella della GreenEconomy.

Da una parte sarà positivo, perchè ci saranno molti investimenti nel settore delle energie alternative, si creeranno posti di lavoro, migliorerà la tecnologia, ma gli incentivi, che sicuramente servono per far crescere il mercato, sono una droga  che in piccole dosi crea euforia, ma può alterare i meccanismi del mercato stesso, e generare situazioni paradossali. Se vogliamo dare un futuro alle prossime generazioni è indispensabile  cambiare lunghezza d’onda, introducendo meccanismi economici e decisionali che tengano conto non solo del profitto (che comunque ci deve essere), ma anche del benessere sociale ed ambientale della collettività (presente e futura), dobbiamo entrare in quella che qualcuno ha definito una SlowEconomy (F.Rampini).

Vogliamo che almeno le imprese partecipate dal comune di Gallicano adottino il concetto di responsabilità sociale di impresa, che consiste in una serie di processi che le imprese intraprendono per ridefinire la propria governance nell’ottica di rispondere responsabilmente alle istanze che provengono dalla molteplicità di attori interni, esterni, sociali e istituzionali con i quali quotidianamente l’impresa stessa interagisce.

Vogliamo che vengano attivati dei procedimenti di democrazia partecipata, a partire dal progetto biomasse, in cui le istituzioni dialogano con i cittadini al fine di intraprendere le scelte migliori per la collettività, mettendo assieme il meglio delle capacità, delle esperienze professionali, delle competenze specifiche, delle intelligenze, della cultura, delle sensibilità e del buon senso che una comunità può esprimere.

NOI VOGLIAMO POTER SCEGLIERE (E SCEGLIERE BENE) COME IMPIEGARE IL CAPITALE NATURALE E AMBIENTALE A VANTAGGIO DELLA VALLE.

Chiediamo quindi una pausa di riflessione ed un confronto sui vari aspetti del progetto, allargando il dialogo a tutta la cittadinanza,  anche quella  dei comuni limitrofi, visto che i fumi che generiamo noi se li prenderanno anche altri comuni.

Soffitte in Piazza

Soffitte in Piazza - LammariDopo il grande successo delle passate edizioni,  domenica 15 novembre si è ripetuta a Lammari l’iniziativa “Soffitte in piazza” promossa dall’”Associazione per Lammari” insieme al Comune, Legambiente e  Ascit.

Il mercatino di recupero delle cose non più utilizzate, si è svolto nella piazza comunale di Lammari per tutta la giornata.
 Il progetto consiste nella vendita e nello scambio degli oggetti che non servono più e che magari vanno ad ingombrare cantine e soffitte.

L’iniziativa è uno dei tanti progetti avviati a Capannori (LU) per creare alternative al gettare o al produrre rifiuti.
Tutti i cittadini interessati possono ritirare il regolamento del mercatino fino al giorno prima dell'iniziativa (che si svolge periodicamente) alla sede dell’Associazione per Lammari (per informazioni 0583-935703 366 3663954).

Alla fine della giornata i cittadini lasciano gli oggetti "invenduti" in piazza. L’associazione Per Lammari provvede a recuperali e a organizzare un’asta, dopodiché in collaborazione con l’azienda Ascit gli oggetti rimasti vengono portati via per essere avviati al riciclo.

Per informazioni: www.comune.capannori.lu.it 

 

Anche "Gallicano c'è" nel suo programma elettorale aveva proposto questa iniziativa...

Resoconto riunione commissione ambiente del 13 Novembre

Venerdi 13 Novembre si è riunita la commissione ambiente del comune di Gallicano e sono state confrontate le iniziative portate avanti dal Comune di Gallicano negli anni scorsi per la riduzione dei rifiuti con le proposte "10 piccoli progetti per l'ambiente" che Gallicano C'e' aveva presentato alla stessa commissione nel mese di Settembre.

I progetti presentati e discussi sono i seguenti:

Illuminazione a LED

Lampione a LEDIl settore dell’illuminazione pubblica rappresenta un punto di partenza fondamentale per la promozione di concrete politiche di risparmio energetico.

L’applicazione della tecnologia LED porta con sé concreti vantaggi rispetto all’utilizzo di normali lampade a incandescenza, alogene o fluorescenti, come ad esempio: una ampia durata di funzionamento (i LED ad alta emissione arrivano a circa 50.000 ore), durata che, peraltro, non è influenzata dal numero di accensioni e spegnimenti; azzeramento dei costi di manutenzione ed elevato rendimento (se paragonato a lampade ad incandescenza e alogene); luce pulita perché priva di componenti IR e UV; funzionamento in sicurezza perché a bassissima tensione; accensione a freddo (fino a -40 °C) senza problemi; insensibilità a umidità e vibrazioni; assenza di mercurio, quindi maggiore rispetto per l’ambiente in fase di smaltimento.

E' possibile ottenere un risparmio di energia elettrica superiore al 40% rispetto al consumo dei normali lampioni, con una riduzione dei consumi e quindi con una sensibile riduzione dei costi energetici e minori emissioni di CO2 in atmosfera, gas ritenuto il principale responsabile dell’effetto serra.

Gallicano C'è propone in commissione ambiente "10 Piccoli progetti per l'ambiente"

Simbolo 150x150Gallicano C'è ieri 23 Settembre, in commissione Ambiente del comune di Gallicano, ha presentato un  documento contenente una serie di “piccoli” progetti per l’ambiente, di facile realizzazione, che vanno nella stessa direzione del programma proposto in campagna elettorare dall’attuale maggioranza.

Siamo voluti partire da questi 10 proposte, perchè hanno tutte in comune alcune interessanti caratteristiche: sono immediatamente realizzabili, hanno un basso costo (se non nullo in alcuni casi) e secondo noi consentono una sensibilizzazione dei cittadini sui temi ambientali.

Qualora queste proposte venissero condivise dalla maggioranza, ma anche dal gruppo di minoranza “Gallicano Concreta e Solidale”,  e venisse deciso di attuarle, “Gallicano c’è” si impegna a dare il pieno appoggio e la disponibilità materiale per lavorare affinchè i progetti possano essere realizzati.

 

In sintesi le nostre 10 proposte:

  • Dotare tutti i luoghi pubblici in cui si consumano alimenti  di contenitori per la raccolta differenziata
  • Far adottare pannolini lavabili dall'asilo nido comunale  e consegnare “kit di prova” ai nuovi  nati
  • Campagna promozionale sull’uso della sporta (sacco di tela) e coinvolgimento dei negozi/ supermercati per pubblicazzare e far adottare il sacchetto riusabile
  • Ampliamento della distribuzione di prodotti sfusi e/o alla spina
  • Campagna informativa per lo smaltimento dei rifiuti “pericolosi e predisposizione di  cassonetti dedicati alla raccolta sul territorio comunale
  • Compostaggio domestico e riduzione della TARSU a chi ne fa uso
  • Miglioramento progetto “Vietato sprecare”  
  • Feste pulite
  • Progetto educativo “La storia delle cose”
  • Modifica allo statuto del comune per dichiarare l’acqua un bene pubblico

Clicca qui per leggere il documento

Proposta di modifica allo statuto comunale per dichiarare "l'acqua un bene pubblico"

Acqua pubblicaDi Luca Martinelli - Altreconomia

“L’acqua pubblica è possibile, per legge. Lo dimostra un’analisi puntuale della normativa”. L’avvocato Maurizio Montalto è il vice-coordinatore della Commissione ambiente all’interno del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

E l’analisi della normativa italiana ed europea è riassunta in un parere tecnico che la Commissione ha prodotto “con l’obiettivo di uscire dalla confusione che ha fatto seguito all’introduzione dell’articolo 23 bis della legge 133/2008” .

Un documento che entra in tackle scivolato, quasi sulla linea di porta, a fermare i progetti di privatizzazione del servizio idrico integrato, fornando argomenti a movimenti ed enti locali. “L’obbligo di affidare il servizio attraverso una gara d’appalto non c’è.

Ci sono due possibilità. Che derivano da una scelta di fondo cui sono chiamate le amministrazioni. Se decidono che il servizio idrico integrato ha ‘scopo di lucro’, allora si applica la legge 133 del 2008. In questo caso, resta una residua possibilità di non andare a gara, tramite l’affidamento diretto, o in house, ma pur sempre a una società per azioni. Diverso è il caso in cui le amministrazioni decidano di considerare il servizio ‘senza scopro di lucro’. In questo caso, l’ipotesi migliore è farlo gestire da un’azienda speciale”.

È una questione di commi: “L’articolo 23 bis sostituisce l’articolo 113 del Testo unico degli enti locali. Ma sulla sua applicazione c’è stata un po’ di confusione. Perché disciplina l’affidamento dei servizio solo nell’ipotesi dello ‘scopo di lucro’. C’era, però, un articolo, il 113 bis del Testo unico degli enti locali, che stabiliva cosa si può fare quando non c’è ‘scopo di lucro’. È stato eliminato dalla Corte costituzionale”.

Sacchetti per la raccolta differenziata dell’organico (di Nadia Simonini)

Salute a tutti,
è vero che l’uso dei sacchetti di plastica di polietilene per il secchiello dei rifiuti di cucina è una pratica molto diffusa, però non è la scelta ottimale, infatti la plastica finirà per frammentarsi e si ritroveranno i frammenti nel compost. Quando il compost verrà usato come fertilizzante i frammenti di plastica finiranno nel terreno.

Ti chiedo, Egidio, perchè non fate una piccola rivoluzione nella raccolta differenziata dell’organico, finalizzata ad ottimizzare la qualità del compost che viene prodotto, scegliendo un sacchetto biodegradabile? Occorrono le conoscenze del tipo di sacchetto da acquistare, un minimo di organizzazione dei punti vendita dei sacchetti stessi (potrebbero ad esempio essere i negozi di alimentari, i supermercati), infine fare un po’ di informazione ai cittadini.
Come è noto, dal prossimo anno, la legge prevede la messa al bando dei sacchetti di plastica, quindi la mia proposta potrebbe anche consentire di precorrere i tempi.

Gaia quale destino?

Logo Gaia

G.A.I.A. S.p.A. è una per azioni a totale partecipazione pubblica che opera in un mercato regolamentato sia in tema di prezzo che di concorrenza (leggi qui per saperne di più).

Vista l'approvazione del decreto legge del 9 settembre per "l'Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici di rilevanza economica", che ha inserito delle modifiche riguardanti gli affidamenti dei servizi pubblici locali, che in sintesi prevedono l'ingresso di soci privati (non meno del 40%) e che prevede entro il 2011 il decadimento di tutti gli affidamenti a Spa in house, la domanda da porsi è quale sarà il destino di G.A.I.A.?

L'acqua è un bene pubblico essenziale per la vita e non è pensabile che venga privatizzato (anche solo parzialmente); i sostenitori di questa scelta dicono che non si privatizza l'acqua, ma il servizio che consente di far arrivare l'acqua nelle nostre case, e che con un socio privato si possono garantire gli investimenti infrastrutturali necessari al miglioramento del serzizio: è un grande imbroglio.

12 Settembre giornata internazionale senza sacchetti di plastica

12 settembre 2009 senza sacchetti di plastica

Il prossimo 12 settembre 2009, per iniziativa di MCS (The Marine Conservation Society) si celebrerà la prima giornata internazionale senza sacchetto in plastica, ovvero una giornata in cui saremo tutti invitati a non accettare o usare sacchetti in plastica per trasportare i nostri acquisti, ma borse riutilizzabili.
MCS The Marine Conservation Society è una società inglese, non profit dedicata alla conservazione dell'ecosistema marino. 
 
 Ma non è tutto: MCS invita tutti coloro che aderiranno e non accetteranno sacchetti in quella giornata a farlo in modo continuativo. 

Anche in italia è stata lanciata la campagna “Porta la Sporta!” lanciata dall’associazione dei Comuni Virtuosi che ha già ricevuto diversi patrocini, da parte di comuni, provincie, regioni ed associazioni ambientaliste..

Le buste della spesa sono tra i dodici rifiuti plastici più dispersi nell'ambiente e rappresentano una minaccia reale per le acque e per il territorio.

L'inquinamento dei mari e delle coste è in continua crescita e il 90% dei rifiuti galeggianti in mare è costituito proprio da plastica. I sacchetti, poi uccidono, ogni anno centinaia di essere viventi, tra pesci, mammiferi e uccelli.

La strada migliore da seguire è la prevenzione. Insomma, dobbiamo cercare tutti di fare un uso sobrio e intelligente delle buste della spesa. Anzitutto, cercando di usarle solo
quando necessario, e poi evitando assolutamente di gettarle nell'ambiente.

Gallicano C'è propone all'amministrazione comunale di aderire alla campagna e mettere in atto campagne di informazione/sensibilizzazione sul problema e cercare delle iniziative da proporre agli esercizi commerciali per incentivare l'uso di sacchetti di tela.

Siamo disponibili a dare il nostro contributo.

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