Lavatrice con doppio ingresso (acqua calda - acqua fredda)
Capita di sentire o leggere dei consigli per risparmiare energia elettrica (e quindi denaro!), che invitano ad acquistare lavatrice con doppio ingresso e di collegarla all'acqua calda prodotta dalla caldaia o magari collegandola a un impianto solare termico, in modo da avere anche l'acqua calda gratis.
Come funzionano?
Queste lavatrici in poche parole, a differenza delle classiche lavabiancheria non hanno solo il collegamento con l'acqua fredda, ma bensì due collegamenti:uno con l'acqua fredda e uno con l'acqua calda.
In base alla temperatura del programma di lavaggio selezionato la lavabiancheria carica l'acqua e la miscela per ottenere la temperatura desiderata.
Questo piccola variante permette di fornire al prodotto per i lavaggi a media e alta temperatura, direttamente acqua calda(scaldata dalla caldaia o dai pannelli solari), evitando che essa venga riscaldata con la corrente elettrica, metodo decisamente piu costoso!
Quali modelli sono disponibili sul mertato
Ecco una lista di modelli disponibili
TEKA
Ha 2 modelli a doppio attacco a catalogo: la lavatrice Teka LI 1060 S e la lavasciuga Teka LSE 1200 S.
CANDY
Modello GO 1272D
HOOVER
Modello VHD 8144 DHC
WHIRLPOOL
Modello AWOE9129 ECO.
LG
Due modelli: WF-T11C6EF e WF-T8501TEPT.
BOSCH
Modello WAE244H1IT. Non è escluso che in alcuni negozi o online possiate trovare ancora il modello WAE244H0IT.
MIELE
Modello W5841 WPS Allwater EcoComfort.
REX
Modello SUNNY RWFH12280
SANGIORGIO
Modello SGFA 91479
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Approvata la direttiva Ue: entro 2020 edifici privati solo a risparmio energetico. Quelli pubblici già nel 2018
Il Parlamento europeo ha adottato oggi una nuova legislazione sull’efficienza energetica degli edifici che dovrebbe portare ad una riduzione dei consumi energetici delle abitazioni e degli uffici, con un risparmio sulle bollette per i consumatori europei, e consentire all’Ue di rispettare i suoi obiettivi di riduzione del consumo di energia del 20% entro il 2020.
La direttiva approvata oggi in seconda lettura fa parte del pacchetto “efficienza energetica” e il rapporto proposto all’europarlamento è stato presentato dalla socialista romena Silvia-Adriana Ţicău. Domani verrà sottoposta all’apoprovazione dell’Europarlamento l’etichettatura sull’efficienza energetica per le apparecchiature donestiche, che fanno parte di un altro rapporto.
Un comunicato dell’ufficio stampa dell’Europarlamento informa che «Gli Stati membri dovranno adattare i loro building codes per fare in modo che tutti gli edifici costruiti entro la fine del de 2020 siano conformi a delle norme energetiche elevate. Gli edifici esistenti dovranno, se possibile, essere migliorati».
Gli edifici consumano il 40% dell’energia totale dell’Ue e sono la principale fonte di emissione di gas serra in Europa, migliorare le loro performance energetioche è essenziale per permettere all’Ue di rispettare gli impegni presi con il pacchetto 20-20-20 clima-energia.
La nuuova direttiva sull’efficienza energetica stabilisce le esigenze per la performance energetica per i nuovi edifici e per quelli esistenti, gli Stati membri dovranno prendere le necessarie iniziative per garantire gli standard minimi di performance energetica deghli edifici, in previsione del raggiungimento di livelli ottimali in funzione dei costi.
Il Parlamento europeo sottolinea che «Tutti gli edifici costruiti a partire dalla fine del 2020 dovranno comportare degli standard elevati di risparmio energetico ed essere alimentati in larga misura da energie rinnovabili. I progetti di costruzione degli enti pubblici dovranno indicare la via due anni prima. Una parte del finanziamento di questi cambiamenti proverrà dal bilancio dell’Ue. La performance energetica degli edifici esistenti dovrà, se possibile, essere migliorata con importanti innovazioni. I proprietari saranno soprattutto incoraggiati ad installare “compteurs intelligenti” e a rimpiazzare il riscaldamento, lo scaldabagno ed i sistemi di climatizzazione con delle soluzioni di ricarica ad alto rendimento quali le pompe a calore. Saranno richieste ispeziooni regolari agli scaldabagno ed ai sistemi di climatizzazione».
FOnte greenreport.it
L'Europa approva le nuove etichette per l'efficienza energetica

Approvato il 19 maggio un nuovo formato di etichetta da apporre sugli elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici e forni che dovranno fornire maggiori informazioni sul consumo energetico.
La nuova etichetta approvata dall'Unione europea per l'efficienza energetica aggiunge alcune classi "più" alla comune scala dei colori. L'attuale etichetta energetica fornisce già un aiuto ai consumatori nel valutare i costi di funzionamento per frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugabiancheria, lavastoviglie, forni e condizionatori d'aria. I produttori sono, attualmente, obbligati a indicare il consumo annuo di energia, dall'apparecchio a basso (verde scuro classe "A") o alto consumo (rosso classe "G"). A seconda del tipo di prodotto, l'etichetta indica anche la quantità di acqua utilizzata, il livello di rumorosità o di produzione di calore.
Con la nuova legislazione, il formato dell'etichetta tiene conto di tre nuove categorie energetiche che riflettono il progresso tecnologico, ma continua a mantenere fermo a 7 il numero delle classi. L'attuale scala va da "A" a "G". In futuro potrà evolvere come segue: se un nuovo prodotto consuma meno energia di quelli esistenti, la classificazione è rivista in "A+" per cui la classe di minore efficienza energetica diventerà "F" mentre se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia di quelli esistenti, la classificazione sarà rivista in "A++" e la classe di minore efficienza energetica sarà "E"; infine, se un nuovo prodotto consuma ancora meno energia, sarà qualificato come "A+++" e la classe di minore efficienza energetica sarà "D".
La scala cromatica - dal verde scuro per i dispositivi a maggiore efficienza energetica al rosso per quelli con minore funzionalità - sarà adeguata di conseguenza così da avere la maggior efficienza segnalata con il verde scuro e la più bassa con il rosso. Inoltre con il nuovo regolamento, qualsiasi pubblicità che citi il consumo di energia o il prezzo di un modello specifico di un elettrodomestico deve indicarne anche la classe energetica. La diffusione di queste informazioni dovrebbe aiutare il consumatore a compiere una scelta basata sul potenziale risparmio energetico, in funzione di un taglio alla bolletta nel lungo periodo.
Solare in multiproprietà
Il progetto “Solare in multiproprietà”, promosso da GASenergia presso il Comune di Castelleone (CR), è ormai entrato nella sua fase operativa: lo scorso venerdì 12 marzo, infatti, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la delibera relativa al progetto per l’impianto fotovoltaico collettivo da realizzarsi sulla palestra comunale “Il Dosso”.
Intanto, grazie al largo consenso registrato presso i singoli cittadini che hanno prenotato una o più quote dell’impianto, è stata ampiamente raggiunta la necessaria copertura economica al progetto: hanno aderito 64 cittadini per un totale di 369 quote, ben al di sopra di ogni aspettativa. Si è resa quindi necessaria l’individuazione di una seconda palestra per poter installare tutti i moduli fotovoltaici previsti.
Il solare termodinamico
A Mr Kilowatt, la trasmissione che su Radio24 si occupa di energia, si parla del Solare termico per la produzione di acqua calda.
I problemi delle lampadine a risparmio energetico

Come gia' evidenziato in un precedente articolo, le lampadine a fluorescenza, hanno il grande pregio di consumare poco, ma hanno una serie di difetti.
Da poco e' stata condotta un'indagine dalla It'Is Foundation di Zurigo - la Fondazione di ricerca sulle tecnologie dell'informazione nella società diretta dal professor Niels Kuster del locale Politecnico, per conoscere i possibili danni provocati da queste nuove lampade.
Dallo studio si evincono tre problemi relativi alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stesse lampadine, dal mercurio in esse contenuto e dalle radiazioni UV che queste emettono.
“Non avvicinatevi a meno di trenta centimetri dalle lampade a risparmio energetico” è il suggerimento diffuso dall'Ufficio federale della sanità pubblica svizzera. I valori di intensità dei campi magnetici rilevati a 30 cm dalle lampade sono inferiori del 10% alla soglia raccomandata dalla International Commission for Nonionizing radiation Protection.
Se ci si avvicina alla lampadina al di sotto della misura indicata i valori magnetici cambiano diventando pericolosi. Aumentano, infatti, fino a superare i limiti stabiliti. Le lampade a basso consumo emettono campi elettrici e magnetici a bassa e media frequenza - perché dotate di un trasformatore - che nell'organismo possono generare delle correnti elettriche capaci, in base all'intensità, di causare infiammazioni a nervi e muscoli. Il campo elettromagnetico generato dalle LFC può viaggiare all'interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla cosiddetta “elettricità sporca” in tutta l'abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno 2008 dall'American Journal of Industrial Medicine segnalava che questa elettricità sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro.
Lo studio svizzero è stato condotto utilizzando quattro manichini in veste di un uomo, di una donna, di un bambino di 6 anni e di una bambina di 11, disposti vicino alle lampade ognuno ad una distanza diversa. Stare molto vicini a lampade a basso consumo energetico che restano accese a lungo, come quelle delle scrivanie, può essere pericoloso.
A questo problema avvalorato dalla ricerca svizzera se ne aggiungono altri già accennati sopra. La piccolissima quantità di mercurio presente all'interno delle lampade a basso consumo è una sostanza dannosa per la salute dell'uomo e per l'ambiente.In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiché il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.
Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura. Le lampadine che non vengono smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla città, o finire nelle discariche dove il mercurio può contaminare aria, acqua e suolo.
Come se non bastasse, le lampade con tubo fluorescente possono far filtrare una piccola parte dei raggi ultravioletti che ad una distanza di 20 cm possono causare eritemi sulla parte esposta, soprattutto se l'esposizione è stata prolungata. Diversi sono gli studi che dimostrano, infatti, che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle.
Anche l'Italia dice addio alle buste di plastica
Dal 1° gennaio 2011 entrerà in vigore una direttiva europea che vieta la produzione e la commercializzazione delle buste di plastica non biodegradabili per la spesa. Molti supermercati sono già corsi ai ripari distribuendo ai propri clienti sacchetti ecologici e si moltiplicano in tutta Italia le iniziative per informare i consumatori.
A Roma, per esempio, l’Ama ha distribuito gratuitamente mezzo milione di sacchetti di carta riciclata. Ma c’è ancora tanto da fare!
Secondo il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica (COREPLA) ogni anno in Italia vengono prodotte 220mila tonnellate di buste di plastica. Per ottenere questa quantità servono 450mila tonnellate di petrolio, più o meno il consumo annuo di 190mila automobili, con un’emissione in atmosfera di quasi 500mila tonnellate di CO2. Produrre plastica significa, quindi, inquinare e aumentare la nostra dipendenza da una fonte di energia destinata a finire.
Calcola i tuoi sprechi
'Contro corrente': risparmia sulle bollette con il calcolatore di Altroconsumo
Gli apparecchi di casa consumano anche quando sono semplicemente collegati alla rete. Azzera il consumo in stand-by e risparmierai fino al 10% sulla bolletta. Grazie al nostro semplice calcolatore puoi scoprire quanta energia bruciano gli elettrodomestici. Spunta gli apparecchi qui in basso, che tieni abitualmente con la spina inserita. Otterrai il calcolo dei tuoi consumi in bolletta e anche l'impatto che produci sull'ambiente in termini di anidride carbonica.
Clicca qui per andare al calcolatore degli sprechi
Bando per ecoincentivi a Capannori
E' aperto da pochi giorni il bando per ottenere gli ecoincentivi, ma sono già numerosi i cittadini che si rivolgono all'Urp per chiedere informazioni o presentare domanda.
Da quest'anno, per la prima volta, i contributi interessano anche l'installazione di pannelli solari termici e di filtri anti polveri sottili nei comignoli. Gli incentivi riguardano, inoltre, l'acquisto di veicoli a basso impatto ambientale, la trasformazione di veicoli a gas, la sostituzione di caldaie a elevato impatto ambientale, l'installazione di termocamini al posto di vecchi camini e l'acquisto di abbonamenti per autobus. L'ammontare dei fondi disponibili è di circa 110 mila euro provenienti dalla Regione Toscana.
Il bando rimarrà aperto fino al 19 giugno.
A Gallicano impianti fotovoltaici gratuiti
Finalmente anche il Comune di Gallicano aderisce al progetto per l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici per le abitazioni private, gli edifici pubblici e per le aziende (anche nel programma elettorale di "Gallicano c'è" si parlava del progetto "pannelli fotovoltaici facili").
Il progetto è promosso da FINTEL, società multiservizi di moderna concezione operante nel settore dell’energia elettrica, del gas, della consulenza energetica e delle energie rinnovabili. Ogni impianto fotovoltaico avrà le seguenti caratteristiche: le spese di acquisto, installazione dell’impianto e della manutenzione per 20 anni sono a carico della società Fintel, mentre tutta l’energia prodotta sarà a completa disposizione dell’edificio; la società Fintel percepirà i contributi statali a sostegno del fotovoltaico per ammortizzare la spesa dell’investimento.
"L'ora della terra" sabato 27 marzo

Anche quest'anno centinaia di milioni di persone aderiranno alla campagna del WWF Earth Hour-Ora della Terra. Alle ore 20,30 di sabato 27 marzo si spegneranno le luci per un'ora. Un gesto simbolico per ricordare che piccole azioni quotidiane possono contribuire in modo significativo a ridurre le emissioni di CO2.
L’evento mondiale del WWF vedrà migliaia di città e monumenti di 120 paesi spegnersi per un’ora richiamando l’attenzione sui problemi del clima, sull’utilizzo dell’energia sostenibile e sugli stili di vita dei cittadini ‘a basso consumo di carbonio’.
Ed in questa occasione si fa il punto anche sull’energia ‘nascosta’ che potrebbe ridurre ulteriormente lo spreco di consumi del nostro paese. Infatti, se gli oltre 20 milioni di abitazioni esistenti in Italia fossero messi in efficienza, si potrebbe recuperare l’equivalente di energia prodotta da 8 centrali nucleari (17 Mtep – milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e risparmiare in atmosfera la CO2 emessa da oltre 16 milioni di auto (metà del parco auto nazionale). L’inefficienza energetica nazionale è infatti calcolata al 55%: consumiamo mediamente 140 kWh al metro quadro annuo, quando si può arrivare tranquillamente fino a 40 kWh.
In Italia il 30% della spesa energetica dipende dalle nostre case, che sono responsabili di circa il 27% delle emissioni nazionali di gas serra. Ogni famiglia di 4 persone consuma per la casa circa 1,8 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno, per l’uso di combustibili e di energia elettrica. Più della metà di tale consumo è assorbito dal riscaldamento. Inoltre, di tutta l’energia consumata in una stagione per riscaldare un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture (tetto, muri, finestre) e una parte dall’impianto termico (rendimento).
Fonte Terranauta.it
Anche quest'anno centinaia di milioni di persone aderiranno alla campagna del WWF Earth Hour-Ora della Terra. Alle ore 20,30 di sabato 27 marzo si spegneranno le luci per un'ora. Un gesto simbolico per ricordare che piccole azioni quotidiane possono contribuire in modo significativo a ridurre le emissioni di CO2.
Porta la Sporta - I negozi di Gallicano che hanno aderito all'iniziativa

- ALIMENTARI BRAVI CLAUDIO - VIA CAVOUR - 0583 74517
- ALIMENTARI BROGI MARKET - VIA S. ANDREA - 0583 74362
- ALIMENTARI GIANNOTTI DIANORA - VIA ROMA - 0583 730009
- ANTICA TRATTORIA DELL'EREMITA - LOC. EREMO DI CALOMINI - 0583 767041
- CENTROFRUTTA ALINA - VIA S. MARIA - 0583 730166
- COOPERATIVA TERRE CONTADINE - LOC. ZINEPRI - 0583 730338
- IL RIONE SAS DESPAR - PIAZZA DELLA POSTA - 0583 74028
- MACELLERIA CAVANI - P.ZZA V. EMANUELE II - 0583 74087
- PANIFICIO BROGI - VIA ROMA - 0583 74009

In questi punti vendita sono già in vendita delle sporte di cotone bianco a maglia, che reggono fino a 15kg e possono essere comodamente tenute in borsa o in macchina e riutilizzate ad ogni acquisto.
Le buste della spesa sono tra i dodici rifiuti plastici più dispersi nell'ambiente e rappresentano una minaccia reale per le acque e per il territorio.
Ogni anno infatti, nella sola Europa, vengono consumati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica usa e getta la cui vita media si stima essere inferiore ai 20 minuti! E gli italiani ne sono tra i più assidui utilizzatori, con un consumo annuo stimato in circa 24 miliardi di sacchetti, ovvero quasi 400 a testa ogni anno. Purtroppo i sacchetti in plastica, che non sono biodegradabili in quanto derivati dal petrolio, persistono nell’ambiente per decine di anni o più, con gravissime conseguenze per la natura.
Scopo dell'evento “Porta la Sporta” è coinvolgere quanti più soggetti possibile a partecipare, a prendere coscienza del problema e ad assumere comportamenti virtuosi, riducendo l'utilizzo dei sacchetti di plastica.
La strada migliore da seguire è la prevenzione. Insomma, dobbiamo cercare tutti di fare un uso sobrio e intelligente delle buste della spesa. Anzitutto, cercando di usarle solo quando necessario, e poi evitando assolutamente di gettarle nell'ambiente.
Per saperne di più visita il sito portalasporta.it
Incentivi per ecoedifici ed elettrodomestici al via dal 6 aprile
Misure urgenti di sostegno alla domanda nelle filiere produttive della mobilità sostenibile, dell’edilizia e arredamento e della sicurezza sul lavoro, efficienza energetica ed innovazione. 300 milioni di euro sono destinati agli sconti sul prezzo di acquisto e 120 al sostegno a settori innovativi. Sono questi i principali contenuti del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, che istituisce il ‘Fondo incentivi allo sviluppo economico’.
A sorpresa è stato inserito un articolo che consente di realizzare, senza alcun titolo abilitativo, interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Efficienza energetica degli elettrodomistici, consigli per gli acquisti
Quando si acquista un nuovo elettrodomestico non bisognerebbe fermarsi all’ energy-label o (peggio ancora) alle affermazioni con cui i prodotti vengono reclamizzati, si dovrebbe calcolare il loro consumo energetico effettivo. Ma come può un semplice consumatore calcolare l’efficienza energetica di un prodotto?
Un piccolo aiuto potrebbe venir dato dalla nuova versione del sito Topten, realizzato da esperti di efficienza energetica di organizzazioni quali il WWF. Questa pagina web individua i migliori 10 elettrodomestici in commercio per ogni categoria (lavatrici, frigoriferi, televisori…), informa e classifica i prodotti a seconda di rumorosità, consumo di acqua, classe di efficienza energetica e costo dell’intero ciclo di vita del prodotto.
Problemi energetici: come risolverli senza mega-impianti
La prima cosa da fare è accrescere l'efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti: il rendimento medio delle centrali termoelettriche (a idrocarburi) attuali si attesta intorno al 38%, delle centrali di nuova generazione è del 55/60%.
La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo nel posto di calore e trasporto a distanza dell'energia elettrica consente di utilizzare il potenziale del combustibile fino al 97%.
Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l'esaurimento delle fonti fossili, sia perché comportano una sperequazione dei paesi ricchi nei confronti dei paesi poveri.
Contemporaneamente è necessario accrescere l'efficienza con cui l'energia prodotta viene utilizzata dalle utenze, a cominciare dal riscaldamento degli edifici: adeguandoci alle già note politiche tedesche e della provincia di Bolzano, per passare alla illuminazione (per esempio le lampade a led), agli elettrodomestici (ci vorrebbero tutti in classe A++), condizionatori (un ventilatore consuma molto meno e fa meno male), macchinari industriali (la maggior parte sono obsoleti), ecc.
Solo dopo, se l'offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Ma che tipo d'impianti? Certamente impianti di energia alternativa, piccoli impianti che puntano a rendere autosufficienti i luoghi di consumo energetico (abitazioni, fabbriche, mezzi di trasporto, ecc.) e riversano le eccedenze in rete, piccoli impianti che utilizzano localmente la fonte energetica di maggior presenza territoriale: solare termico e fotovoltaico dove c'è sole, mini idrico dove i fiumi e torrenti lo permettono, eolico dove tira veramente vento, biomasse dove sono reperibili combustibili vegetali vergini nel raggio di pochissimi chilometri, geotermia, biogas ecc., piccoli impianti integrati tra di loro, che siano compatibili con l'ambiente, il territorio e il paesaggio.
Solo così si potrà ridurre e sostituire l'utilizzo delle fonti fossili per la produzione di energia. Il problema energetico e della CO2 deve passare anche per un'altra politica dei trasporti, della produzione degli imballaggi e quindi dei rifiuti, del nostro modo di alimentarci (visto che l'attuale consumo di carne produce un enorme quantità di CO2), dell'attuale politica dei consumi, drastica riduzione del taglio delle foreste e di una seria politica di piantumazione.
Per risolvere i nostri problemi è necessario quindi: utilizzare al meglio le tecnologie che già ci sono e investire sulla ricerca; fare scelte politiche che passano per una reale volontà di risolvere i problemi; cambiare i nostri stili di vita che sono alla base di numerosi problemi attuali.
In questo modo non si farebbe fronte solo alla crisi energetica (prossimo esaurimento delle fonti fossili e nucleari) ma anche all'attuale crisi ambientale (rientrando alla grande nelle diminuzione in percentuale della CO2 previste dal protocollo di Kyoto), economica (distribuendo ricchezze tra i lavoratori di numerosi settori, rilanciando l'economia) e occupazionale (aumentando notevolmente i posti di lavoro in numerose piccole imprese).
Principali punti da applicare subito per accrescere l'efficienza, ridurre gli sprechi, risparmiare e infine produrre vera energia alternativa:
- eliminazione degli incentivi a tutte le energie che non provengono veramente da fonti rinnovabili (CIP 6).