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Temi relativi al risparmio energetico

Il futuro dell'illuminazione è a LED

 

Ridurre le emissioni applicando la tecnologia della cattura della CO2 ad una centrale a gas costerebbe circa 60 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica evitata. Farlo con il fotovoltaico circa 20 euro a tonnellata. Sostituire con i LED le lampadine a incandescenza, invece, per ogni tonnellata di CO2 ridotta darebbe anche un risparmio di 140-160 euro. Sono stime economiche tratte dall'ultima versione della famosa “curva” redatta dalla società di consulenza Mc Kinsey in cui si confrontano i costi di abbattimento della CO2 delle varie tecnologie. Numeri che rendono bene l'idea delle potenzialità di questa tecnologia di illuminazione nella transizione energetica necessaria e che si sta lentamente avviando.
Il tempo delle lampadine a incandescenza, che sprecano in calore la maggior parte dell'energia, d'altra parte come sappiamo è agli sgoccioli: già ora stanno venendo scalzate dalle fluorescenti compatte, o CFL, ed entro il 2016, assieme a tutte le lampade con classe di efficienza energetica “C”, in Europa andranno fuori produzione. Ma se le CFL sono state una rivoluzione rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza, discendenti dirette della prima realizzata da Edison, tutti sono d'accordo nel dire che il prossimo capitolo della storia dell'illuminazione avrà per protagonisti i LED.
Troppi i punti di forza dei diodi che emettono luce, in inglese Light Emitting Diode, costituiti da un catodo, un anodo, un chip montato su di un supporto riflettore e che producono luce grazie al movimento di elettroni in un materiale semiconduttore drogato. I consumi prima di tutto. Se una lampadina a incandescenza ha un'efficienza luminosa tra i 10 e 15 lumen per watt e una fluorescente arriva massimo ai 90 (ma si ferma spesso sui 60), i LED superano i 120-130 e IMS Research prevede che al 2015 se ne fabbrichino con efficienze luminose fino a 180 lumen per watt . Insomma, tagliano la bolletta e non di poco. Altro plus, la durata: con la loro struttura semplice e robusta i LED arrivano a durare circa cinque volte più delle CFL e oltre 50 volte più delle lampadine a incandescenza: funzionano per oltre 50mila ore (dopo di che non si spengono ma cala la luce che producono), contro le 8-12mila delle fluorescenti e le circa mille di quelle a incandescenza.
Altre ancora le caratteristiche dei LED che li candidano a essere la lampadina del futuro. Sono piccoli e modulari, super resistenti a sollecitazioni e urti, quindi adatti a una quantità quasi infinita di applicazioni. Possono dare una gamma di colori molto ampia (milioni di colori con la stessa lampadina per quelli formati da diodi di 3 colori) e non producono quasi per nulla calore ne raggi ultravioletti. Infine - aspetto da non trascurare - a differenza delle fluorescenti compatte - non contengono mercurio o altri elementi difficili da smaltire. E, rispetto alle altre tipologie di lampadine, assai minore è la quantità di materia utilizzata nella fabbricazione.
Una potenzialità quella dei LED, che però non è ancora pienamente espressa. Il LED per ora si sta affermando decisamente solo in alcuni settori. Uno di questo è sicuramente l'illuminazione pubblica. Durevoli ed efficienti i LED sono l'ideale per l'illuminazione stradale anche perché sono direzionali, emettono cioè un fascio luminoso definito, riducendo al minimo l’inquinamento luminoso e permettendo anche di ridurre i punti luce.

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Ridurre le emissioni applicando la tecnologia della cattura della CO2 ad una centrale a gas costerebbe circa 60 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica evitata. Farlo con il fotovoltaico circa 20 euro a tonnellata. Sostituire con i LED le lampadine a incandescenza, invece, per ogni tonnellata di CO2 ridotta darebbe anche un risparmio di 140-160 euro. Sono stime economiche tratte dall'ultima versione della famosa “curva” redatta dalla società di consulenza Mc Kinsey in cui si confrontano i costi di abbattimento della CO2 delle varie tecnologie. Numeri che rendono bene l'idea delle potenzialità di questa tecnologia di illuminazione nella transizione energetica necessaria e che si sta lentamente avviando.

 

Il tempo delle lampadine a incandescenza, che sprecano in calore la maggior parte dell'energia, d'altra parte come sappiamo è agli sgoccioli: già ora stanno venendo scalzate dalle fluorescenti compatte, o CFL, ed entro il 2016, assieme a tutte le lampade con classe di efficienza energetica “C”, in Europa andranno fuori produzione. Ma se le CFL sono state una rivoluzione rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza, discendenti dirette della prima realizzata da Edison, tutti sono d'accordo nel dire che il prossimo capitolo della storia dell'illuminazione avrà per protagonisti i LED.

 

Troppi i punti di forza dei diodi che emettono luce, in inglese Light Emitting Diode, costituiti da un catodo, un anodo, un chip montato su di un supporto riflettore e che producono luce grazie al movimento di elettroni in un materiale semiconduttore drogato. I consumi prima di tutto. Se una lampadina a incandescenza ha un'efficienza luminosa tra i 10 e 15 lumen per watt e una fluorescente arriva massimo ai 90 (ma si ferma spesso sui 60), i LED superano i 120-130 e IMS Research prevede che al 2015 se ne fabbrichino con efficienze luminose fino a 180 lumen per watt . Insomma, tagliano la bolletta e non di poco. Altro plus, la durata: con la loro struttura semplice e robusta i LED arrivano a durare circa cinque volte più delle CFL e oltre 50 volte più delle lampadine a incandescenza: funzionano per oltre 50mila ore (dopo di che non si spengono ma cala la luce che producono), contro le 8-12mila delle fluorescenti e le circa mille di quelle a incandescenza.

 

Altre ancora le caratteristiche dei LED che li candidano a essere la lampadina del futuro. Sono piccoli e modulari, super resistenti a sollecitazioni e urti, quindi adatti a una quantità quasi infinita di applicazioni. Possono dare una gamma di colori molto ampia (milioni di colori con la stessa lampadina per quelli formati da diodi di 3 colori) e non producono quasi per nulla calore ne raggi ultravioletti. Infine - aspetto da non trascurare - a differenza delle fluorescenti compatte - non contengono mercurio o altri elementi difficili da smaltire. E, rispetto alle altre tipologie di lampadine, assai minore è la quantità di materia utilizzata nella fabbricazione.

 

Una potenzialità quella dei LED, che però non è ancora pienamente espressa. Il LED per ora si sta affermando decisamente solo in alcuni settori. Uno di questo è sicuramente l'illuminazione pubblica. Durevoli ed efficienti i LED sono l'ideale per l'illuminazione stradale anche perché sono direzionali, emettono cioè un fascio luminoso definito, riducendo al minimo l’inquinamento luminoso e permettendo anche di ridurre i punti luce.

 

 

 

Fonte http://www.qualenergia.it/articoli/20120126-il-futuro-illuminazione-sara...

ENEA - RAEE 2010 - Rapporto Annuale Efficienza Energetica

E' uscito il rapporto ENEA RAEE 2010 che fa il punto sull'efficienza energetica in Italia, clicca qui per leggere il rapporto.

 

Ci sono diversi documenti tecnici, ma uno in particolare è orientato ai cittadini (clicca sull'immagine sotto per leggerlo) e fornisce diverse semplici informazioni e consigli per il risparmio energetico.

ENEA RAEE

 

Alcuni utili consigli

RIDUCI

 

Controlla la temperatura della tua abitazione. Riducendo la
temperatura ambiente di appena 1°C puoi tagliare i costi del 5-10% per
abitazione ogni anno.
? Riprogramma il termostato. Abbassando la temperatura di notte, o
quando in casa non c'è nessuno, e rialzandola al risveglio o al rientro in
casa, la bolletta sarà più leggera del 7-15%.
? Evita di raffreddare la casa troppo a lungo. Nel cambiare l'aria alle
stanze, ricorda di non lasciare la finestra spalancata troppo a lungo per
evitare che il calore esca per troppo tempo.
? Verifica la temperatura dell’acqua. E’inutile tenere il termostato del
boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l'acqua necessaria al
riscaldamento.
? Fai attenzione alla regolazione del frigorifero: La temperatura
raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è -
18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo
aumenterà del 5%.
? Non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice.
Le nuove lavatrici permettono di evitare questo passaggio e di
risparmiare il 15% di energia.
? Spegni il forno o i fornelli qualche minuto prima del termine della
cottura e lascia che il calore residuo completi l'opera.

 

  • Controlla la temperatura della tua abitazione. Riducendo la temperatura ambiente di appena 1°C puoi tagliare i costi del 5-10% per abitazione ogni anno.
  • Riprogramma il termostato. Abbassando la temperatura di notte, o quando in casa non c'è nessuno, e rialzandola al risveglio o al rientro in casa, la bolletta sarà più leggera del 7-15%.
  • Evita di raffreddare la casa troppo a lungo. Nel cambiare l'aria alle stanze, ricorda di non lasciare la finestra spalancata troppo a lungo per evitare che il calore esca per troppo tempo.
  • Verifica la temperatura dell’acqua. E’inutile tenere il termostato del boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l'acqua necessaria al riscaldamento.
  • Fai attenzione alla regolazione del frigorifero: La temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è -18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo aumenterà del 5%.
  • Non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice. Le nuove lavatrici permettono di evitare questo passaggio e di risparmiare il 15% di energia.
  • Spegni il forno o i fornelli qualche minuto prima del termine della cottura e lascia che il calore residuo completi l'opera.

 

 

SPEGNI

 

  • Spegni le luci quando non ne hai bisogno. Spegnendo 5 lampadine lasciate accese dove non servono puoi risparmiare circa € 60 all'anno.
  • Passa alle lampadine a basso consumo: una sola di queste può ridurre la bolletta di 30 euro all’anno.
  • Quando è possibile, collega tutti gli apparecchi elettrici (TV,lettore DVD, impianto stereo) ad una presa multipla dotata di interruttore. Quando non li utilizzi, spegni semplicemente l'interruttore e taglierai i consumi di elettricità dal 5 al 10% . Gli apparecchi lasciati in stand-by, infatti, continuano a usare elettricità.

MUOVITI

  • Scegli una di queste alternative per recarti sul luogo di lavoro:bicicletta, car pooling, mezzi pubblici. In media, per ogni litro di benzina bruciato motore della tua auto vengono rilasciati in atmosfera oltre 2,5 kg di CO2.
  • Cerca di evitare i brevi percorsi in auto. Il consumo di carburante è molto più elevato a motore freddo.
  • Attenzione alla pressione degli pneumatici: se è inferiore a 0,5 bar, l'automobile utilizza il 2,5% in più di carburante.
  • Utilizza un olio a bassa viscosità per il motore, per lubrificare meglio la parti mobili riducendo l'attrito. Gli oli migliori possono ridurre il consumo di carburante e di oltre il 2,5%.
  • Non abusare dell'aria condizionata in auto. Quando l'accendi , il consumo e le emissioni di CO2 aumentano del 5% circa.

 

Dal 1° gennaio 2012 la pagella energetica entra negli annunci immobiliari

fotoNiente annunci immobiliari senza pagella energetica. Dal 1° gennaio 2012 diventa obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica nelle "offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari". In pratica, chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato dovrà prima farsi fare la certificazione energetica da un tecnico abilitato, così da poter inserire il risultato negli annunci di vendita (affissi all'edificio o pubblicati su siti internet, riviste, giornali e altri mezzi di comunicazione). Le regole e le sanzioni. L'obbligo è stato dettato dal decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011), che ha aggiunto il comma 2-quater nell'articolo 6 del Dlgs 192/2005, e alcuni annunci cominciano già a riportare i dati sulle prestazioni energetiche.

 

Il grosso, però, pare ancora sprovvisto di indicazioni. E qui entra in gioco un punto delicato: cosa rischia chi non rispetta l'obbligo? La norma nazionale non prevede sanzioni, anche se alcune riviste specializzate e siti internet hanno iniziato ad avvisare gli inserzionisti dei nuovi obblighi, rifiutando in qualche caso le offerte senza pagella energetica. Il tutto a meno che qualcuno non decida di richiamare in gioco due vecchi articoli della legge 10/1991: cosa che, però, al momento, pare improbabile. Sono invece sicure le multe da 1.000 a 5.000 euro previste in Lombardia con una legge regionale.

 

I dati da indicare. Secondo la norma nazionale, deve essere indicato nell'annuncio l'indice di prestazione energetica. È il valore che misura il consumo di energia primaria all'anno per mantenere 20 gradi di temperatura negli ambienti, riferito per le abitazioni ad ogni metro quadrato ed espresso in chilowattora (kWh/m2). Più basso il valore, più alta l'efficienza energetica. La legge, quindi, sorprendentemente, non richiede la classe energetica (quella che va da A+ a G, per intenderci), che era un modo sintetico ed efficace per far capire a tutti le qualità dell'appartamento.

 

Si potrebbe pensare che le due soluzioni siano in qualche modo identiche, dal momento che la classe energetica dipende pur sempre dall'indice di prestazione. E invece non è così: nel classificare gli edifici la legge nazionale tiene conto della quantità di pareti perimetrali esposte al freddo e della temperatura esterna della località. Detto in parole più semplici, un attico all'ultimo piano o una villetta possono avere una classe energetica migliore di un appartamento posto a un piano intermedio, pur consumando di più, e una casa in montagna è privilegiata, rispetto a una in pianura, ai sensi delle classi energetiche. In definitiva una classe energetica piuttosto buona (per esempio la B), dice che quel particolare immobile ha buone prestazioni per essere, per esempio, una villetta posta ad alta quota, anche se consuma magari di più di un appartamento al terzo piano al mare, che invece è solo in classe di efficienza energetica C. L'obbligo di inserire, l'indice di prestazione, invece della classe, pur essendo molto meno comprensibile ai non addetti ai lavori, dà un'indicazione più diretta dei consumi reali, e dovrebbe rendere impossibile l'autocertificazione in classe G.

 

Non solo: fa giustizia di certe differenze nella classificazione energetica esistenti tra quella vigente in certe regioni (Emilia Romagna, Liguria e Piemonte) e il resto dell'Italia: il calcolo dell'indice di prestazione energetica è comunque fatto allo stesso modo. Non è così solo per la Lombardia, che usa un metodo un po' differente. I contratti interessati. La legge nazionale parla di "annunci di vendita", ma anche di "trasferimento a titolo oneroso". Nessun dubbio, quindi, sul fatto che eventuali proposte di permuta debbano comunque riportare la pagella energetica, perché sono pur sempre trasferimenti a titolo oneroso. Anche le compravendite di quote in multiproprietà dovrebbero essere coinvolte (ma forse restano escluse quelle fatte con il sistema del "trust", che prevede la compravendita di quote societarie, non di immobili). Indenni restano invece le donazioni. Infine non dovrebbe contare – ma servirà una conferma ufficiale – il fatto che l'immobile non abbia impianti di riscaldamento, come può accadere al Sud, particolarmente per le case di vacanza: in questi casi, la certificazione energetica resta tecnicamente possibile.

 

Fonte http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2011-12-28/gennaio-2012-pagella-energetica-201655.php?uuid=Aa7vAiYE&fromSearch

Detrazioni fiscali 55%: la proroga nella Manovra Monti

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DETRAZIONI FISCALI DEL 36% E DEL 55%

La detrazione per le ristrutturazioni edilizie diventa permanante, dopo anni di continue scadenze e proroghe. Le nuove norme, infatti, modificano direttamente il Testo Unico delle Imposte sui Redditi - Tuir (Dpr 917/1986). Restano confermati la percentuale di detrazione del 36%, il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali. Agli interventi detraibili già previsti dalla normativa vigente, si aggiungono quelli per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali.

 

La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici viene invece prorogata fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni. Dal 1° gennaio 2013 la percentuale scenderà al 36% e l’agevolazione sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dalla Manovra al Tuir, assimilandola quindi a quella per le ristrutturazioni.

 

Fonte http://www.edilportale.com/news/2011/12/normativa/in-vigore-la-manovra-salva-italia-tutte-le-novit%C3%A0-per-l-edilizia_25106_15.html

 

Proroga delle detrazioni fiscali con taglio delle aliquote?

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Nel bel mezzo del marasma che sta vivendo il nostro Governo, dal futuro sempre più incerto, si conferma intanto nella bozza del Ddl Stabilità, discussa la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, la possibile proroga delle detrazioni fiscali (detta del 55%) per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Ne avevamo già dato notizia lo scorso 25 ottobre (Qualenergia.it, Il 55% per l'efficienza negli edifici sopravviverà ridotto?) e come avevamo scritto nella bozza del decreto Sviluppo (pag.31) la novità è che il bonus potrà essere prolungato fino al 2014, ma con le aliquote al ribasso.
Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva indicato come percentuale massima della detrazione quella del 52% dal 2012, così come previsto delle riduzioni lineari introdotte dalla manovra estiva e anticipate dalla manovra di ferragosto.
Sono stati poi introdotti parametri di spesa specifica, prima non previsti (ad esempio, non più di 800 €/m2 di pannello solare, tra 100 e 200 €/m2 per la coibentazione, oppure non più di tot €/kW per le caldaie) in modo da rendere la misura più efficiente. Vediamo alcuni esempi:
Aliquota del 52% per:
i pannelli solari termici, con un tetto di detrazione massimo di 50mila euro (anziché 60mila euro)
le superfici isolanti opache verticali e orizzontali (la detrazione massima resta sempre di 60mila euro)
gli impianti di riscaldamento e climatizzazione ad alta efficienza di potenza superiore a 35 kW (in genere condominiali) con un massimo di 50mila euro (attualmente è 30mila euro).
Aliquota del 41% per:
le caldaie ad alta efficienza inferiori a 35 kW (per appartamento) con una detrazione massima di 7mila euro (ora 30mila)
le finestre e i relativi infissi con un tetto di 40mila euro. Per questo tipo di interventi viene inserita inoltre una condizione per ottenere lo sconto fiscale: dovranno essere installate contestualmente le valvole termostatiche ai termosifoni, cioè quei dispositivi che consentono di regolare autonomamente la temperatura di ogni elemento.
Resta ancora non chiarita la possibilità per i prossimi anni di effetti retroattivi dei tagli anche per i rimborsi fiscali di coloro che hanno già realizzato negli anni passati un intervento di efficientamento. Ma questo provvedimento sarebbe in palese contraddizione con il principio di non-retroattività sancito nello Statuto dei diritti del contribuente.

 

Nel bel mezzo del marasma che sta vivendo il nostro Governo, dal futuro sempre più incerto, si conferma intanto nella bozza del Ddl Stabilità, discussa la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, la possibile proroga delle detrazioni fiscali (detta del 55%) per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Ne avevamo già dato notizia lo scorso 25 ottobre (Qualenergia.it, Il 55% per l'efficienza negli edifici sopravviverà ridotto?) e come avevamo scritto nella bozza del decreto Sviluppo (pag.31) la novità è che il bonus potrà essere prolungato fino al 2014, ma con le aliquote al ribasso.

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva indicato come percentuale massima della detrazione quella del 52% dal 2012, così come previsto delle riduzioni lineari introdotte dalla manovra estiva e anticipate dalla manovra di ferragosto.

Sono stati poi introdotti parametri di spesa specifica, prima non previsti (ad esempio, non più di 800 €/m2 di pannello solare, tra 100 e 200 €/m2 per la coibentazione, oppure non più di tot €/kW per le caldaie) in modo da rendere la misura più efficiente. Vediamo alcuni esempi:

 

Aliquota del 52% per:

  • i pannelli solari termici, con un tetto di detrazione massimo di 50mila euro (anziché 60mila euro)
  • le superfici isolanti opache verticali e orizzontali (la detrazione massima resta sempre di 60mila euro)
  • gli impianti di riscaldamento e climatizzazione ad alta efficienza di potenza superiore a 35 kW (in genere condominiali) con un massimo di 50mila euro (attualmente è 30mila euro).

Aliquota del 41% per:

  • le caldaie ad alta efficienza inferiori a 35 kW (per appartamento) con una detrazione massima di 7mila euro (ora 30mila)
  • le finestre e i relativi infissi con un tetto di 40mila euro. Per questo tipo di interventi viene inserita inoltre una condizione per ottenere lo sconto fiscale: dovranno essere installate contestualmente le valvole termostatiche ai termosifoni, cioè quei dispositivi che consentono di regolare autonomamente la temperatura di ogni elemento.

Resta ancora non chiarita la possibilità per i prossimi anni di effetti retroattivi dei tagli anche per i rimborsi fiscali di coloro che hanno già realizzato negli anni passati un intervento di efficientamento. Ma questo provvedimento sarebbe in palese contraddizione con il principio di non-retroattività sancito nello Statuto dei diritti del contribuente.

 

 

Fonte http://qualenergia.it/articoli/20111107-proroga-delle-detrazioni-fiscali-con-taglio-delle-aliquote

 

Bagni di Lucca: cartiera adotta tecnologia innovativa per il risparmio energetico

Di di Marilisa Romagno http://www.alternativasostenibile.it/articolo/cartiera-adotta-tecnologia-innovativa-per-il-risparmio-energetico-2510.html


fotoCartiera Pasquini, storica cartiera di Bagni di Lucca, una delle più antiche in Europa che vede il suo anno di fondazione addirittura nel 1465 e appartenente alla famiglia Pasquini dal 1940, è protagonista di una storia di innovazione "verde" che coniuga tradizione centenaria e tecnologia d'avanguardia. 

 

Grazie all'intuizione dell'amm.re unico e proprietario, rag. Stefano Pasquini, e per far fronte agli ingenti costi energetici tipici del comparto, è la prima cartiera al mondo ad aver installato unimpianto di cogenerazione a turbina "oil free" ad alto rendimento, tecnologia frutto di un brevetto della società americanaCapstone, che grazie all'aggiunta di un sofisticato sistema aeraulico, oltre a produrre in un ciclo combinato energia elettrica e calore, sfrutta l'aria calda di scarico delle turbine che viene reimmessa nel sistema di essiccamento, azzerando così il consumo di combustibile per il riscaldamento dell'aria di processo.

 

Grazie a questa innovazione, il nuovo impianto ha consentito alla cartiera di risolvere molteplici problemi contemporaneamente: non solo far fronte ai costi e guadagnare l'indipendenza energetica, ma anche eliminare i problemi di inquinamento che il vecchio impianto, con caldaia a vapore alimentata a BTZ, comportava, migliorando al tempo stesso la qualità e la produttività della carta grazie alla temperatura dei fumi che escono dalla turbine e che, non avendo alcun residuo, ne assicurano un perfetto sfruttamento ecologico.

 

Il nuovo impianto è costituito infatti da tre microturbine Capstone da 65 kW "oil free" alimentate a metano che non necessitano di olio lubrificante o liquidi refrigeranti per operare e modulano in funzione della potenza richiesta per asciugare la carta. La perfetta gestione del processo di essiccamento è realizzata mediante un sistema a PLC che interagisce sia con il sistema di controllo delle turbine che con il controllo qualità in linea della cartiera.

 

Efficienza energetica, l’UE bacchetta l’Italia

fotoTirata d’orecchie per l’inefficienza energetica degli edifici: l’Italia è di nuovo nel mirino dell’esecutivo UE. La Commissione Europea ha chiesto formalmente al nostro Paese “di conformarsi all’integralità delle norme in materia di rendimento energetico dell’edilizia”, e ha deciso di inviare un parere motivato. Già nel novembre dello scorso anno, ricorda Bruxelles, la Commissione aveva informato il nostro Governo “circa l’inosservanza della normativa”. E, sebbene nel frattempo le autorità italiane abbiano preso misure supplementari, la Commissione ritiene che la nostra legislazione “non soddisfi completamente gli obblighi unionali”.

Attualmente agli edifici si deve il 36% delle emissioni di CO2 dell’Unione e il 40% del consumo di energia; la direttiva ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi introducendo una serie di prassi che permettano di controllarne e migliorarne l’efficienza. In particolare, la legislazione vincola gli Stati membri a stabilire una metodologia per il calcolo delle performance energetiche degli edifici e una serie di requisiti minimi di rendimento, sia per gli immobili di nuova costruzione che per quelli esistenti, se di metratura superiore a 1.000 mq e sottoposti a ristrutturazioni significative. Ogni immobile, alla costruzione, ma anche in caso di compravendita o locazione, dovrebbe poi essere accompagnato da un certificato di rendimento energetico che informi il nuovo proprietario o inquilino circa i consumi dell’edificio. Tali attestati di certificazione energetica (ACE) devono essere rilasciati con l’intervento di esperti qualificati indipendenti e fornire indicazioni sui possibili metodi per ridurre i consumi.

La direttiva chiede infine ai Paesi membri di istituire un sistema di ispezioni periodiche per il loro controllo. Per questo l’UE critica la legislazione italiana, che autorizza invece i proprietari ad autocertificare il rendimento energetico dichiarando che il proprio edificio appartiene ad una classe di consumo inferiore (G). E, quando si tratta di affitto, prescrive questi attestati solo per i nuovi immobili, mentre non li considera obbligatori per quelli esistenti.

Ma l’Italia ha mancato anche nel varare misure adeguate per garantire controlli regolari degli impianti di condizionamento dell’aria. Se il nostro Paese non adotterà, entro due mesi, le misure opportune, la Commissione potrà dunque decidere di adire la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Dal Governo intanto si fa sapere che il Decreto Sviluppo, che l’esecutivo sta mettendo a punto, dovrebbe contenere una proroga triennale delle attuali detrazioni fiscali del 55% per l’efficienza energetica. “La procedura dell’Europa contro l’Italia sul rendimento energetico degli edifici è uno stimolo in più a inserire la norma per la detrazione nel decreto sviluppo a cui stiamo lavorando”, ha confermato Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’Energia. “La proroga delle detrazioni del 55% – continua Saglia – è uno strumento anticiclico, perché consente di fare crescita economica ed è fondamentale estenderla per un periodo adeguato, così da stimolare anche investimenti più cospicui”. È questo infatti uno dei capitoli che compongono il pacchetto di proposte presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico, al centro del confronto dei tavoli avviati tra esecutivo, imprese e banche. La proroga, si legge in una nota, “potrebbe essere accompagnata dall’introduzione di tetti di spesa specifica, prima non previsti e per alcuni interventi (finestre, piccole caldaie) si prevede la riduzione fin da subito al 41% della percentuale di detrazione”.

 

Francesca Fradelloni
GreenNews

Energia, risparmio ed edifici: l'Italia rischia il deferimento alla Corte di Giustizia Ue

L'Italia rischia il deferimento alla Corte di Giustizia europea per mancata osservanza alla normativa comunitaria in materia di rendimento energetico dell'edilizia .

Gli edifici consumano il 40% dell'energia e producono il 36% delle emissioni di CO2 dell'Unione europea. Se adottiamo le misure in materia di efficienza energetica previste dalla legislazione europea per il settore edile, entro il 2020 riusciremo a ridurre in maniera significativa il consumo energetico e le emissioni di CO2 dei nostri edifici. Edifici efficienti sul piano dell'energia significano anche risparmi per le famiglie, perciò e' fondamentale che gli Stati membri applichino tutte le disposizioni in materia. Le disposizioni della legislazione italiana in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici non rispondono alle esigenze fissate dalla direttiva.

 

L'Italia non ha inoltre adottato alcuna misura relativa all'obbligo di ispezioni periodiche degli
impianti di condizionamento dell'aria per valutarne il rendimento. Se entro due mesi l'Italia non adotterà le opportune misure, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia del''Unione europea.
Insomma manca una seria politica energetica che miri al razionale utilizzo delle nostre risorse. E poi si volevano costruire le centrali nucleari che non convengono e non risolvono.

 

 

Efficienza energetica, indagine Domotecnica sulle abitazioni italiane

fotoSecondo i dati raccolti, l’81,5% delle case ha un isolamento termico medio o scarso, quasi il 50% degli impianti termoidraulici è obsoleto


Qual è lo stato di salute delle abitazioni e degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento in Italia? Secondo un’indagine interna di Domotecnica, presentata nell’ambito del 13° Congresso Nazionale Domotecnica che si è tenuto la scorsa settimana a Milano, nelle case degli italiani c’è ancora una scarsa diffusione di impianti ad alta efficienza energetica e/o ad energie rinnovabili.

 

L’indagine, che ha interpellato 4.367 famiglie italiane e non è comunque rappresentativa dell’universo nazionale, rivela che il 79,2% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1980 e solo il 10,1% dopo il 2000. Inoltre, l’81,5% delle abitazioni è caratterizzato da un livello di isolamento termico valutato dagli inquilini come medio o scarso; quasi la metà (49,5%) degli impianti termoidraulici installati sono stati realizzati prima del 1990 e solo il 27,3% dopo il 2000.

 

 

Impianti di riscaldamento obsoleti


Solo il 13,5% delle famiglie interpellate dichiara di aver installato, per il riscaldamento e/o produzione di acqua calda sanitaria, delle caldaie a condensazione, più efficienti di quelle tradizionali. A questo si aggiunge il fatto che l’87% dei sistemi per l’emissione di calore presenti negli stabili italiani sono radiatori di tipo tradizionale (termosifoni), soluzioni che non permettono di limitare gli sprechi energetici.

 

Al contrario, solo il 5% delle abitazioni viene riscaldato mediante impianti più efficienti, come quello radiante (pavimento/soffitto/parete), o utilizzando radiatori con valvole termostatiche (4%) che consentono di ridurre gli sprechi impostando la temperatura nei diversi ambienti.

 

Impianti a biomasse

Per quanto riguarda il rapporto con le energie rinnovabili, gli italiani – secondo l’indagine interna di Domotecnica – si dimostrano restii ad adottare queste tecnologie anche se, in linea generale, preferiscono le biomasse rispetto al solare termico o al fotovoltaico. Il 18,9% utilizza per il riscaldamento impianti a biomasse (legna e pellets): in particolare, il 12,2% possiede un caminetto a legna, il 3,5% stufe a legna e il 3,2% a pellets.

 

Solare termico e fotovoltaico


Per quanto riguarda gli impianti solari termici, solo il 5,6% degli italiani interpellati da Domotecnica utilizza questa tecnologia per il riscaldamento (1,2%) e per la produzione di acqua calda sanitaria (4,4%). Inoltre solo il 2,5% ha dichiarato di aver installato un impianto fotovoltaico per la per la produzione di energia elettrica e nella maggior parte dei casi si tratta di un impianto con una potenza nominale di 3 kWp.

 

Serramenti e infissi

 

Sul fronte della tipologia delle finestre adottate, scelta che influisce direttamente sulla classe energetica di un’abitazione, secondo i dati di Domotecnica, il 49,3% delle famiglie dichiara di avere infissi in legno con vetro doppio, il 23,7% in legno con vetro singolo, il 16,2% in alluminio con doppio vetro, il 4,9% in PVC, il 3,4% in alluminio con vetro singolo e solo il 2,5% con doppio serramento.

 

“L’endemica situazione di degrado del patrimonio immobiliare italiano – sottolinea in una nota Domotecnica – rappresenta un forte ostacolo al raggiungimento degli obiettivi del 20-20-20 indicati dalla Comunità Europea, e rende necessaria una rapida inversione di tendenza, che, per essere attuata, presuppone la necessità di individuare da un lato politiche incentivanti sul fronte dell’efficienza energetica, dall’altro formare i professionisti affinché siano in grado di affrontare queste sfide. Un impegno che coinvolge gli oltre 85 mila impiantisti idrosanitari su tutto il territorio nazionale”.

 

“Siamo d’accordo con la linea di Confindustria per quanto riguarda la proroga degli incentivi del 55% – commenta Luca Dal Fabbro, ad di Domotecnica –. Anzi, ribadiamo la necessità che il Governo garantisca una stabilità delle regole e degli incentivi all’efficienza energetica, che è la vera risorsa inutilizzata del nostro Paese. Siamo convinti che la strada corretta da perseguire sia quella di agevolare un consumo più corretto dell’energia. In Italia, infatti, il sistema incentivante premia infatti quasi esclusivamente la produzione di energia da fonti rinnovabili trascurando l’efficienza energetica. Per questo chiediamo incentivi più forti e più stabili per questo settore”.

 

Saglia: più stabilità per la detrazione 55%

In proposito va ricordato che il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia, Stefano Saglia, intervenendo al Congresso Nazionale, ha annunciato che tra i vari punti del decreto legge per la crescita in preparazione “ci sarà quello che darà alla detrazione del 55% maggior tempo. Infatti il rinnovo annuale non permette ai cittadini di sfruttarne appieno le potenzialità”.

 

Fonte http://www.ciaccimagazine.org/?p=6755

Progetti per l'energia pulita

Il Comune di Gallicano ha presentato alla Regione Toscana altri 3 progetti rivolti al risparmio energetico nel settore dell'edilizia sportiva, nel settore edilizia cimiteriale e dell'illuminazione pubblica. Lo rende noto il vicesindaco e assessore all'ambiente Egidio Nardini. 

 

Si tratta nello specifico di realizzare un piccolo impianto di produzione elettrica e termica oltre alla sostituzione delle lampade per l'illuminazione del campo sportivo con lampade ad alta efficienza energetica. Il secondo intervento è relativo alla realizzazione di due piccoli impianti fotovoltaici presso i cimiteri di Gallicano capoluogo e della frazione di Verni, unitamente alla sostituzione di tutte le lampade votive con lampade a "led".  Il terzo intervento consiste nell'installazione di quattro lampioni fotovoltaici nei luoghi o località non raggiungibili dalla rete di illuminazione pubblica.  Il costo complessivo sarà di 95mila euro.  Il progetto relativo al campo sportivo "S. Toti" sta per essere realizzato insieme ad altri interventi importanti di manutenzione relativi all'immobile degli spogliatoi e agli impianti tecnologici, mentre gli altri si realizzeranno se rientreranno nella graduatoria del contributo regionale.  «Continua così - dice Nardini - l'impegno a 360 gradi dell'Amministrazione sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico». E presto arriverà l'impianto a biomasse

 

Fonte http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2011/09/11/news/progetti-per-l-energia-pulita-4943079

 

Fuori mercato anche le lampadine da 60 Watt

fotoDopo circa un secolo e mezzo di onorato servizio, la lampadina inventata da Edison sta per andare definitivamente in pensione. Siamo giunti al secondo step del graduale abbandono dei bulbi classici. Da oggi, infatti, spariscono dal mercato le tradizionali lampadine da 60 Watt. Due anni fa erano state bandite quelle da 100 Watt, l'anno scorso quelle da 75 e piano piano spariranno tutte. L'Unione europea ha stabilito un calendario lento e progressivo per dire addio al passato . A sostituire le tradizionali ci sono già le nuove lampadine a risparmio energetico: fluorescenti, alogene ad alta efficienza e led, presenti ormai in molte case.

 

 

Meno sprechi e meno emissioni 

 

 

Questo cambiamento radicale di abitudini comporta importanti novità, sia sotto il profilo del risparmio energetico (e quindi anche del portafoglio di ciascuno di noi) sia ambientali. Solo in Italia, si potranno risparmiare a partire da oggi, inizio del divieto di vendita delle lampadine da 60 Watt, 3 miliardi di KWh, pari a circa 1.300 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

 

Fonte http://www.altroconsumo.it/elettricita/fuori-mercato-anche-le-lampadine-...

WWF mette a disposizione il calcolatore dell'impronta ecologica di Carbonio

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Piano energetico nazionale, Romani: «Una bozza il 15 settembre...»

Aspetta che mo' me lo segno. La vecchia battuta viene spontanea di fronte all'ennesimo annuncio sul piano energetico nazionale fatto oggi dal ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani(nella foto assieme al ministro Stefania Prestigiacomo), durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del vertice con le parti sociali. «Il 15 settembre presenteremo una prima bozza della nuova strategia energetica nazionale, che vogliamo presentare al paese e all'Europa, nella seconda metà di novembre».

 

Ricordiamo che il Piano di azione italiano per l'efficienza energetica(Paee) 2011 è stato varato pochi giorni fa dalla Conferenza Stato - Regioni e sarà presentato all'Ue con un ritardo di circa un mese. Il piano energetico nazionale invece non si sa più nemmeno da quanto tempo viene annunciato e dunque anche stavolta non resta che aspettare il 15 settembre. E' chiaro che dopo il referendum, la bozza precedente dovrà essere totalmente rivista, dato che il nucleare è uscito definitivamente di scena. Il timore è quello di un rilancio del carbone, visto che ormai anche per questo governo è passata l'idea che con la cattura della C02 i problemi dell'utilizzo di questa fonte sia "pulito". Di certo l'Italia continuerà comunque ad usare lautamente il gas, ma se vuole (vorrà) essere un piano energetico che guarda davvero al futuro e al bene del paese deve prevedere un aumento progressivo delle energie rinnovabili che, oltre ai suddetti risparmi, non possono non essere la strada che un Paese primo di fonti di energia fossile proprie deve seguire.

 

Va ricordato infatti che questo è uno dei punti per la crescita presentati al governo dalle parti sociali: servono «politiche incisive volte alla promozione e difesa del made in Italy di qualità quale leva competitiva del Paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano, sfruttando il potenziale di penetrazione commerciale all'estero delle imprese italiane» senza dimenticare un piano energetico per la green economy «con una visione al 2020» e sostenendo «i processi di ricerca e innovazione delle imprese cominciando con il rendere immediatamente operativo il credito d'imposta previsto dal dl Sviluppo».

 

Proprio perché si richieda il piano energetico, il ministro Romani ha rilasciato le precedenti dichiarazioni.

Giova poi ricordare quanto ha scritto pochi giorni fa su QualeEnergia Gianni Silvetsrini, direttore del Kyoto Club: «La Commissione Europea nei suoi scenari al 2050 prevede la totale decarbonizzazione della generazione elettrica. Alcuni Stati sono andati oltre, come la Danimarca che sulla base delle analisi della propria Commissione sulle politiche dei cambiamenti climatici prevede un percorso per sganciarsi totalmente dai combustibili fossili entro la metà del secolo (...). Naturalmente ci saranno diversi ostacolia questa transizione, ad iniziare dai potenti interessi coinvolti nella struttura energetica dominante. Ci sono molte infrastrutture, gasdotti, rigassificatori, oleodotti, centrali elettriche che sono in fase di realizzazione o previste entro il 2020 e che avrebbero poco senso nel nuovo contesto. La pianificazione di queste opere andrebbe rivista alla luce dello "scenario 100% rinnovabili", con undrastico ridimensionamento per garantirsi la fase di transizione e una riserva di emergenza. Per questo motivo, al fine di evitare scelte inutili, è importante che su questo tema si apra quanto prima un ampio dibattito anche nel nostro paese».

 

 

Fonte http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=11707

 

Casa ecologica a impatto zero. A Castelvecchio l’abitazione del futuro

foto Una casa ecologica ad impatto zero? Non siamo in un futuro prossimo ma nella realtà. A Castelvecchio di Compito, in via di Tiglio, c’è un’abitazione che non inquina ed a basso consumo energetico. Niente allacciamenti (a parte quello con Enel) e consumo di gasolio o metano. Il costo è elevato, ma i benefici nel lungo periodo sono notevoli. Bollette meno care e più benessere.

 

Una casa in classe “A” vissuta dagli stessi progettisti. Perché la casa è stata progettata e costruita direttamente dai proprietari, la famiglia Bindi, che ci abita da sei mesi. Sono marito e moglie, con due figlie di 14 e 18 anni. L’abitazione risulta essere completamente autonoma dal punto di vista energetico sia per il riscaldamento che per l’utilizzo della cucina non vi sono allacciamenti a nessun tipo di combustibile quali gasolio, gas metano o gpl, ma tutto funziona esclusivamente tramite il consumo di energia elettrica prodotta autonomamente dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto dell’abitazione con potenza di 9 kw. Inoltre viene utilizzato anche un sistema di risparmio dell’acqua potabile in quanto le acque piovane sono state canalizzate e raccolte in una vasca interrata, per essere utilizzate per gli scarichi dei wc e l’irrigazione del giardino e dell’orto.

 

«Siamo sempre stati convinti della grande convenienza ad acquistare e vivere in una casa ecologica – spiega l’architetto Gloria Pieroni – così nel 2004 abbiamo acquistato uno dei pochi terreni edificabili. Il regolamento urbanistico ci dava la possibilità di fare una sola unità abitativa, ma non volevamo spostarci dal nostro paese. I benefici sono tanti dal punto di vista abitativo ed economico. Si consuma solo energia elettrica e grazie ad un impianto di 9 kw compensiamo la minore produzione durante i periodi invernali. Inoltre possiamo usufruire degli incentivi. La spesa iniziale è abbastanza alta, il 20% in più di una casa tradizionale. Solo l’impianto fotovoltaico è costato 45 mila euro. Ma nel giro di una decina di anni la spesa si ammortizza e soprattutto si vive meglio e si consuma meno. E il risparmio si vede sulle utenze». Una casa oltretutto costruita da aziende e ditte locali. Tutto questo a Capannori, tra i primi comuni italiani ad aderire all’obiettivo Emissioni Zero entro il 2050 (dopo Rifiuti Zero 2020) e dove sono già abitate le prime case popolari a risparmio energetico (a Marlia) che hanno conquistato la ribalta nazionale e non solo. L’amministrazione comunale ha disegnato un piano di edilizia sostenibile e preparato un bando per la ricerca di figure professionali per l’analisi di certificati energetici.

 

NICOLA NUCCI Dal Tirreno

 

 

 

 

Gruppo E.ON: sussidio per gli impianti a micro-cogenerazione

chpLa produzione combinata di calore ed energia è un beneficio per l'ambiente e svolgerà un ruolo chiave nella svolta energetica nazionale. Oltre ai grandi edifici residenziali, adesso anche singole costruzioni domestiche o bi-familiari possono trarre vantaggio da questa tecnologia, che ormai ha raggiunto la maturità del mercato. Normalmente questi impianti hanno una capacità di un kilowatt. "Per diversi anni, E.ON e i produttori si sono impegnati in una partnership tecnologica per sviluppare e testare le unità di micro-cogenerazione per le famiglie" spiega Stefan Vogg, responsabile commerciale di E.ON in Germania. "L'alta efficienza di questa tecnologia può dare un contributo significativo per laprotezione del clima. Per questo vogliamo contribuire con un sostegno finanziario alla loro diffusione sul mercato".

Il sistema di micro-cogenerazione produce sia calore che elettricità. Come carburante viene utilizzato gas naturale o biometano, che attiva un motore in grado di produrre energia elettrica attraverso un generatore. Il calore di scarto è disponibile per il riscaldamento. Attualmente il costo di una micro-unità CHP, compresa l'installazione è tra i 18.000 e i 25.00 euro. A seconda del periodo di utilizzo, un sistema di questo tipo può garantire il 50% del fabbisogno energetico di una casa. Modelli di calcolo dei produttori mostrano che una famiglia di quattro persone con circa 5.000 kWh di elettricità annuali, a seconda del tempo di funzionamento, può risparmiare circa 900 euro un anno. L'alta efficienza delle micro-unità CHP consente inoltre di evitare l'emissione di circa un terzo della quantità di anidride carbonica prodotta dai sistemi convenzionali.

 

Di T. Tautonico fonte  http://www.alternativasostenibile.it/articolo/gruppo-e-on-sussidio-per-gli-impianti-a-micro-cogenerazione-2307.html

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