KiloWatten: strumento di analisi dei consumi elettrici domestici che aiuta a risparmiare
KiloWàttene, strumento messo a punto da Comune di Bologna ed ENEA, permette un'analisi dei consumi elettrici domestici in maniera interattiva, consentendo di individuare - mediante raffronto con apparecchi ad alta efficienza e con simulazioni del tipo "cosa succede se..." - le azioni più incisive per la riduzione dei consumi.
Lo abbiamo provato e risulta essere semplice da utilizzare, basta avere una bolletta ENEL per riempire la parte dei consumi dell'ultimo anno ed iniziare ad inserire i propri elettrodomestici, le lampadine, ecc.
Si può riempire anche poco alla volta, ed alla fine ci mostra il grafico dei consumi ed il grafico dei possibili risparmi, e restituisce informazioni su come diminuire il nostro consumo energetico.
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Internet, i server migrano in Islanda per il freddo e non solo
L’Islanda potrebbe diventare per Internet quello che la Svizzera è per le banche. Il paese dei geyser e di quel vulcano dal nome impronunciabile che ha messo a terra gli aerei di tutta Europa, si sta infatti proponendo come l’Eldorado del mondo in rete. Grazie a una legislazione che oggi protegge WikiLeaks e che potrebbe essere estesa per proteggere da cause civili e penali tutti i server che decidessero di migrare lassù. E grazie a una politica economica aggressiva che tende ad attrarre nell’isola le server farm più grandi del mondo, sfruttando il clima rigido che consente risparmi di energia e, quindi, di costi.
Le ”fattorie del terzo millennio” ospitano ciascuna centinaia di migliaia di computer e rappresentano il motore di Internet da cui passa tutto quello che attraverso la Rete arriva a casa nostra. Del resto questa è l’era del cloud computing: sempre più dati sono immagazzinati non nei nostri pc, ma in server lontani a cui accediamo mentre siamo in movimento, dall’ufficio, da casa, con il cellulare o l’iPad. Ma che cosa significa in termini di lavoro e investimento una server farm? Per capirlo basta pensare che il colosso della mela ne ha appena costruita una per la sua AppleTv: un progetto realizzato in North Carolina costato un miliardo e mezzo di dollari. È anche per ragioni economiche che l’Islanda si candida a paradiso dei provider e della libera informazione sul web. Ed ecco l’argomento che Reykjavik può sfruttare per convincere gli investitori: per raffreddare al meglio i computer delle server farm non serve l’aria condizionata, ma basta quella fredda del Paese. Il conto del risparmio è presto fatto, come spiega il dottor Bradd Krap, docente di Economia all’Università di Londra: “Oggi, per ogni watt consumato per alimentare un server, se ne spende tra il 40 e il 60% in più per il suo raffreddamento”. Alcuni grandi investitori hanno già cominciato a lavorare per costruire server farm in Islanda. Primo fra tutti la Verne Global, nata proprio con questo obiettivo. Secondo l’amministratore delegato Jeff Monroe: “Una server farm in Islanda fa risparmiare l’equivalente di mezzo milione di tonnellate di anidride carbonica l’anno rispetto ad una costruita in un’altra parte del mondo”.
Ai vantaggi dati dal risparmio energetico, si aggiungono i bassi costi dell’elettricità (il 100% dell’energia di questo paese proviene da fonti geotermiche rinnovabili) e la prospettiva di un’assoluta libertà garantita sia agli Internet provider che ai fornitori di informazione.
Ecologia: da Sony Ericsson il cellulare più ecologico
Si chiama Elm ed è prodotto da Sony Ericsson, è lui che secondo l'O2 Eco Rating britannico, il sistema di voti sostenibile per i cellulari, è il telefonino più ecologico tra i 65 telefoni "finalisti" attualmente presente sugli scaffali dei negozi.
La schiera di concorrenti era molto nutrita, c'era Nokia, HTC, Lg, Samsung, Palm ed ovviamente Sony Ericsson che è riuscita a piazzare ben 3 suoi cellulari nei primi dieci classificati. L'Elm è risultato il vincitore con 4.3 punti su 5 grazie al suo ridottissimo impatto ambientale e alla capacità di Sony Ericsson di investire e nelle tecnologie amiche dell'ambiente. Infatti l'Elm rientra nella linea di prodotti GreenHeart che hanno la caratteristica di essere realizzati in materiali riciclati da plastica di bottiglie d'acqua e da vecchi cd inoltre per realizzarli non sono state usate sostanze tossiche e sono colorati con vernice ad acqua.
Addio lampadine da 75 Watt

Prosegue come previsto il calendario di pensionamento delle vecchie lampadine a incandescenza voluto dall'Unione europea per incrementare il risparmio energetico, garantito invece da lampadine più efficienti come quelle fluorescenti o a led. Lo scorso anno, esattamente il 1 settembre 2009, sono state tolte dal mercato le lampade da 100 Watt, ora tocca a quelle da 75 (che potranno essere vendute solo fino a che non saranno esaurite le scorte rimaste in magazzino), tra un anno toccherà alle lampadine a incandescenza da 60 Watt, poi a quelle da 40 e da 25 Watt nel settembre 2012.
«Si tratta di un percorso importante verso la riduzione dei consumi energetici, al quale guardiamo con positività- ha dichiarato Eva Alessi, responsabile progetti internazionali del Wwf-Ognuno di noi deve essere consapevole che per ridurre i consumi energetici e di conseguenza diminuire l'impatto ambientale bisogna da una parte evitare gli sprechi, dall'altra scegliere prodotti più efficienti. Per quanto riguarda l'illuminazione la scelta migliore sono i led o le lampadine fluorescenti compatte - ha concluso l'esponente del Wwf - perché ovviamente la riduzione dei consumi energetici riguarda sia l'uso domestico che quello commerciale».
L'Ue ha stimato che sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l'anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2.
Efficienza energetica in cucina
La cucina è per la maggior parte delle famiglie il luogo dove non solo i pasti vengono cucinati e spesso anche mangiati ma anche dove avviene la maggior parte del lavoro domestico. Una cucina iper-tecnologica, piena di elettrodomestici tuttofare è spesso molto costosa dal punto di vista energetico.
E' possibile rendere la casa efficiente a livello energetico? Basta semplicemente diventare più consapevoli e adottare qualche piccolo accorgimento per ridurre i consumi senza cambiare drasticamente il nostro stile di vita e rinunciare alle nostre comodità. Forno, frigo, lavastoviglie, lavatrice fanno parte degli elettrodomestici a cui proprio non riusciamo a rinunciare, allora cerchiamo almeno di sostituire quelli di vecchia generazione con macchine con il marchio Energy Star di efficienza energetica.
Gli apparecchi con questo sigillo "di approvazione" indicano che si sta utilizzando un elemento ad alta efficienza energetica. Sostituendo elettrodomestici che hanno più di dieci anni di vita con degli apparecchi con l’etichetta Energia A++ (classe di efficienza energetica che indica i consumi di un elettrodomestico tramite lettere dalla A alla G. La classe di appartenenza solitamente è riportata sull’etichetta) risparmierete almeno il 50% di elettricità. Oltretutto dal 15 Aprile di quest’anno sono partiti i tanto attesi eco-incentivi 2010 per l'acquisto di elettrodomestici o cucine ad alta efficienza energetica.
Per il 2010 il Governo ha messo a disposizione incentivi per ben 8.300 euro destinati agli elettrodomestici e alla sostituzione delle cucine. Ecco alcuni suggerimenti pratici:
- Aprire il portello del forno per controllare se il vostro cibo è pronto riduce effettivamente la sua temperatura di 25 gradi, il che rende necessario più tempo ed energia per cuocere il cibo a fondo. La cosa migliore da fare è cuocere tutti gli elementi necessari per un pasto contemporaneamente, al fine di ridurre i consumi.
- Frigoriferi e congelatori sono i due maggiori consumatori di energia, quindi è necessario assicurarsi di ottenere il massimo da entrambi gli apparecchi per massimizzare le loro prestazioni. Controllare che le porte siano chiuse ermeticamente, altrimenti avranno bisogno di lavorare molto più duramente per mantenere la loro temperatura.
- La lavastoviglie è essenziale per ridurre il consumo di acqua in cucina, lasciata spesso scorrere in abbandonza per lavare piatti e stoviglie. Se avviata durante le ore notturne e a pieno carico una lavastoviglie in Classe A++ non solo vi farà risparmiare sul consumo dell’acqua ma anche su quello dell’elettricità. I nuovi modelli di lavastoviglie consumano, per il ciclo più lungo, tra 1,4 e 1,8 kWh rispetto ai 2,5 kWh delle lavastoviglie tradizionali. I consumi risultano ridotti drasticamente quando si utilizzano i cicli "rapidi" o “eco” ovvero circa 0,7 kWh. Inoltre, ogni lavastoviglie è fornita di un impianto di decalcificazione, che riduce la durezza dell'acqua evitando la formazione di calcare.
Jazz Hybrid, la nuova city car ecologica di Honda
Debutterà al solone di Parigi (2-17 ottobre) e poi nelle concessionarie europee nei primi mesi di novembre la nuova city car della casa nipponica, la prima vettura del segmento B ad essere immessa sul mercato con la tecnologia ibrida.
La nuova Jazz Hybrid, che dimostra il rinnovato interesse della casa automobilistica nipponica per una tecnologia ibrida benzina-elettrico, utilizza la stessa piattaforma ibrida IMA (Integrated Motor Assist) introdotta dalla Insight, con motore termico da 1,3 litri (98 CV) ed una piccola unità elettrica alimentata da batterie al nickel.
Corchiano non è sulla Luna
I vigili hanno l’ordine di girare in bicicletta per inquinare meno, e gli scuolabus sono alimentati dal biodiesel derivato dall’olio che usano le nonne dei bimbi per friggere in cucina.
Grazie all’ecoeuro, una moneta coniata dal Consiglio comunale dei ragazzi, le famiglie virtuose della comunità acquistano prodotti sfusi senza imballaggi, consumano prodotti locali e di stagione, si scambiano beni e saperi.
La banca che fa affari d’oro si chiama “Banca del racconto”, e gli operatori attivano quelli che chiamano focolari narrativi per non disperdere col tempo l’enorme patrimonio di storia e memoria che portiamo ognuno dentro al nostro percorso di vita.
Da un anno il comune si è convinto che il porta a porta non si fa solo in televisione, ma anche in oltre millecinquecento comuni italiani nella gestione dei rifiuti: le cifre di raccolta differenziata sono schizzate all’85%, e già il 20% delle circa 1.500 famiglie ha acquistato una compostiera domestica.
Non contenti, gli amministratori ne hanno creata una di comunità, più grande, dove ogni cittadino può portare scarti alimentari che nel giro di qualche mese si trasformeranno in ottimo fertilizzante per gli orti urbani del paese.
Grazie alla fontana pubblica che eroga l’acqua del sindaco, la comunità ha eliminato l’uso (e il trasporto) di circa 200.000 bottigliette da mezzo litro in PET, per non parlare della montagna di flaconi e contenitori vari messi al bando grazie alla vendita di prodotti alla spina (detersivi, alimentari, ecc.).
Grazie alle modifiche introdotte nel regolamento edilizio, le case possono essere costruite o ristrutturate a patto che seguano specifiche prescrizione per il risparmio e l’efficienza energetica, e per dare il buon esempio una volta tanto i primi a far qualcosa sono stati proprio gli amministratori, installando impianti fotovoltaici sul tetto del municipio e su quello della scuola.
Grazie ad una sorta di gruppo di acquisto comunale, i cittadini hanno la possibilità di accedere ad informazioni, consulenze e supporto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
A fare la spesa i cittadini vanno con una sporta riutilizzabile e periodicamente l’amministrazione organizza i mercatini del riuso, dove libri, giocattoli, mobili, vestiti, biciclette, …, tornano a prendere vita nella vita di altre persone e dove il dono e lo scambio sono la moneta vigente.
Da anni sono attivi percorsi di cooperazione decentrata con la Repubblica Democratica del Congo, grazie alla collaborazione del Comune con diverse realtà associative, e l’amministrazione (oltre a far parte dall’inizio dell’anno dell’Associazione dei Comuni Virtuosi) è tra le promotrici del Coordinamento degli Enti locali per l’Acqua Pubblica.
Fonte blog di Michele dotti
InBici Point al posto di bike-sharing
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Arriva dalla fusione di intelligenza, ricerca e tecnologia di più aziende InBici Point, un nuovo sistema di totem per il Bike Sharing. Rispetta il territorio, è facile e sicura da usare e permette la condivisione delle biciclette in maniera semplice, rapida e intuitiva, rendendole un mezzo efficace
InBici srl di Udine, ALTHA di Aiello del Friuli in provincia di Udine e la DuPont si sono unite per dare luce agli “InBici Point”, innovativa soluzione di “bike-sharing” che rispetta il territorio, è facile e sicura da usare e permette la condivisione delle biciclette in maniera semplice, rapida e intuitiva, rendendole un mezzo efficace anche ad integrazione dei diversi mezzi di trasporto. InBici Srl InBici è una giovane realtà progettuale e imprenditoriale con sede a Udine che ha scelto di contribuire a diffondere la cultura della mobilità sostenibile basata sull’utilizzo della bicicletta e il concetto di bike-sharing, attraverso soluzioni di progettazione e produzione innovative, facili da utilizzare e compatibili con il rispetto e la cura dell’ambiente e del territorio. Il sistema InBici è stato creato avendo in mente tre esigenze fondamentali:il rispetto del territorio, la facilità d’uso e la sicurezza.
Rispetto del territorio perché l’installazione di InBici Point non richiede scavi, è semplice e rapida: sono sufficienti solamente due fori nel terreno per posizionare l’installazione, ottimizzando costi e tempi per la messa in posa. Sicurezza perché è fornita con sistema di antifurto integrato nel perno al quale la bici viene agganciata.Facilità d’uso perché l’utente non ha bisogno di sollevare la bicicletta per parcheggiarla e agganciarla: il sistema di scorrimento su binario previsto per la ruota permetterà di agganciare automaticamente la bici alla colonna senza nessuno sforzo.
Risultato di un programma di valutazione e ricerca pluriennale sui punti di forza e le debolezze di analoghe soluzioni esistenti in varie città europee, il sistema di bike-sharing “InBici Point” combina qualità estetica, sicurezza, facilità d’uso, funzionalità e igiene e comprende postazioni dal look moderno e piacevole che saranno dislocate in differenti comuni, nei punti nevralgici delle città, dalle stazioni alle aeree pedonali. Con il sistema InBici Point, le biciclette sono sempre disponibili, offrendo agli utenti libertà negli spostamenti, nei percorsi e negli orari.
Interamente realizzata sfruttando la straordinaria formabilità dellla tecno-superficie DuPont Corian, protagonista di continue innovazioni che ha recentemente arricchito la sua proposta con colori contenenti materiale riciclato. La pedana a cui sono agganciate le biciclette in appositi spazi previsti, funge inoltre da contenitore per i cablaggi necessari al funzionamento del sistema. Tutto il sistema è gestito da un software semplice e intuitivo sia per l’utente finale sia per l’Amministrazione. L’utente sbloccherà la bici avvicinando una card al parking e l’Amministrazione potrà visualizzare tutti i movimenti da remoto in real time.
Per saperne di più http://www.inbici.eu/
Fonte alternativasostenibile.it
Powerpad, l'energia dalla doccia
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L'azienda cinese Haier ha realizzato questa un'invenzione che sicuramente da valore ad un bene, quello dell'acqua, decisamente importante e di grande attualità; il sistema è in grado utilizzare l'acqua per produrre energia, vediamo come funziona.
Powerpad sfrutta un meccanismo particolare e di nuova concezione, attraverso l'energia cinetica e il calore che normalmente vengono prodotti dall'acqua durante la doccia, il sistema è in grado di trasformarli in energia per riscaldare la stessa acqua del bagno. L'azienda afferma che attualmente con le tecnologie attuali è possibile garantire il recupero del 15% dell'energia ma che migliorando le tecniche, approfondendo gli studi e le tecnologie utilizzate è possibile migliorare le performance per arrivare al 30%. Vedremo cosa succede tra poche settimane quando l'invenzione sarà immessa nel mercato.
Per ora non possiamo fare altro che complimentarci con l'azienda cinese per l'ottimo spunto a favore della lotta agli sprechi e allo sviluppo sostenibile. Speriamo che il sistema funzioni davvero per come afferma la ditta, sarebbe sicuramente un passo in avanti importante per la tutela della risorsa idrica e del risparmio energetico, il tutto ad impatto zero perchè l'intero meccanismo si basa sul recupero di risorse per la produzione di energia.
Quanta Co2 producono i voli low cost?
In Gran Bretagna da ora è possibile scegliere i voli aerei low cost non solo in base a prezzi e orari, ma anche in base a quanta CO2 emettono. A proporre la novità è Fly.co.uk, uno dei leader del settore nel Regno Unito.
All'iniziativa hanno aderito oltre 140 societa' aeree che mettono a disposizione del sito tutte le informazioni necessarie, permettendo al consumatore di scegliere in che modo il volo che prenderà influenza l'atmosfera. E' davvero una importante novità per il mondo aereo che arriva nel momento in cui le compagnie cercano soluzioni antiemissioni aumentando ad esempio la percentuale di biocarburanti per il rifornimento.
Week end all'insegna delle rinnovabili con San Vincenzo Solar

Un fine settimana dedicato al risparmio energetico quello che si svolgerà a San Vincenzo venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 agosto con la prima edizione della manifestazione "San Vincenzo Solar" organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'Associazione PAEA, l'Agenzia Energetica della provincia di Livorno e la società Enelsole.
Dalle ore 19.00 alle ore 23.00 in piazza della Vittoria, adiacente alla zona pedonale, sarà allestita la mostra itinerante, ad ingresso gratuito, "L'Alternativa in pratica". Saranno effettuate, infatti, dimostrazioni pratiche sul risparmio energetico, esempi di impianti fotovoltaici, di impianti solari-termici, di bioedilizia, rubinetti per dimostrazioni sul risparmio idrico.
Sarà inoltre allestito un laboratorio didattico per i bambini sull'utilizzo dell'energia solare. I bambini, con l'aiuto di esperti del settore, potranno realizzare un oggetto perfettamente funzionante, alimentato da un mini pannello fotovoltaico, che sarà poi consegnato loro al costo di soli 8 euro.
Ai visitatori saranno fornite consulenze gratuite sui temi affrontati e sarà distribuito materiale informativo sull'argomento.
Il frigorifero del futuro
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Si chiama SOLUS, la creazione di Nathan Cooke e rappresenta un connubio tra design, efficienza e sostenibilità come tutti i progetti del californiano. Il frigorifero del futuro è a risparmio energetico, realizzato con materiali biodegradabili e riciclabili, con in più un composter nella parte inferiore.
La novità sostanziale rispetto ai comuni frigoriferi è che è stato assemblato in modo che ogni singolo componente possa essere facilmente smontato, per facilitare la manutenzione ordinaria e la sostituzione dei vari pezzi in caso di rottura; il suo rivestimento esterno è in cotone, è personalizzabile e lavabile in lavatrice. Certo va subito detto che il nuovo frigorifero costerà tre volte di più rispetto ai frigoriferi a risparmio energetico (circa 2.500 dollari contro una media di 850 dollari), ma indubbiamente i vantaggi per i consumatori sono immediati.
La novità più grande è senza dubbio la presenza del composter nella parte bassa dell'elettrodomestico, così chiunque è in grado di ridurre la produzione di rifiuti organici del 33% a settimana e può utilizzare gli avanzi della cucina per concimare il proprio orto. Inoltre il calore in eccesso prodotto dal compressore viene incanalato nel composter stesso, agevolando così il processo di compostaggio.
La suddivisione interna non esiste, Solus infatti è a scomparto unico, in questo modo si consente all'aria di circolare evitando odori stagnanti, ma allo stesso tempo permette di vedere tutti i cibi in una volta sola; ad esempio frutta e verdura sono collocate ad altezza occhi in retine di cotone lavabili in lavatrice che possono tranquillamente essere usate come borse per la spesa.
L'unica nota dolente rimane il prezzo ma facendo due conticini semplici semplici ci si aggorge subito che rispetto ad un attuale frigorifero a risparmio energetico (che consuma 450 kWh/anno, con un risparmio sulla bolletta di 100 dollari/anno), SOLUS consuma 240 kWh/anno e permette così un risparmio di 700 dollari all'anno ammortizzando il costo d'acquisto in 3 anni e mezzo.
Lavatrice con doppio ingresso (acqua calda - acqua fredda)
Capita di sentire o leggere dei consigli per risparmiare energia elettrica (e quindi denaro!), che invitano ad acquistare lavatrice con doppio ingresso e di collegarla all'acqua calda prodotta dalla caldaia o magari collegandola a un impianto solare termico, in modo da avere anche l'acqua calda gratis.
Come funzionano?
Queste lavatrici in poche parole, a differenza delle classiche lavabiancheria non hanno solo il collegamento con l'acqua fredda, ma bensì due collegamenti:uno con l'acqua fredda e uno con l'acqua calda.
In base alla temperatura del programma di lavaggio selezionato la lavabiancheria carica l'acqua e la miscela per ottenere la temperatura desiderata.
Questo piccola variante permette di fornire al prodotto per i lavaggi a media e alta temperatura, direttamente acqua calda(scaldata dalla caldaia o dai pannelli solari), evitando che essa venga riscaldata con la corrente elettrica, metodo decisamente piu costoso!
Quali modelli sono disponibili sul mertato
Ecco una lista di modelli disponibili
TEKA
Ha 2 modelli a doppio attacco a catalogo: la lavatrice Teka LI 1060 S e la lavasciuga Teka LSE 1200 S.
CANDY
Modello GO 1272D
HOOVER
Modello VHD 8144 DHC
WHIRLPOOL
Modello AWOE9129 ECO.
LG
Due modelli: WF-T11C6EF e WF-T8501TEPT.
BOSCH
Modello WAE244H1IT. Non è escluso che in alcuni negozi o online possiate trovare ancora il modello WAE244H0IT.
MIELE
Modello W5841 WPS Allwater EcoComfort.
REX
Modello SUNNY RWFH12280
SANGIORGIO
Modello SGFA 91479
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