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Temi relativi al risparmio energetico

Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica: verso una riconferma fino al 2020

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Fabio Tognetti, Centro nazionale per le energie rinnovabili di Legambiente (in esclusiva per greenreport.it)
Il ministro dell'ambiente Corrado Clini (Nella foto), durante gli Stati generali per le rinnovabili e l'efficienza energetica del 10 maggio, ha confermato la volontà del Governo di rendere stabile il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica, prolungandolo fino al 2020. «I segnali dell'interesse mostrato dalle imprese e dalle famiglie e la voglia di investire in questi settori sono fortissimi, come conferma il numero di domande arrivate al fondo per Kyoto che abbiamo avviato a metà marzo insieme con la Cassa depositi e prestiti - ha detto il ministro Clini -. Nel caso della detrazione del 55%, che abbiamo prorogato per tutto il 2012 e che vogliamo portare fino al 2020, abbiamo visto anche un beneficio per le casse dello stato, visto che in un paio di anni il minore gettito fiscale viene compensato da entrate tre volte superiori grazie all'iva che viene messa in movimento, ai maggiori incassi di fornitori e installatori, grazie all'emersione del nero. Gli strumenti come il credito agevolato oppure il credito d'imposta sono tra i più efficaci per consentire alla domanda potente di ambiente ed efficienza di esprimersi».
Una dichiarazione che sembra confermare la volontà, recentemente già espressa dal ministro in altri contesti istituzionali, di voler rendere realmente stabile un sistema di incentivazione ritenuto strategico per più motivi. Del resto i risultati che sono stati presentati lo scorso mese dall'Enea, durante la presentazione del rapporto Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente 2010 (vedi), parlano chiaro.  Nel 2010 Enea ha valutato ben 405.600 pratiche totali, per un valore degli investimenti complessivi pari ad oltre 4,6 miliardi di euro. Gli importi portati in detrazione sono stati 2,5 miliardi. Il risparmio energetico complessivo in energia primaria è quantificabile in oltre 2.000 GWh/anno, pari a un risparmio in termini di CO2 non emessa in atmosfera di circa 430 kt/anno. Considerando anche le 106.000 pratiche del 2007, le 245.000 del 2008 e le 236.100 del 2009, nei primi 4 anni di esistenza, le detrazioni del 55% hanno riguardato quasi un milione di interventi.
Sono numeri impressionanti, che evidenziano quanto sia virtuoso in termini ambientali il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali, in grado di permettere il conseguimento di grandi riduzioni di emissioni climalteranti in atmosfera, attraverso l'efficienza  e il risparmio energetico conseguiti tramite centinaia di migliaia di interventi, anche di piccole e piccolissime dimensioni: come la sostituzione di serramenti e infissi, l'installazione di caldaie a condensazione, di caldaie a biomassa, di pannelli solari e pompe di calore o la coibentazione pareti e coperture. Un sistema di incentivazione che ha svolto e svolgerà un ruolo chiave nel conseguimento degli obiettivi del 20-20-20 al 2020.
Ma virtuoso anche da un punto di vista economico, in quanto in grado di far emergere una economia troppo spesso sommersa e quindi portando benefici significativi anche alle casse erariali. Va inoltre ricordato che questi numeri sono stati conseguiti nonostante il clima di profonda incertezza che ha sempre caratterizzato le norme che regolavano il 55% (introdotto per la prima volta dalla Finanziaria 2007), spesso prorogate proprio in prossimità della scadenza dell'incentivo (l'ultima delle proroghe è stata attuata proprio dal Governo Monti, che ha consentito il prolungamento delle detrazioni per tutto il 2012). Quindi numeri significativi, ottenuti nonostante un meccanismo fatto funzionare a singhiozzo. Per questo, la volontà di stabilizzare le detrazioni in un'ottica di medio termine, confermandole sino al 2020, sarebbe un indubbio passo in avanti.
In questo senso, nel Piano per la riduzione delle emissioni al 2020 (vedi), presentato da Clini al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) lo scorso 17 aprile, tra le misure individuate per conseguire gli obiettivi, vi è anche «l'ulteriore riduzione del consumo di energia negli edifici e la promozione delle fonti rinnovabili di energia nell'edilizia attraverso la detrazione fiscale» da ottenersi tramite «il prolungamento al 2020 e la modifica detrazione 55%». Resta però da vedere se, per "modifica" della detrazione del 55%, si intende anche una sua possibile riduzione. Ma soprattutto è indispensabile che la norma che regolerà le nuove detrazioni fiscali per gli anni a venire sia completata al più presto e non, come d'abitudine, con l'approssimarsi della data di scadenza delle attuali detrazioni (il 31 dicembre 2012), al fine di dare a tutto il comparto produttivo legato all'efficienza energetica la stabilità e la tranquillità che merita e di cui ha bisogno per consolidarsi e divenire realmente un settore trainante dell'economia del nostro Paese.

 

Fabio Tognetti, Centro nazionale per le energie rinnovabili di Legambiente (in esclusiva per greenreport.it)

 

Il ministro dell'ambiente Corrado Clini (Nella foto), durante gli Stati generali per le rinnovabili e l'efficienza energetica del 10 maggio, ha confermato la volontà del Governo di rendere stabile il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica, prolungandolo fino al 2020. «I segnali dell'interesse mostrato dalle imprese e dalle famiglie e la voglia di investire in questi settori sono fortissimi, come conferma il numero di domande arrivate al fondo per Kyoto che abbiamo avviato a metà marzo insieme con la Cassa depositi e prestiti - ha detto il ministro Clini -. Nel caso della detrazione del 55%, che abbiamo prorogato per tutto il 2012 e che vogliamo portare fino al 2020, abbiamo visto anche un beneficio per le casse dello stato, visto che in un paio di anni il minore gettito fiscale viene compensato da entrate tre volte superiori grazie all'iva che viene messa in movimento, ai maggiori incassi di fornitori e installatori, grazie all'emersione del nero. Gli strumenti come il credito agevolato oppure il credito d'imposta sono tra i più efficaci per consentire alla domanda potente di ambiente ed efficienza di esprimersi».

 

Una dichiarazione che sembra confermare la volontà, recentemente già espressa dal ministro in altri contesti istituzionali, di voler rendere realmente stabile un sistema di incentivazione ritenuto strategico per più motivi. Del resto i risultati che sono stati presentati lo scorso mese dall'Enea, durante la presentazione del rapporto Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente 2010 (vedi), parlano chiaro.  Nel 2010 Enea ha valutato ben 405.600 pratiche totali, per un valore degli investimenti complessivi pari ad oltre 4,6 miliardi di euro. Gli importi portati in detrazione sono stati 2,5 miliardi. Il risparmio energetico complessivo in energia primaria è quantificabile in oltre 2.000 GWh/anno, pari a un risparmio in termini di CO2 non emessa in atmosfera di circa 430 kt/anno. Considerando anche le 106.000 pratiche del 2007, le 245.000 del 2008 e le 236.100 del 2009, nei primi 4 anni di esistenza, le detrazioni del 55% hanno riguardato quasi un milione di interventi.

 

Sono numeri impressionanti, che evidenziano quanto sia virtuoso in termini ambientali il meccanismo di incentivazione delle detrazioni fiscali, in grado di permettere il conseguimento di grandi riduzioni di emissioni climalteranti in atmosfera, attraverso l'efficienza  e il risparmio energetico conseguiti tramite centinaia di migliaia di interventi, anche di piccole e piccolissime dimensioni: come la sostituzione di serramenti e infissi, l'installazione di caldaie a condensazione, di caldaie a biomassa, di pannelli solari e pompe di calore o la coibentazione pareti e coperture. Un sistema di incentivazione che ha svolto e svolgerà un ruolo chiave nel conseguimento degli obiettivi del 20-20-20 al 2020.

 

Ma virtuoso anche da un punto di vista economico, in quanto in grado di far emergere una economia troppo spesso sommersa e quindi portando benefici significativi anche alle casse erariali. Va inoltre ricordato che questi numeri sono stati conseguiti nonostante il clima di profonda incertezza che ha sempre caratterizzato le norme che regolavano il 55% (introdotto per la prima volta dalla Finanziaria 2007), spesso prorogate proprio in prossimità della scadenza dell'incentivo (l'ultima delle proroghe è stata attuata proprio dal Governo Monti, che ha consentito il prolungamento delle detrazioni per tutto il 2012). Quindi numeri significativi, ottenuti nonostante un meccanismo fatto funzionare a singhiozzo. Per questo, la volontà di stabilizzare le detrazioni in un'ottica di medio termine, confermandole sino al 2020, sarebbe un indubbio passo in avanti.

 

In questo senso, nel Piano per la riduzione delle emissioni al 2020 (vedi), presentato da Clini al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) lo scorso 17 aprile, tra le misure individuate per conseguire gli obiettivi, vi è anche «l'ulteriore riduzione del consumo di energia negli edifici e la promozione delle fonti rinnovabili di energia nell'edilizia attraverso la detrazione fiscale» da ottenersi tramite «il prolungamento al 2020 e la modifica detrazione 55%». Resta però da vedere se, per "modifica" della detrazione del 55%, si intende anche una sua possibile riduzione. Ma soprattutto è indispensabile che la norma che regolerà le nuove detrazioni fiscali per gli anni a venire sia completata al più presto e non, come d'abitudine, con l'approssimarsi della data di scadenza delle attuali detrazioni (il 31 dicembre 2012), al fine di dare a tutto il comparto produttivo legato all'efficienza energetica la stabilità e la tranquillità che merita e di cui ha bisogno per consolidarsi e divenire realmente un settore trainante dell'economia del nostro Paese.

 

 

Fonte http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15827

Google Street Wiew e le mappature energetiche

fotoDa oggi Google Street View ci mostrerà quanto un edificio è ecosostenibile, indicandoci consumi, ponti termici, dispersioni e suggerendoci possibili soluzioni.

 

Grazie alle ricerche effettuate da una startup statunitense, l'Essess, in collaborazione con il MIT, oggi con Google non sarà possiibile solo ammirare posti lontani come se fossimo lì vicino, ma si può avere anche la possibilità di conoscere le caratteristiche costruttive dell'involucro.

E' una ricerca ancora in corso, ma grazie alla quale si potranno delineare le mappe energetichedi tutti gli edifici degli Stati Uniti. Ogni singolo immobile saràfotografato con una macchina termica, sia nel periodo estivo che in quello invernale, evidenziando le problematiche energetiche della costruzione, per poi assegnare ad ognuno un punteggio.

Il costo della rilevazione termica è di 1 dollaro ad immobile, al momento si hanno più di 6 mln di dollari per lo sviluppo del software, che entro il termine del 2012 dovrebbe illustrarci più del 10% della mappatura statunitense. I dati rilevati non saranno resi pubblici, ma potranno essere acquistati e consultati solamente da una fascia di "utenti sensibili", quali compagnie assicurative, agenti immobobiliari, ispettori e progettisti .

Quest'innovazione individuata dall'Esses potrebbe essere un bel punto di svolta nel mondo edile, che incide non poco sull'inquinamento atmosferico.

(autore: Paola Vallario) http://www.alternativasostenibile.it/articolo/google-street-wiew-e-le-mappature-energetiche-2304.html


Clini presenta al Cipe il Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, ha annunciato di aver inviato al Cipe il Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. «Abbiamo presentato al Cipe il piano per la riduzione delle emissioni dei gas serra per il nostro paese, che ci consente di raggiungere entro il 2020 gli obiettivi già stabiliti - ha detto il ministro - Il piano contiene misure strutturali e infrastrutturali che dovrebbero consentire alla nostra economia di ridurre ulteriormente quello che viene chiamato il contenuto di carbonio, cioè ridurre le emissioni, tenendo conto che a livello europeo stiamo convergendo verso una strategia di lungo termine che prevede una riduzione delle emissioni nel 2020 del 25%, entro il 2030 del 40%, obiettivi che si sposano con l'innovazione tecnologica» (fino all'80% nel 2050).»

Finalmente dopo alcuni rinvii la road map è stata presentata, con proposte che rientrano nell'ambito del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra per il rispetto, da parte del nostro paese, del pacchetto Ue clima energia (20-20-20) e che si collocano inoltre all'interno di una road map europea che guarda, in prospettiva, a un'economia a basso contenuto di carbonio. Il Piano italiano anti-emissioni «fa riferimento ad alcune decisioni che stiamo prendendo nella delega fiscale», ha precisato il ministro dell'Ambiente. 

In particolare, Clini punta ad alcuni obiettivi: istituzione di un catalogo di tecnologie, sistemi e prodotti per decarbonizzare l'economia italiana, con lo sviluppo di una filiera made in Italy; introduzione della carbon tax (risorse a potenziamento del Fondo per Kyoto) che però esclude quei settori industriali già obbligati ad acquistare permessi di emissione per compensare le emissioni di CO2; efficienza energetica e rinnovabili, generazione distribuita e reti intelligenti per 'smart cities'; eco-edilizia ed estensione fino al 2020 del credito di imposta (55%) per investimenti a bassa CO2 in economia; infine gestione del patrimonio forestale sia come serbatoio di cattura della CO2 che per la produzione di biomassa e biocombustibili.

 

Fonte http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%2015484

Efficienza energetica, rapporto Enea: grazie al 55%, risparmiati 2.000 gWh nel 2010

fotoL’agenzia ha pubblicato il rapporto annuale sulla detrazione fiscale del 55%, con i dati relativi al 2010. Sono state oltre 400mila gli interventi effettuati, che hanno permesso di evitare l’emissione in atmosfera di 430 tonnellate di CO2

L’Enea ha pubblicato il rapporto “Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente nel 2010” (vedi allegato), con il quadro complessivo, aggiornato appunto al 2010, degli interventi di efficientamento sugli edilizi realizzati grazie all’agevolazione Irpef del 55%. Il dato principale che emerge dal rapporto è l’entità complessiva del risparmio energetico attribuibile agli interventi di riqualificazione energetica che hanno beneficiato degli incentivi fiscali. Per l’anno di riferimento, di tratta di una quota superiore ai 2.000 gigaWattora di energia primaria, corrispondenti a circa 430 tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera.

Al di là dei risultati in termini di energia risparmiata ed emissioni evitate, il documento dell’Enea contiene anche alcuni dati statistici sul sistema del bonus fiscale del 55%. Sempre nel 2010, in particolare, sono state trasmesse all’agenzia 405.600 pratiche in totale. Gli interventi effettuati in regime di agevolazione hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 4.600 milioni di euro, mentre gli importi detratti superano i 2.500 milioni. Per quanto riguarda invece i singoli interventi, l’Enea riferisce che l’investimento medio è stato di 11.350 euro, mentre il risparmio energetico unitario si attesta mediamente sui 5 mWh/anno.

Il rapporto, inoltre, fornisce un’analisi dei dati regione per regione, evidenziando che esiste ancora una certa disomogeneità sul territorio nazionale. La Lombardia mantiene il primato dagli anni precedenti, sia per quanto riguarda il numero di interventi realizzati, sia per il valore complessivo degli investimenti effettuati e il risparmio energetico conseguito.

Per quanto riguarda infine l’andamento sul lungo periodo, l’Enea sottolinea una netta crescita del numero di interventi effettuati dal 2007, ovvero da quando il bonus del 55% è stato introdotto. «A conferma – commenta l’agenzia – che tale sistema di incentivi sia diventato diffusamente conosciuto e di come i cittadini abbiano preso dimestichezza nell’utilizzarlo».

 

Fonte http://www.ciaccimagazine.org/?p=9031

Efficienza energetica e risparmio: ecco a cosa puntano gli italiani

fotoL’86% degli italiani mira ad ottenere una maggiore efficienza energetica dal proprio sistema di riscaldamento domestico, per rispettare l’ambiente e soprattutto ridurre le bollette.

Gli italiani hanno sempre un occhio di riguardo verso la tutela ambientale, tanto quanto verso i costi per la fornitura di energia. E’ quanto rileva un’indagine svolta da Honeywell Environmental Control (EVC Italia), azienda leader nella progettazione e realizzazione di soluzioni di gestione del comfort e dell’acqua per il mercato residenziale, in collaborazione con Consulting Marketing & Inustrieberatung GMBH, società tedesca specializzata in ricerche di marketing e consulenza.

Dalla ricerca è emerso che l’86% degli italiani vorrebbe riuscire ad ottimizzare il proprio sistema di riscaldamento domestico, ottenendo quindi, oltre che una riduzione delle emissioni inquinanti, anche un risparmio sulle bollette. Il campione di consumatori intervistati, un totale di 1.800, è stato suddiviso in quattro differenti categorie: ambientalisti, risparmiatori, cercatori di convenienza e “peace-of-mind” (con cui si intendono quelli che non vogliono complicazioni). I più numerosi sono i risparmiatori e i cercatori di convenienza, rispettivamente il 45,3% e il 27,2%. Più ridotto il numero di ambientalisti (17,4%) e peace-of-Mind (10,1%).

Tra gli italiani intervistati, è il sistema di riscaldamento utilizzato a fare la differenza: quello maggiormente diffuso è la caldaia a gas o gasolio (84%), seguito dalle pompe di calore (18%). Se invece si sposta l’attenzione su parametri quali tempo di accensione e temperatura impostata, è emerso che il 69% degli italiani utilizza un termostato che regola la temperatura su tutta la superficie domestica; a seguire troviamo poi un sistema di regolazione mediante valvole collegate ai radiatori. Solo un 6% del campione ha invece dichiarato di non utilizzare alcun tipo di sistema di gestione, né di accensione e spegnimento né di regolazione della temperatura.

L’indagine svolta da EVC Italia ha quindi dimostrato come gli italiani non siano assolutamente disinteressati ad accorgimenti che permettano di ottenere la giusta efficienza energetica, oltre che un guadagno maggiore. In questo senso, il servizio di confronto energia di SuperMoney può costituire un aiuto in più, visto che permette di trovare le migliori tariffe gas o energia elettrica tra quelle presenti sul mercato. Edison, Eni e Sorgenia sono solo alcune delle società confrontate.

 

Fonte http://www.ciaccimagazine.org/?p=9010

Caso Feu de Bois (impianto a biomasse di Gallicano): parla Venturini

Altroconsumo: i rincari sulle bollette della luce

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Energia elettrica: la bioraria conviene nel mercato libero

fotoEnergia elettrica: con l'offerta bioraria del mercato libero si può risparmiare in media il 23,86% in bolletta, ma i consumatori non sono ancora abituati a ripartire il proprio consumo nella fascia H2 dalle 19 alle 8 e nei fine settimana.

 

La tariffa bioraria è entrata nelle case dei consumatori italiani due anni fa, imponendo, a tutti i fruitori della nuova tipologia di tariffazione ripartita tra la fascia di consumo giornaliera e quella serale e dei week end, un diverso utilizzo dell'elettricità in casa. Grazie ad un'indagine effettuata tra oltre 280 mila consumatori, che hanno utilizzato il comparatore per l'energia di SosTariffe, è stato possibile valutare se questi cambiamenti sono effettivamente avvenuti.
Nel marcato di maggior tutela, fino alla fine del 2011, è stata prevista una differenza di prezzo tra le fasce di consumo di massimo del 10%. Questo limite da gennaio 2012 scompare aumentando ulteriormente il divario tra la fascia giornaliera e quella serale. Secondo l'indagine di SosTariffe, condotta tra agosto 2011 e gennaio 2012, dopo 18 mesi dall'introduzione della tariffazione bioraria da parte dell'Autorità dell'Energia Elettrica e del Gas, sono pochi gli italiani che hanno spostato i consumi oltre il 66% nella fascia H2 (quella notturna e dei fine settimana) soglia oltre la quale la tariffazione bioraria inizia ad esser conveniente. Prendendo infatti in considerazione le diverse esigenze di ogni consumatore, la media degli utenti oggetti dell'indagine, ha indicato una ripartizione annua media dei consumi per il 53,99% in fascia H1, quella giornaliera, e per il 46,03% in fascia H2. Dunque in alcuni casi si è ben lontani dall'accettare una radicale modifica dei propri comportamenti nonostante la tariffazione bioraria sia diventata obbligatoria per tutti quegli italiani che non sono passati al mercato libero, ed hanno un contatore in grado di effettuare la lettura per la nuova ripartizione dell'energia.

 

Si parla ancora della maggioranza degli utenti dato che in quattro anni le persone a passare al mercato libero sono circa il 20% del totale dei fruitori del servizio elettrico.
In ogni caso la scelta di passare al mercato libero rimane quella più conveniente per i consumatori. Questo perché andando ad effettuare una stima con le principali tariffe del mercato non vincolato si può calcolare che spostando i propri consumi in fascia H2 con la tariffazione bioraria si può risparmiare in media il 23,83 % (con punte però di oltre il 60% per alcune tariffe) contro il 10,68% della tariffa di maggior tutela bioraria. Andando a fare esempi pratici una famiglia composta da 5 persone (una coppia con tre figli che vanno a scuola) con un consumo medio annuo di 4300 KwH e con una ripartizione dei consumi dell'80% in fascia serale e nei fine settimana con la tariffa bioraria attualmente più conveniente sul mercato libero spenderebbe circa 853,53 euro contro i 929,76 per la tariffazione bioraria della maggior tutela.

 

Una famiglia di tre persone con un componente sempre presente in casa avrebbe un consumo annuo di circa 3000 KWh e una ripartizione di circa il 70% dei consumi nella fascia più vantaggiosa. In questo caso si spenderebbe circa 523 euro per la tariffa più conveniente nel mercato libero contro i 554 per la bioraria Aeeg. Anche chi non può spostare i propri consumi e sfruttare i vantaggi della bioraria, può evitare sovrapprezzi ed aderire ad una delle offerte monorarie ancora sottoscrivibili con il mercato libero.
Usando una tariffa monoraria in fascia H1 del mercato libero, infatti, si può decurtare il prezzo dell'energia di circa il 24,82% rispetto alla tariffa bioraria applicata nella medesima fascia. Nel mercato di maggior tutela, invece, questo risparmio si ferma al 7,66%. Facendo un calcolo, infine, sull'uso dei principali elettrodomestici si può stimare che una famiglia media con la tariffazione bioraria può risparmiare circa 430 euro all'anno se ne concentrasse l'uso in fascia H2.SosTariffe ha anche chiesto ai propri utenti, tramite un sondaggio sul sito, se ritenessero conveniente la tariffazione bioraria conveniente per le proprie tasche. Finora oltre il 70% ha risposto in maniera negativa. «Risparmiare con un'offerta bioraria è possibile - afferma Giuliano Messina, Amministratore delegato di SosTariffe - ma attenzione a non fare in modo che questo cambiamento si traduca in un sovrapprezzo: è bene verificare che sia possibile sfruttare in maniera vantaggiosa la differenza di prezzo tra le due fasce orarie. In ogni caso, con il passaggio al mercato libero è possibile aumentare il risparmio ottenibile da una bioraria o, in alternativa, passare ad un'offerta monoraria più adatta alle proprie esigenze di consumo».


 

Quando arriva il momento di comprare un frigorifero nuovo

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Al momento dell'acquisto di un nuovo frigorifero è necessario, tra le tante caratteristiche, fare attenzione anche alleprestazioni di consumo e risparmio energetico. “Anche nell’economia domestica –  spiega Lorenzo Pagliano, direttore dell’end-use Efficiency Research Group (eERG), del Politecnico di Milano - i costi elettrici causati dal frigorifero si fanno sentire: nella sua durata di vita di 15 anni raggiungono infatti 600 euro per un apparecchio A+”.

Fortunatamente di recente la scelta è stata limitata ai modelli migliori, come spiega Pagliano: “Col passare degli anni gli apparecchi meno efficienti sono stati estromessi dal mercato dalle Direttive della UE. Dal 1° luglio 2012 si potranno mettere sul mercatosolo frigoriferi A+ (Indice efficienza energetica minore di 44) o migliori. Gli A saranno dunque banditi, ma quel che era in magazzino potrà continuare ad essere venduto”.

Il direttore del'eERG ci aiuta a orientarci tra le differenti classi di consumo e quindi tra i differenti livelli di risparmio dei modelli in commercio: “I frigoriferi A+++ consumano il 50% di elettricità in meno degli apparecchi A+. Un frigorifero Topten con classe di efficienza energetica A+++ e capienza di 220 litri permette di risparmiare, nella sua durata di vita di 15 anni, 307 euro di costi elettrici rispetto a un apparecchio tipo nuovo della stessa dimensione (classe di efficienza energetica A+), e più di 1.000 euro rispetto a un vecchio apparecchio con classe di efficienza energetica C”.

Le classi energetiche indicate nelle etichette degli elettrodomestici in vendita, infatti, vengono stabilite a partire dall'indice di efficienza energetica (Eei). Si tratta di una complessa equazione che indica il livello di consumo energetico del modello con precisione, considerando il consumo di energia, il volume e la temperatura più bassa dei diversi scompartimenti .

Per il nostro test, abbiamo fatto un confronto tra dieci modelli in vendita nel nostro paese del tipo più comune, il combo verticale, con due sportelli - uno per frigo e uno per freezer - e a libera installazione (detti anche freestanding). I modelli confrontati (vedi scheda allegata in basso) hanno un volume tra i 300 e i 350 litri netti complessivi, tra vano frigo e vano freezer. Abbiamo scelto dei modelli con prezzi accessibili a tutti, “accontentandoci” di un buon rapporto qualità (classe A+) e prezzo (tutti sotto i mille euro).

Oltre all'indice di efficienza energetica, il consumo energetico annuo in Watt, la capacità di congelamento e il tempo di risalita della temperatura in assenza di corrente elettrica, sono da considerarsi categorie interessanti dal punto di vista della valutazione finale.

La capacità di congelamento indica quanti kg di cibo vengono correttamente congelati in 24 ore. Questa caratteristica dipende dalle dimensioni del volume interno del vano e dalle caratteristiche tecniche dell’apparecchio. Il tempo di risalita della temperatura, invece, misura il tempo necessario alla temperatura all’interno del congelatore per salire da -18 a -9 gradi. In sostanza, riferisce il grado di isolamentodell’apparecchio e la sua capacità di trattenere il freddo sotto i -9 gradi in caso di interruzione di energia elettrica. 

Il futuro dell'illuminazione è a LED

 

Ridurre le emissioni applicando la tecnologia della cattura della CO2 ad una centrale a gas costerebbe circa 60 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica evitata. Farlo con il fotovoltaico circa 20 euro a tonnellata. Sostituire con i LED le lampadine a incandescenza, invece, per ogni tonnellata di CO2 ridotta darebbe anche un risparmio di 140-160 euro. Sono stime economiche tratte dall'ultima versione della famosa “curva” redatta dalla società di consulenza Mc Kinsey in cui si confrontano i costi di abbattimento della CO2 delle varie tecnologie. Numeri che rendono bene l'idea delle potenzialità di questa tecnologia di illuminazione nella transizione energetica necessaria e che si sta lentamente avviando.
Il tempo delle lampadine a incandescenza, che sprecano in calore la maggior parte dell'energia, d'altra parte come sappiamo è agli sgoccioli: già ora stanno venendo scalzate dalle fluorescenti compatte, o CFL, ed entro il 2016, assieme a tutte le lampade con classe di efficienza energetica “C”, in Europa andranno fuori produzione. Ma se le CFL sono state una rivoluzione rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza, discendenti dirette della prima realizzata da Edison, tutti sono d'accordo nel dire che il prossimo capitolo della storia dell'illuminazione avrà per protagonisti i LED.
Troppi i punti di forza dei diodi che emettono luce, in inglese Light Emitting Diode, costituiti da un catodo, un anodo, un chip montato su di un supporto riflettore e che producono luce grazie al movimento di elettroni in un materiale semiconduttore drogato. I consumi prima di tutto. Se una lampadina a incandescenza ha un'efficienza luminosa tra i 10 e 15 lumen per watt e una fluorescente arriva massimo ai 90 (ma si ferma spesso sui 60), i LED superano i 120-130 e IMS Research prevede che al 2015 se ne fabbrichino con efficienze luminose fino a 180 lumen per watt . Insomma, tagliano la bolletta e non di poco. Altro plus, la durata: con la loro struttura semplice e robusta i LED arrivano a durare circa cinque volte più delle CFL e oltre 50 volte più delle lampadine a incandescenza: funzionano per oltre 50mila ore (dopo di che non si spengono ma cala la luce che producono), contro le 8-12mila delle fluorescenti e le circa mille di quelle a incandescenza.
Altre ancora le caratteristiche dei LED che li candidano a essere la lampadina del futuro. Sono piccoli e modulari, super resistenti a sollecitazioni e urti, quindi adatti a una quantità quasi infinita di applicazioni. Possono dare una gamma di colori molto ampia (milioni di colori con la stessa lampadina per quelli formati da diodi di 3 colori) e non producono quasi per nulla calore ne raggi ultravioletti. Infine - aspetto da non trascurare - a differenza delle fluorescenti compatte - non contengono mercurio o altri elementi difficili da smaltire. E, rispetto alle altre tipologie di lampadine, assai minore è la quantità di materia utilizzata nella fabbricazione.
Una potenzialità quella dei LED, che però non è ancora pienamente espressa. Il LED per ora si sta affermando decisamente solo in alcuni settori. Uno di questo è sicuramente l'illuminazione pubblica. Durevoli ed efficienti i LED sono l'ideale per l'illuminazione stradale anche perché sono direzionali, emettono cioè un fascio luminoso definito, riducendo al minimo l’inquinamento luminoso e permettendo anche di ridurre i punti luce.

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Ridurre le emissioni applicando la tecnologia della cattura della CO2 ad una centrale a gas costerebbe circa 60 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica evitata. Farlo con il fotovoltaico circa 20 euro a tonnellata. Sostituire con i LED le lampadine a incandescenza, invece, per ogni tonnellata di CO2 ridotta darebbe anche un risparmio di 140-160 euro. Sono stime economiche tratte dall'ultima versione della famosa “curva” redatta dalla società di consulenza Mc Kinsey in cui si confrontano i costi di abbattimento della CO2 delle varie tecnologie. Numeri che rendono bene l'idea delle potenzialità di questa tecnologia di illuminazione nella transizione energetica necessaria e che si sta lentamente avviando.

 

Il tempo delle lampadine a incandescenza, che sprecano in calore la maggior parte dell'energia, d'altra parte come sappiamo è agli sgoccioli: già ora stanno venendo scalzate dalle fluorescenti compatte, o CFL, ed entro il 2016, assieme a tutte le lampade con classe di efficienza energetica “C”, in Europa andranno fuori produzione. Ma se le CFL sono state una rivoluzione rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza, discendenti dirette della prima realizzata da Edison, tutti sono d'accordo nel dire che il prossimo capitolo della storia dell'illuminazione avrà per protagonisti i LED.

 

Troppi i punti di forza dei diodi che emettono luce, in inglese Light Emitting Diode, costituiti da un catodo, un anodo, un chip montato su di un supporto riflettore e che producono luce grazie al movimento di elettroni in un materiale semiconduttore drogato. I consumi prima di tutto. Se una lampadina a incandescenza ha un'efficienza luminosa tra i 10 e 15 lumen per watt e una fluorescente arriva massimo ai 90 (ma si ferma spesso sui 60), i LED superano i 120-130 e IMS Research prevede che al 2015 se ne fabbrichino con efficienze luminose fino a 180 lumen per watt . Insomma, tagliano la bolletta e non di poco. Altro plus, la durata: con la loro struttura semplice e robusta i LED arrivano a durare circa cinque volte più delle CFL e oltre 50 volte più delle lampadine a incandescenza: funzionano per oltre 50mila ore (dopo di che non si spengono ma cala la luce che producono), contro le 8-12mila delle fluorescenti e le circa mille di quelle a incandescenza.

 

Altre ancora le caratteristiche dei LED che li candidano a essere la lampadina del futuro. Sono piccoli e modulari, super resistenti a sollecitazioni e urti, quindi adatti a una quantità quasi infinita di applicazioni. Possono dare una gamma di colori molto ampia (milioni di colori con la stessa lampadina per quelli formati da diodi di 3 colori) e non producono quasi per nulla calore ne raggi ultravioletti. Infine - aspetto da non trascurare - a differenza delle fluorescenti compatte - non contengono mercurio o altri elementi difficili da smaltire. E, rispetto alle altre tipologie di lampadine, assai minore è la quantità di materia utilizzata nella fabbricazione.

 

Una potenzialità quella dei LED, che però non è ancora pienamente espressa. Il LED per ora si sta affermando decisamente solo in alcuni settori. Uno di questo è sicuramente l'illuminazione pubblica. Durevoli ed efficienti i LED sono l'ideale per l'illuminazione stradale anche perché sono direzionali, emettono cioè un fascio luminoso definito, riducendo al minimo l’inquinamento luminoso e permettendo anche di ridurre i punti luce.

 

 

 

Fonte http://www.qualenergia.it/articoli/20120126-il-futuro-illuminazione-sara...

ENEA - RAEE 2010 - Rapporto Annuale Efficienza Energetica

E' uscito il rapporto ENEA RAEE 2010 che fa il punto sull'efficienza energetica in Italia, clicca qui per leggere il rapporto.

 

Ci sono diversi documenti tecnici, ma uno in particolare è orientato ai cittadini (clicca sull'immagine sotto per leggerlo) e fornisce diverse semplici informazioni e consigli per il risparmio energetico.

ENEA RAEE

 

Alcuni utili consigli

RIDUCI

 

Controlla la temperatura della tua abitazione. Riducendo la
temperatura ambiente di appena 1°C puoi tagliare i costi del 5-10% per
abitazione ogni anno.
? Riprogramma il termostato. Abbassando la temperatura di notte, o
quando in casa non c'è nessuno, e rialzandola al risveglio o al rientro in
casa, la bolletta sarà più leggera del 7-15%.
? Evita di raffreddare la casa troppo a lungo. Nel cambiare l'aria alle
stanze, ricorda di non lasciare la finestra spalancata troppo a lungo per
evitare che il calore esca per troppo tempo.
? Verifica la temperatura dell’acqua. E’inutile tenere il termostato del
boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l'acqua necessaria al
riscaldamento.
? Fai attenzione alla regolazione del frigorifero: La temperatura
raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è -
18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo
aumenterà del 5%.
? Non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice.
Le nuove lavatrici permettono di evitare questo passaggio e di
risparmiare il 15% di energia.
? Spegni il forno o i fornelli qualche minuto prima del termine della
cottura e lascia che il calore residuo completi l'opera.

 

  • Controlla la temperatura della tua abitazione. Riducendo la temperatura ambiente di appena 1°C puoi tagliare i costi del 5-10% per abitazione ogni anno.
  • Riprogramma il termostato. Abbassando la temperatura di notte, o quando in casa non c'è nessuno, e rialzandola al risveglio o al rientro in casa, la bolletta sarà più leggera del 7-15%.
  • Evita di raffreddare la casa troppo a lungo. Nel cambiare l'aria alle stanze, ricorda di non lasciare la finestra spalancata troppo a lungo per evitare che il calore esca per troppo tempo.
  • Verifica la temperatura dell’acqua. E’inutile tenere il termostato del boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l'acqua necessaria al riscaldamento.
  • Fai attenzione alla regolazione del frigorifero: La temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è -18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo aumenterà del 5%.
  • Non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice. Le nuove lavatrici permettono di evitare questo passaggio e di risparmiare il 15% di energia.
  • Spegni il forno o i fornelli qualche minuto prima del termine della cottura e lascia che il calore residuo completi l'opera.

 

 

SPEGNI

 

  • Spegni le luci quando non ne hai bisogno. Spegnendo 5 lampadine lasciate accese dove non servono puoi risparmiare circa € 60 all'anno.
  • Passa alle lampadine a basso consumo: una sola di queste può ridurre la bolletta di 30 euro all’anno.
  • Quando è possibile, collega tutti gli apparecchi elettrici (TV,lettore DVD, impianto stereo) ad una presa multipla dotata di interruttore. Quando non li utilizzi, spegni semplicemente l'interruttore e taglierai i consumi di elettricità dal 5 al 10% . Gli apparecchi lasciati in stand-by, infatti, continuano a usare elettricità.

MUOVITI

  • Scegli una di queste alternative per recarti sul luogo di lavoro:bicicletta, car pooling, mezzi pubblici. In media, per ogni litro di benzina bruciato motore della tua auto vengono rilasciati in atmosfera oltre 2,5 kg di CO2.
  • Cerca di evitare i brevi percorsi in auto. Il consumo di carburante è molto più elevato a motore freddo.
  • Attenzione alla pressione degli pneumatici: se è inferiore a 0,5 bar, l'automobile utilizza il 2,5% in più di carburante.
  • Utilizza un olio a bassa viscosità per il motore, per lubrificare meglio la parti mobili riducendo l'attrito. Gli oli migliori possono ridurre il consumo di carburante e di oltre il 2,5%.
  • Non abusare dell'aria condizionata in auto. Quando l'accendi , il consumo e le emissioni di CO2 aumentano del 5% circa.

 

Dal 1° gennaio 2012 la pagella energetica entra negli annunci immobiliari

fotoNiente annunci immobiliari senza pagella energetica. Dal 1° gennaio 2012 diventa obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica nelle "offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari". In pratica, chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato dovrà prima farsi fare la certificazione energetica da un tecnico abilitato, così da poter inserire il risultato negli annunci di vendita (affissi all'edificio o pubblicati su siti internet, riviste, giornali e altri mezzi di comunicazione). Le regole e le sanzioni. L'obbligo è stato dettato dal decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011), che ha aggiunto il comma 2-quater nell'articolo 6 del Dlgs 192/2005, e alcuni annunci cominciano già a riportare i dati sulle prestazioni energetiche.

 

Il grosso, però, pare ancora sprovvisto di indicazioni. E qui entra in gioco un punto delicato: cosa rischia chi non rispetta l'obbligo? La norma nazionale non prevede sanzioni, anche se alcune riviste specializzate e siti internet hanno iniziato ad avvisare gli inserzionisti dei nuovi obblighi, rifiutando in qualche caso le offerte senza pagella energetica. Il tutto a meno che qualcuno non decida di richiamare in gioco due vecchi articoli della legge 10/1991: cosa che, però, al momento, pare improbabile. Sono invece sicure le multe da 1.000 a 5.000 euro previste in Lombardia con una legge regionale.

 

I dati da indicare. Secondo la norma nazionale, deve essere indicato nell'annuncio l'indice di prestazione energetica. È il valore che misura il consumo di energia primaria all'anno per mantenere 20 gradi di temperatura negli ambienti, riferito per le abitazioni ad ogni metro quadrato ed espresso in chilowattora (kWh/m2). Più basso il valore, più alta l'efficienza energetica. La legge, quindi, sorprendentemente, non richiede la classe energetica (quella che va da A+ a G, per intenderci), che era un modo sintetico ed efficace per far capire a tutti le qualità dell'appartamento.

 

Si potrebbe pensare che le due soluzioni siano in qualche modo identiche, dal momento che la classe energetica dipende pur sempre dall'indice di prestazione. E invece non è così: nel classificare gli edifici la legge nazionale tiene conto della quantità di pareti perimetrali esposte al freddo e della temperatura esterna della località. Detto in parole più semplici, un attico all'ultimo piano o una villetta possono avere una classe energetica migliore di un appartamento posto a un piano intermedio, pur consumando di più, e una casa in montagna è privilegiata, rispetto a una in pianura, ai sensi delle classi energetiche. In definitiva una classe energetica piuttosto buona (per esempio la B), dice che quel particolare immobile ha buone prestazioni per essere, per esempio, una villetta posta ad alta quota, anche se consuma magari di più di un appartamento al terzo piano al mare, che invece è solo in classe di efficienza energetica C. L'obbligo di inserire, l'indice di prestazione, invece della classe, pur essendo molto meno comprensibile ai non addetti ai lavori, dà un'indicazione più diretta dei consumi reali, e dovrebbe rendere impossibile l'autocertificazione in classe G.

 

Non solo: fa giustizia di certe differenze nella classificazione energetica esistenti tra quella vigente in certe regioni (Emilia Romagna, Liguria e Piemonte) e il resto dell'Italia: il calcolo dell'indice di prestazione energetica è comunque fatto allo stesso modo. Non è così solo per la Lombardia, che usa un metodo un po' differente. I contratti interessati. La legge nazionale parla di "annunci di vendita", ma anche di "trasferimento a titolo oneroso". Nessun dubbio, quindi, sul fatto che eventuali proposte di permuta debbano comunque riportare la pagella energetica, perché sono pur sempre trasferimenti a titolo oneroso. Anche le compravendite di quote in multiproprietà dovrebbero essere coinvolte (ma forse restano escluse quelle fatte con il sistema del "trust", che prevede la compravendita di quote societarie, non di immobili). Indenni restano invece le donazioni. Infine non dovrebbe contare – ma servirà una conferma ufficiale – il fatto che l'immobile non abbia impianti di riscaldamento, come può accadere al Sud, particolarmente per le case di vacanza: in questi casi, la certificazione energetica resta tecnicamente possibile.

 

Fonte http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2011-12-28/gennaio-2012-pagella-energetica-201655.php?uuid=Aa7vAiYE&fromSearch

Detrazioni fiscali 55%: la proroga nella Manovra Monti

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DETRAZIONI FISCALI DEL 36% E DEL 55%

La detrazione per le ristrutturazioni edilizie diventa permanante, dopo anni di continue scadenze e proroghe. Le nuove norme, infatti, modificano direttamente il Testo Unico delle Imposte sui Redditi - Tuir (Dpr 917/1986). Restano confermati la percentuale di detrazione del 36%, il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali. Agli interventi detraibili già previsti dalla normativa vigente, si aggiungono quelli per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali.

 

La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici viene invece prorogata fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni. Dal 1° gennaio 2013 la percentuale scenderà al 36% e l’agevolazione sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dalla Manovra al Tuir, assimilandola quindi a quella per le ristrutturazioni.

 

Fonte http://www.edilportale.com/news/2011/12/normativa/in-vigore-la-manovra-salva-italia-tutte-le-novit%C3%A0-per-l-edilizia_25106_15.html

 

Proroga delle detrazioni fiscali con taglio delle aliquote?

foto

Nel bel mezzo del marasma che sta vivendo il nostro Governo, dal futuro sempre più incerto, si conferma intanto nella bozza del Ddl Stabilità, discussa la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, la possibile proroga delle detrazioni fiscali (detta del 55%) per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Ne avevamo già dato notizia lo scorso 25 ottobre (Qualenergia.it, Il 55% per l'efficienza negli edifici sopravviverà ridotto?) e come avevamo scritto nella bozza del decreto Sviluppo (pag.31) la novità è che il bonus potrà essere prolungato fino al 2014, ma con le aliquote al ribasso.
Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva indicato come percentuale massima della detrazione quella del 52% dal 2012, così come previsto delle riduzioni lineari introdotte dalla manovra estiva e anticipate dalla manovra di ferragosto.
Sono stati poi introdotti parametri di spesa specifica, prima non previsti (ad esempio, non più di 800 €/m2 di pannello solare, tra 100 e 200 €/m2 per la coibentazione, oppure non più di tot €/kW per le caldaie) in modo da rendere la misura più efficiente. Vediamo alcuni esempi:
Aliquota del 52% per:
i pannelli solari termici, con un tetto di detrazione massimo di 50mila euro (anziché 60mila euro)
le superfici isolanti opache verticali e orizzontali (la detrazione massima resta sempre di 60mila euro)
gli impianti di riscaldamento e climatizzazione ad alta efficienza di potenza superiore a 35 kW (in genere condominiali) con un massimo di 50mila euro (attualmente è 30mila euro).
Aliquota del 41% per:
le caldaie ad alta efficienza inferiori a 35 kW (per appartamento) con una detrazione massima di 7mila euro (ora 30mila)
le finestre e i relativi infissi con un tetto di 40mila euro. Per questo tipo di interventi viene inserita inoltre una condizione per ottenere lo sconto fiscale: dovranno essere installate contestualmente le valvole termostatiche ai termosifoni, cioè quei dispositivi che consentono di regolare autonomamente la temperatura di ogni elemento.
Resta ancora non chiarita la possibilità per i prossimi anni di effetti retroattivi dei tagli anche per i rimborsi fiscali di coloro che hanno già realizzato negli anni passati un intervento di efficientamento. Ma questo provvedimento sarebbe in palese contraddizione con il principio di non-retroattività sancito nello Statuto dei diritti del contribuente.

 

Nel bel mezzo del marasma che sta vivendo il nostro Governo, dal futuro sempre più incerto, si conferma intanto nella bozza del Ddl Stabilità, discussa la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, la possibile proroga delle detrazioni fiscali (detta del 55%) per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Ne avevamo già dato notizia lo scorso 25 ottobre (Qualenergia.it, Il 55% per l'efficienza negli edifici sopravviverà ridotto?) e come avevamo scritto nella bozza del decreto Sviluppo (pag.31) la novità è che il bonus potrà essere prolungato fino al 2014, ma con le aliquote al ribasso.

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva indicato come percentuale massima della detrazione quella del 52% dal 2012, così come previsto delle riduzioni lineari introdotte dalla manovra estiva e anticipate dalla manovra di ferragosto.

Sono stati poi introdotti parametri di spesa specifica, prima non previsti (ad esempio, non più di 800 €/m2 di pannello solare, tra 100 e 200 €/m2 per la coibentazione, oppure non più di tot €/kW per le caldaie) in modo da rendere la misura più efficiente. Vediamo alcuni esempi:

 

Aliquota del 52% per:

  • i pannelli solari termici, con un tetto di detrazione massimo di 50mila euro (anziché 60mila euro)
  • le superfici isolanti opache verticali e orizzontali (la detrazione massima resta sempre di 60mila euro)
  • gli impianti di riscaldamento e climatizzazione ad alta efficienza di potenza superiore a 35 kW (in genere condominiali) con un massimo di 50mila euro (attualmente è 30mila euro).

Aliquota del 41% per:

  • le caldaie ad alta efficienza inferiori a 35 kW (per appartamento) con una detrazione massima di 7mila euro (ora 30mila)
  • le finestre e i relativi infissi con un tetto di 40mila euro. Per questo tipo di interventi viene inserita inoltre una condizione per ottenere lo sconto fiscale: dovranno essere installate contestualmente le valvole termostatiche ai termosifoni, cioè quei dispositivi che consentono di regolare autonomamente la temperatura di ogni elemento.

Resta ancora non chiarita la possibilità per i prossimi anni di effetti retroattivi dei tagli anche per i rimborsi fiscali di coloro che hanno già realizzato negli anni passati un intervento di efficientamento. Ma questo provvedimento sarebbe in palese contraddizione con il principio di non-retroattività sancito nello Statuto dei diritti del contribuente.

 

 

Fonte http://qualenergia.it/articoli/20111107-proroga-delle-detrazioni-fiscali-con-taglio-delle-aliquote

 

Bagni di Lucca: cartiera adotta tecnologia innovativa per il risparmio energetico

Di di Marilisa Romagno http://www.alternativasostenibile.it/articolo/cartiera-adotta-tecnologia-innovativa-per-il-risparmio-energetico-2510.html


fotoCartiera Pasquini, storica cartiera di Bagni di Lucca, una delle più antiche in Europa che vede il suo anno di fondazione addirittura nel 1465 e appartenente alla famiglia Pasquini dal 1940, è protagonista di una storia di innovazione "verde" che coniuga tradizione centenaria e tecnologia d'avanguardia. 

 

Grazie all'intuizione dell'amm.re unico e proprietario, rag. Stefano Pasquini, e per far fronte agli ingenti costi energetici tipici del comparto, è la prima cartiera al mondo ad aver installato unimpianto di cogenerazione a turbina "oil free" ad alto rendimento, tecnologia frutto di un brevetto della società americanaCapstone, che grazie all'aggiunta di un sofisticato sistema aeraulico, oltre a produrre in un ciclo combinato energia elettrica e calore, sfrutta l'aria calda di scarico delle turbine che viene reimmessa nel sistema di essiccamento, azzerando così il consumo di combustibile per il riscaldamento dell'aria di processo.

 

Grazie a questa innovazione, il nuovo impianto ha consentito alla cartiera di risolvere molteplici problemi contemporaneamente: non solo far fronte ai costi e guadagnare l'indipendenza energetica, ma anche eliminare i problemi di inquinamento che il vecchio impianto, con caldaia a vapore alimentata a BTZ, comportava, migliorando al tempo stesso la qualità e la produttività della carta grazie alla temperatura dei fumi che escono dalla turbine e che, non avendo alcun residuo, ne assicurano un perfetto sfruttamento ecologico.

 

Il nuovo impianto è costituito infatti da tre microturbine Capstone da 65 kW "oil free" alimentate a metano che non necessitano di olio lubrificante o liquidi refrigeranti per operare e modulano in funzione della potenza richiesta per asciugare la carta. La perfetta gestione del processo di essiccamento è realizzata mediante un sistema a PLC che interagisce sia con il sistema di controllo delle turbine che con il controllo qualità in linea della cartiera.

 

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